venerdì 31 gennaio 2025

Indiana Jones e la tomba dell'imperatore

 


Indiana Jones e la tomba dell'imperatore - 2003 - Versione Xbox e Ps2

Probabilmente questo gioco aveva una bella grafica per l'epoca, un gran sonoro con musiche fantastiche, e riprendeva così bene il carattere Indiana Jones che per molte persone questo titolo non poteva che sembrare davvero bello e riuscito. Invece a me non aveva mai convinto nemmeno all'epoca, forse perché ne avevo abbastanza di giochi alla Tomb Raider (benché i comandi qui fossero molto più comodi, altro che quell'incubo del controllo "tank") e forse perché di action avventure così ne avevo viste fin troppe.


Stufo di tombe, templi, trabocchetti da saltare, nemici a cui sparare o di fare a pugni, mi sono annoiato già dopo quattro livelli in cui per l'appunto mi sono arrampicato usando la frusta, ho scoperto grotte dietro le cascate, ho trovato idoli preziosi, ho ammazzato una trentina di cristiani. Pensa che mi sto annoiando anche solo scrivendolo, soprattutto perché della trama non me ne importa nulla e comunque la trama qui è talmente diluita e poco interessante che forse è anche meglio che non mi interessi.


Chiaramente non è un brutto gioco, chiaramente se lo inquadriamo nel periodo (più di vent'anni fa) la sua porca figura la fa, ma secondo me gli manca oggettivamente quel "quid" che lo rende interessante, che ti faccia venir voglia di andare avanti, di vedere quello che c'è dopo. Almeno, per me è così. Se solo fosse arrivato prima di Lara Croft probabilmente avrei avuto un'altra opinione, ma va riconosciuto che almeno in Tomb Raider c'erano anche i dinosauri!



lunedì 27 gennaio 2025

Chiller

 


Chiller - 1984 - Versione Commodore 64

Chiller è un gioco budget che ha basato molto del suo appeal sul fatto che riprendesse a piene mani l'immaginario del videoclip di Thriller, il brano di Michael Jackson che già nel 1984 era strafamosissimo e veniva canticchiato anche dai bambini di tre anni. L'operazione attuata dagli sviluppatori era chiaramente piuttosto torbida. Pensa che la musichetta di sottofondo che accompagnava la prima versione del gioco era talmente simile alla hit Jackson che alla fine la software house dovette pagare una multa e fu costretto a cambiare il brano per le successive ristampe!


Sinceramente mi sembra una storia incredibile perché non si può parlare di vero plagio davanti a dei semplici beep beep che riproducono - va detto - poche note simili all'originale, ma probabilmente il limite era talmente vicino (considerando anche il nome del gioco e la schermata di apertura che vedi qui in cima) che il rischio di finire gambe all'aria ha fatto leva sul buon senso degli sviluppatori, che hanno quindi pensato di fare un clamoroso passo indietro, spaventati dallo strapotere della multinazionale discografica che rappresentava l'artista.


In ogni caso Chiller è un gioco davvero mediocre, con una grafica veramente stucchevole e confusionaria, con un aspetto generale che sfigurava anche nel 1984 su una grande macchina come il Commodore 64, dove già all'epoca si era visto ben altro. E oltre alla grafica, anche la giocabilità di questo titolo è piuttosto terribile, al punto che non sono mai riuscito a sopportarlo per più di 10 minuti. I salti lenti, le piattaforme poco visibili, i nemici orrendi... tutto è decisamente brutto, sgraziato, poco interessante (oltreché difficile).


Tuttavia sono affezionato a questo gioco perché ricordo che un mio amico e compagno di classe (che purtroppo ci ha lasciati ancora giovane...) l'aveva acquistato in originale, nella versione ancora con la musica originale "incriminata", e ricordo che passavo il tempo con lui a giocare questo brutto gioco che, in ogni caso, faceva il verso a Michael Jackson e questo bastava per farci divertire.


Rigiocare oggi mi ha causato una gran malinconia e nostalgia per quell'epoca della mia gioventù, ma mi rendo anche conto che - dal punto di vista del videogioco - trovo Chiller esattamente come lo ricordavo, cioè un gioco decisamente brutto e mal fatto. Non me la sento di consigliarlo a nessuno, ma rappresenta abbastanza bene lo stato dei videogame per home computer del periodo.



venerdì 24 gennaio 2025

The Stanley Parable

 


The Stanley Parable - 2013 - Versione Playstation 5

Dopo 10 anni dall'uscita finalmente ho provato the Stanley Parable. Perché ho aspettato tanto? Perché i "walking simulator" non mi piacciono, i giochi narrativi non mi piacciono, i giochi senza nulla di vero da fare non mi piacciono. Ergo non avrei mai speso un centesimo per comprare questo gioco, benché sia stato dai più definito come un capolavoro. Ad iniziare da Piermarco, il mio compare di podcast.


Ad ogni modo The Stanley Parable si è rivelato, per me, esattamente quello che mi aspettavo. Un gioco semplice, realizzato in modo semplice, ma con alle spalle un'idea molto interessante. Il giocatore viene lasciato libero di girare all'interno di una struttura in cerca di risposte, e la voce narrante adatta il suo (costante) racconto a seconda delle azioni intraprese. Un po' come avveniva nelle avventure testuali, un po' come avviene nei giochi di ruolo cartacei, quelli che ci si siede intorno al tavolo, un po' come accadrebbe in un libro game. Il tutto però senza un apparente scopo, se non quello di scoprire nuovi sarcastici commenti da parte del narratore, o sperimentare nuova situazioni al limite dell'assurdo, di quelle che rompono la quarta parete. E' bello? Ne vale la pena? Dipende da quello che cerchi in ambito di intrattenimento.



Al netto di alcuni momenti davvero sorprendenti personalmente sono troppo smaliziato per innamorarmi di un gioco di questo tipo, sono un vecchiaccio e ormai non mi impressiona più nulla. Non dico che The Stanley Parable sia una produzione trascurabile, né che non meriti l'attenzione di qualunque giocatore, ma non è un gioco, è un esercizio di stile da parte dello sceneggiatore che si diverte a ciurlare per il manico il giocatore, sempre in bilico tra detto e sottinteso, tra reale e irreale. Diciamo che non è per tutti, soprattutto se non si capisce bene l'inglese, perché i sottotitoli non danno giustizia all'idea della voce narrante.



mercoledì 22 gennaio 2025

Snow Bros.

 


Snow Bros. - 1990 - Versione Arcade 

Dopo aver giocato con soddisfazione al nuovissimo Snow Bros. Wonderland ho voluto ricercare il capostipite della serie, quello Snow Bros. che uscì come videogioco arcade nel lontano 1990. Devo ammettere che non mi ricordavo quasi nulla di questo videogioco, anzi mi sono sorpreso enormemente nel constatare che questo titolo è praticamente una scopiazzatura di Bubble Bobble, questa cosa l'avevo completamente dimenticata. E a rendere tutto ancor meno glorioso ci si è messa pure mia moglie che vedendomi giocare ha esclamato "ah me lo ricordo, quante partite ci ho fatto al bar!". Insomma, uno a zero per lei, palla al centro.


Come ho detto Snow Bros. è poco più di una variante del glorioso Bubble Bobble, da cui ricopia quasi tutto, aggiungendo qualche mid-boss ma perdendo la metà degli schemi, qui fermi ad un numero di 50 livelli. Graficamente è più bello, ma è anche un po' più confusionario e anche le musiche mi piacciono meno del classico tema dei draghetti. Detto questo però il gioco è valido e piuttosto divertente. Come sempre giocando in due si raddoppia anche il divertimento, ma come sempre io gioco da solo (nemmeno glielo  ho proposto a mia moglie... tze!).


Personalmente l'ho trovato difficilotto, ma come accade in questa tipologia di giochi l'esperienza, cioè la ripetizione di infinite partite, fanno si che si possano imparare gli schemi di comportamento dei nemici e quindi il gioco diventa sempre più semplice, avendo acquisito la giusta esperienza.


In definitiva un buon gioco, quindi, assolutamente da provare, magari in due, magari giocando in piedi con un cabinato, perché in poltrona comunque perde gran parte del suo appeal.




domenica 19 gennaio 2025

Rocky Super Action Boxing

 


Rocky Super Action Boxing -  1983 - Versione Colecovision

Ci sono poche immagini così iconiche, nella storia delle console di inizio anni '80, come le schermate di questo Rocky Super Action Boxing. Comparivano su Videogiochi, su Topolino, su tutte le riviste che trattavano di videogiochi ed elettronica. Perché? E' presto detto: perché erano incredibili!
Una grafica così realistica era inimmaginabile, abituati come eravamo ad ammassi di pixel monocromatici a dir poco simbolici. Qui eravamo davanti a delle figure umane perfettamente riprodotte nella postura e nelle proporzioni, e addirittura l'arbitro sembrava uscito da un incontro vero.


Peccato che il Colecovision non ce l'aveva nessuno del mio giro di amicizie, che comunque il gioco richiedeva un controller apposito (quel Super Action indicato nel titolo) e che comunque, ora che lo posso giocare, si capisce che questo gioco di boxe non è minimamente divertente come quello dell'Activision che avevo sull'Atari, visto che gli omini si muovono lentissimi, e le animazioni sono comunque poche. Sicuramente è un gioco che nel 1983 era spettacolare da vedere, ma dal punto di vista del gameplay non lo raccomanderei a nessuno.



venerdì 17 gennaio 2025

Sega GP World

 


Sega GP World - 1984 - Versione Arcade

C'era un bar latteria vicino alla mia parrocchia di Genova che negli anni '80 ospitava un cabinato vicino all'ingresso. In realtà il bar c'è ancora ma come è accaduto ovunque i cabinati hanno lasciato prima il posto ai videopoker per poi scomparire del tutto. In ogni caso avevo occasione di passare da quel bar solo la domenica mattina dopo la messa, per cui non ero molto assiduo come frequentatore. In quel bar ricordo chiaramente solo tre cabinati; sicuramente se ne sono succeduti molti di più, ma io al momento ricordo solo questi tre: Pengo, Bomb Jack e Sega GP World.


Di Bomb Jack ho già parlato qui, di Pengo forse un giorno ne parlerò, ma Sega GP World merita sicuramente un discorso a parte. Per iniziare va rimarcato il fatto che questo gioco si basava sulla tecnologia laser disc, la stessa di Dragon's Lair e altri cabinati più o meno famosi che si aggiravano per i nostri bar e per le nostre sale giochi. La cosa era evidente fin da subito, per cui non mi meravigliai per la grafica delle piste resa in modo fotorealistico, perché era ovvio che si trattava di semplici filmati che avanzavano a seconda della nostra velocità.


Mi meravigliai invece per la bruttezza degli sprite della nostra e delle auto avversarie, visto che il contrasto tra i filmati, che erano anche un po' slavati, e i pixel enormi e stracolorati dei mezzi su schermo era un pugno nell'occhio. Per non parlare del fatto che soprattutto nelle curve la prospettiva 3d degli sprite entrava in crisi con un effetto tipo "auto volanti appiccicate sulle schermo" davvero pessimo. Ma la cosa che più mi dava fastidio era che, ovviamente, quando sterzavo non cambiava la prospettiva di visualizzazione della pista (come succede in Pole Position, per capirci) ma era il nostro sprite a muoversi per lo schermo. Inevitabile, ma orribile.


500 lire a partita voleva dire che giocai pochissimo con questo titolo e, tra l'altro, delle tre piste disponibili scelsi sempre quella del Monte Fuji, perché era quella di Pole Position e quindi l'unica che conoscessi e su cui valesse la pena provare il "salto tecnologico". Al punto che, dopo 40 anni, mi ero persino dimenticato che ci fossero anche le altre due piste a disposizione! In ogni caso Sega GP World è un esperimento molto interessante ma che è stato realizzato in modo un po' approssimativo, e per quanto sia effettivamente giocabile e anche abbastanza divertente non valeva certo il costo del gettone. Resta comunque un'esperienza da provare.



martedì 14 gennaio 2025

Snow Bros. Wonderland

 


Snow Bros. Wonderland - 2024 - Versione Playstation 5

Quando un gioco d'azione/piattaforme bidimensionale acquista la terza dimensione il tutto può sembrare subito promettente, ma poi alla prova dei fatti non è detto che il risultato sia degno di nota. E' capitato spesso in passato ma dopo tanti anni forse la lezione è stata imparata e questo Snow Bros. Wonderland lo dimostra. Purtroppo non l'ho sperimentato in multiplayer (si può giocare fino in quattro) e in questo modo mi sono precluso probabilmente la parte più divertente del gameplay, ma anche in singolo questo gioco si è rivelato impegnativo il giusto per non essere mai frustrante (a difficoltà normale) né mai noioso.


La parte migliore è la tecnica di attacco, che si concretizza creando una palla di neve che poi va lanciata con l'angolazione preferita in modo da colpire uno o più nemici (in stile bowling) oppure gettata lanciandola a parabola per colpire oggetti, interruttori o nemici lontani. La parte peggiore, per me, è che comunque ci sono fasi prettamente platform, quelle che se sbagli un salto ti ritrovi a dover fare parte del percorso daccapo, e la visuale 3d se possibile complica ulteriormente le cose a chi è già negato come il sottoscritto.


Oltre a questo, i livelli vanno terminati entro un limiti di tempo sennò arriva un mostro invincibile che ti insegue finché non ti ammazza (o finché raggiungi l'uscita) rendendoti le fasi platform ancora più frustranti. Naturalmente questo non è un difetto del gioco, è semplicemente come è stato concepito, come ne è stata concepita la sfida. Le battaglie contro i boss invece sono anche fin troppo facili.


Graficamente il gioco è delizioso, il sonoro fa la sua parte e insomma l'aspetto tecnico/artistico è curato, frizzante e piacevole. In particolare adoro le ambientazioni invernali, che sono molto d'atmosfera. I vari livelli sono tenuti insieme da una trama raccontata in stile manga assolutamente inutile, ma fa da contorno e non se ne può prescindere a quanto pare, mentre gli enigmi ambientali che vanno necessariamente affrontati per superare i livelli (e anche quelli facoltativi che ti fanno acquisire nuove abilità) sono piuttosto banali ma possono dare soddisfazione.


Un'ultima nota riguarda il fatto che si possono sbloccare molte abilità che di fatto fanno progredire il nostro personaggio, e questa è una cosa che apprezzo sempre molto in ogni gioco. In ogni caso Snow Bros. pur non essendo il mio genere di gioco mi ha divertito durante le feste natalizie per cui se ami i platform con enigmi ambientali potrebbe valere la pena di farci un giro.  



sabato 11 gennaio 2025

Atelier Iris: Eternal Mana

 


Atelier Iris: Eternal Mana - 2006 - Versione Playstation 2

Conservo il ricordo di questo Atelier Iris come uno dei giochi più carini che abbia mai provato in tutta la mia carriera di videogiocatore. Ricordo che lo comprai per pochi euro praticamente a scatola chiusa da Mediaworld: era su uno scaffale, aveva una bella copertina e soprattutto era marchiato da quella Nippon Ichi che mi aveva regalato, pochi mesi prima, l'incredibile Disgaea.


Questo bastava per portarlo alla cassa e pazienza se non avevo idea di che gioco potesse essere, ignoravo che meccaniche avesse e in generale mi importava poco della qualità tecnica di questo titolo. L'ho preso come già detto a scatola chiusa, tanto costava poco e al massimo - ho pensato - non mi sarei suicidato se si fosse rivelato una fetecchia.


Invece no. Ammetto che sono rimasto un attimo interdetto davanti ad una grafica totalmente bitmap sotto certi aspetti eccellenti, ma che mi faceva un effetto strano, soprattutto quando vedevo i personaggi muoversi sopra scenari disegnati a mano e dalla strana prospettiva, per non parlare degli oggetti un po' posticci che comparivano e scomparivano entrando ed uscendo da un ambiente all'altro. Ammetto che pensai, davanti alla world map (in italiano: mappamondo), che questa fase di gioco facesse cagare graficamente (convinzione che poi mi fu confermata dalla recensione sull'allora eccellente Game Republic, che arrivò a  definirla "pietosa"). Ammetto anche che le musiche, pur bellissime, fossero molto distanti da quello che mi sarei aspettato di sentire. Insomma ammetto che pensai di essere di fronte ad un gioco per PS1 piuttosto che davanti ad un titolo per Playstation 2. Ma poi le cose andarono diversamente.


Il gioco dimostrò subito di avere una sua personalità e, soprattutto, una sua spiccata originalità. Certo, Eternal Mana è un classico gioco di ruolo giapponese, col suo bel party che va popolandosi (ma che ti impone di far combattere solo tre individui contemporaneamente lasciando gli altri in panchina). Ma l'idea di raccogliere elementi ed oggetti per sintetizzarne di nuovi, non solo con la cucina ma anche con l'alchimia, rendeva questo gioco come qualcosa di davvero interessante. Per inciso, è importante sottolineare che questo Atelier Iris è stato il primo Atelier che vedevo, e mi viene anche da dire "per fortuna", visto che Eternal Mana è, come ti ho appena detto, un gioco di ruolo fatto e compiuto, e non un giochino poco vario come Atelier Marie. In definitiva l'idea di creare una grossa quantità di oggetti , spesso necessari per progredire nella storia o per ottenere gli equipaggiamenti migliori, per me era una cosa fresca e interessante.



L'esplorazione degli ambienti acquistava quindi un sapore nuovo, quello della raccolta di oggetti ed elementi, grazie a quali ingrandire l'arsenale e le possibilità di sopravvivere a mostri e boss. Le battaglie, a turni, erano interessanti e davano soddisfazione. E in tutto questo la trama teneva il gioco insieme in un modo molto simpatico e da "manga".


A me la trama nei giochi interessa pochissimo, ma questo gioco è uno di quei pochi esempi, assieme ad qualche altro titolo come Xenogears e Final Fantasy X, in cui invece ho trovato che la storia e il modo in cui viene raccontata sono al livello di una serie tv, con personaggi, situazioni e accadimenti degni del loro nome.


In particolare i comprimari sono tutti personaggi spassosi (ad esempio la negoziante Veola), con una loro caratterizzazione ben scritta e anche una certa mobilità che, nel suo piccolo, dona una certa vitalità a questi personaggi non giocanti, al punto che sono arrivato ad affezionarmi un po' a loro. Un altro esempio in tal senso è il tutorial del gioco, che attraverso delle brevi lezioni tenute da un buffo folletto, ti spiega come funzionano i vari poteri che acquisti mano a mano, il tutto con un sapore comico mai eccessivamente stucchevole. 


Ora, non pensare che questo gioco sia chissà cosa, anzi è un titolo dai livelli produttivi davvero modesti, ma rigiocandoci ora dopo quasi vent'anni lo trovo ancora fresco e seducente, pur se di acqua ne è passata eccome sotto i ponti. E' un racconto simpatico, c'è un sacco da esplorare (con delle meccaniche alla Metroid per cui è possibile acquisire dei poteri che ti permettono di tornare a prendere oggetti prima inaccessibili), tante battaglie e tanti boss, belle musiche e personaggi simpatici.


Insomma Atelier Iris: Eternal Mana è un gioco assolutamente straconsigliato a tutti gli amanti dei giochi di ruolo giapponesi, con il solo limite della lingua, che è l'inglese e di una certa reiterazione delle cose da fare nei vari ambienti. Per inciso me lo sono rigiocato tutto dall'inizio alla fine e me lo sono goduto un sacco. 





giovedì 9 gennaio 2025

Gauntlet

 


Gauntlet - 1985 - Versione Arcade

Tra tutti gli arcade mangiasoldi che abbia mai provato, Gauntlet non ha rivali nel succhiarti moneta dopo moneta. Nemmeno Dragon's Lair era così fottutamente capace di farti scucire la grana come invece mi è capitato (ed è capitato quasi a tutti) di fare davanti a questo arcade. Chiaramente per un pidocchio taccagno genovese come me è stata una vera sofferenza rapportarmi con questo gioco, perché da una parte era un titolo davvero attraente (adesso ci arrivo), dall'altra ne usufruivo probabilmente nel modo sbagliato.


Andiamo con ordine. Nel 1985 un gioco con una grafica di questo tipo, pur non essendo in assoluto bellissima, era impressionante per la quantità di colori anche negli sfondi e, soprattutto, per l'insana quantità di nemici che si muovevano su schermo. La possibilità di usare quattro diversi personaggi, i bauli del tesoro sparsi qua e là per le segrete, la voce digitalizzata à la grillo parlante che faceva da dungeon master e che quindi ti spiegava le regole e ti ammoniva se stavi per morire, lo scrolling (scorrimento dello schermo) fluido nelle quattro direzioni e un gameplay tanto semplice quanto solido, erano tutte cose davvero irresistibili anche per un giocatore single player come me.


Sì, perché questo gioco andava giocato almeno da due persone contemporaneamente per essere davvero divertente e, soprattutto, fruibile per un tempo decente. Da soli, come ho sempre giocato io, Gauntlet è un gioco - almeno per i neofiti - di una difficoltà proibitiva. Una partita da zero mi durava, se ero fortunato, quattro minuti, e poi o morivo o inserivo moneta dopo moneta per ottenere altri punti vita. Ecco perché mi fumavo mille lire in pochi minuti solo continuando a inserire monete nel cassone!


Sono certo che un giocatore esperto può riuscire a giocare molto a lungo senza spendere alcuna pecunia, visto che comunque ci sono dei punti nei livelli in cui poter fare un po' di combattimento tattico, ma non era il mio caso. Vedevo gente giocare in doppio ed avere quindi maggiore fortuna, del resto l'unione fa la forza, ma il gioco inesorabilmente ti consuma punti vita ad ogni secondo e gli oggetti capaci a rimpolpare un po' il contatore sono veramente pochi e spesso difficili da raggiungere incolumi.


In definitiva Gauntlet era un gioco mangiasoldi, maledettamente accattivante, ma troppo dispendioso per un giocatore solitario. Per fortuna i primi 8 livelli erano fissi, e si poteva imparare a farli con un po' di perseveranza, ma i successivi, proposti in modo casuale, erano troppo difficili per uscirne vivi senza dilapidare le monetine che avevo in tasca, per cui - mio malgrado - abbandonai questo gioco in fretta e ora mi resta solo il ricordo della sua grande atmosfera.



martedì 7 gennaio 2025

40499: La slitta di Babbo Natale



Set 40499 - Anno 2021 (338 pezzi)

La slitta con il "torvo Babbo Natale"(tm) - così fu definito da Il Più Antico, mio affezionato lettore - è una buona aggiunta a qualunque villaggio natalizio di Lego. Con le sue quattro renne e una discreta quantità di doni e pacchettini a corredo. 50 euro però sono davvero troppe per questo piccolo oggetto per cui la consiglio solo se la trovate a non più di 25, perché per quanto ben fatta non presenta davvero nulla di notevole. In più ci sono degli adesivi da applicare su alcuni pezzi, che è una cosa davvero triste per un set così recente.

Valutazione: 7/10

Prezzo nuovo: sui 50 euro