lunedì 15 giugno 2026

The Spell Brigade

 


The Spell Brigade - 2026 - Versione Pc

Ennesima produzione basata sul gameplay di Vampire Survivors, The Spell Brigade si distingue fondamentalmente per due tratti che lo rendono leggermente diverso da tutti gli altri giochi simili. 


La prima fondamentalmente differenza è nella componente multiplayer che permette di giocare in quattro contemporaneamente sulla stessa mappa, garantendo un costante supporto degli uni con gli altri che, fondamentalmente, possono liberare il campo e soprattutto possono riportare in vita i compagni caduti. 

Ovviamente io preferisco giocare in solitaria per cui non voglio giudicare se e quanto sia divertente giocare contemporaneamente  con persone più o meno sconosciute. L'unica cosa che posso dire è che da soli effettivamente il gioco è molto lento nei progressi. Servono tante partite per raggranellare soldi a sufficienza per comprare qualche potenziamento che ti permetta di fare qualche progresso. 



L'altra caratteristica che comunque rende l'esperienza in singolo tutto sommato divertente è la presenza di missioni da compiere di quando in quando, tipo distruggere statue e uccidere mostri in determinate aree, e in caso di successo si ottengono potenziamenti notevoli. Nonostante questo però il gioco risulta, come detto, molto lento nei progressi del personaggio e quindi ammetto che mi ha annoiato abbastanza in fretta il dover ripetere tante volte le stesse mappe e affrontare sempre gli stessi nemici. Dopo dieci partite restare ancora impantanato nello stesso posto non è proprio una cosa capace di rendere il gioco attraente. Questo dimostra che il gioco è stato pensato per il Multiplayer, lasciando un po' indietro ci preferisce giocare da solo. 



sabato 13 giugno 2026

Wuchang: Fallen Feathers

 


Wuchang: Fallen Feathers - 2025 - Versione Playstation 5

Questo bellissimo souls-like è stato molto criticato per i più svariati motivi. Uno di questi sarebbero presunti problemi tecnici, che non ho minimamente riscontrato. In modalità "prestazioni" il gioco va come una scheggia, senza indugi e con un livello grafico di tutto rispetto. Forse negli ultimi mesi il gioco è stato patchiato? Probabilmente sì, ma quindi ora non c'è nulla da dire dal punto di vista tecnico, con location spettacolari e colorate. Quella invernale, dove lasci le impronte nella neve, poi è meravigliosa.




Altra critica: le mappe troppo incasinate e non si capisce bene dove andare. Verissimo: spesso si aprono tante strade e ti trovi ad andare un po' a caso. Ma a parte che poi alla fine tutto si ricongiunge,  penso che evidentemente chi fa questa critica ama i giochi corridoio a prova di idiota e non apprezza il senso della parola "esplorazione". Perché per me è invece meraviglioso trovarsi improvvisamente in nuovi luoghi inaspettati da esplorare, pur sapendo che si dovrà tornare indietro e prendere altre strade.


C'è ancora chi critica Wuchang: Fallen Feathers per la trama incosistente, per le quest poco comprensibili e per un "lore" di gioco non ben definita, ma è esattamente quello che un Dark Souls qualunque ci ha abituato da anni, ed è un aspetto che mi interessa davvero poco. Al contrario ho trovato i vari ambienti veramente belli e, soprattutto un po' originali, con zone in mezzo alla natura rigogliosa che di solito non si vedono in giochi di questo tipo. Inoltre, i nemici sono davvero poco vari? Non mi è sembrato affatto.


La vera unica critica che rivolgo a questo gioco, che per il resto mi ha regalato un viaggio meraviglioso, è la difficoltà dei boss. Se i nemici qualunque sono facilmente abbordabili non appena si prende un po' la mano con il sistema di movimento/schivata/attacco, i boss per contro sono veramente ostici. Sono stati progettati per non dare tregua al giocatore, che si trova quindi costretto a morire a ripetizione anche solo per imparare i patner di attacco del nemico, sperando di scorgere qualche finestra di contrattacco tra una combo devastante e l'altra. Livellare serve in questi casi, ma solo fino ad un certo punto, è sicuramente molto più proficuo capire quale arma, e con quale abilità ad essa associata, è più indicato combattare per contrastare la furia di quello specifico antagonista.


Tutto questo si traduce in una lunghissima e frustrante serie di tentativi, in cui ci si trova a fare "respec" delle proprie abilità di continuo (per fortuna non ci sono limiti da questo punto di vista) nella speranza di trovare la combo arma/abilità/equipaggiamento che ti consenta intanto di sopravvivere e poi, eventualmente, di vincere contro questi maledetti boss di fine livello.


Non tutti sono così terribili, ma più si va avanti e più la cosa si fa davvero pesante, al punto che passa la voglia. E allora vai a vedere su Youtube qualche suggerimento su cosa fare e come farlo, una pratica capace di risolverti la situazione, ma che comunque non ti rende gli scontri automaticamente facili, tutt'altro!


Per concludere Wuchang è un gioco bellissimo, pieno di cose da fare e sperimentare, luoghi da esplorare e nemici con cui confrontarsi. Ma la difficoltà a volte è un muro insormontabile capace di smorazare, alla lunga, l'entusiasmo. Se solo i boss fossero stati più affrontabili sarei qui a dare un bel 10 a questo comunque incredibile souls-like.



mercoledì 10 giugno 2026

Set T2155 - Farm House

 


Set T2155 - Anno 2025  (1580 pezzi)

Continua la mia sperimentazione con produttori "alternativi" di origin cinese di mattoncini compatibili coi Lego, e la proseguo sul filone "medioevo" perché voglio allestire un villaggio medioevale, anche se va detto che questo set ha qualche particolare troppo moderno per essere effettivamente di quell'epoca. Tuttavia il look generale non lo fa sfigurare in questo contesto, per cui me lo faccio andare bene lo stesso. E vorrei anche vedere! Questo set è fantastico e l'ho pagato una sciocchezza! Mi è piaciuto talmente tanto che inizio subito con l'unico aspetto un po' negativo per poi passare a lodare tutto il resto, e cioè mi riferisco al fatto che non ci siano omettini. Anche questo set cinese è desertico da questo punto di vista, ma è talmente pieno di tutto il resto da meritarsi comunque 10.
Per iniziare è un set molto bello dal punto di vista estetico: la parte frontale è bellissima, quella posteriore lo è molto meno perché ha in bella mostra gli ingranaggi, ma non manca qualche particolare curato degli interni. Ci sono due mattonicini luminescenti e ovviamente c'è la manopola con la quale far girare il mulino a vento e, se si posiziona la leva, è possibile far girare anche quello ad acqua. I mulini sono realizzati molto bene, così come tutto il resto. Ci sono purtroppo degli adesivi da applicare (principalmente sulle travi di legno), ma ci sono anche tantissimi particolari pazzeschi, come i fiori, il cipresso e tutti i vari oggettini sparsi tra interni e giardino. Infine il meccanismo a ruote dentate e con la catena mi ha ricordato i più bei set technic vintage ai quali sono estremamente affezionato. Tutto questo per meno di quaranta (40) euro!
In definitiva quindi un set bellissimo, ricchissimo di funzioni e particolari, il tutto ad un prezzo ridicolo. Assolutamente da comprare.


Prezzo nuovo circa 35 euro

Valutazione 10

domenica 7 giugno 2026

Hammerwatch 2

 


Hammerwatch 2 - 2023 - Versione Playstation 5

Il secondo capitolo ufficiale di Hammerwatch abbraccia abbondantemente le meccaniche tipiche dei gioco di ruolo, quali missioni primarie e secondarie, gestione dell'inventario e dell'equipaggiamento, crafting e albero delle abilità, libertà di movimento e di esplorazione e, soprattutto, tanti tanti combattimenti.


Questi nelle loro dinamiche restano molto simili al primo capitolo, una via di mezzo tra l'arcade puro (del resto quel gioco si ispirava esplicitamente a Gauntlet) e il massacro leggermente più ragionato di un Diablo qualsiasi, ricco di abilità da attivare nei momenti più rischiosi. Il tutto ti permette, anche grazie al fatto che i luoghi tendono a ripopolarsi abbastanza spesso, di livellare il tuo personaggio e di renderti quindi sempre un passo avanti (se ti va di farlo) rispetto alla difficoltà del gioco. Che è comunque discretamente alta. Per fortuna se muori puoi sempre resuscitare, al costo di qualche pezzo d'oro.


L'espolorazione libera di Hammerwatch 2 ti permette di scoprire sempre nuovi posti, passaggi, oggetti, e questo è un aspetto che mi ha particolarmente convinto, ricordandomi un po' le esperienze dei primai anni '90, come ad esempio ho vissuto i vari Ultima 4, 5 e 6. La grafica del resto è in pixel art, sotto certi aspetti molto bella, colorata e illuminata, sotto altri un po' ripetitiva. Il tutto è comunque supportato da un audio di ottimo livello.


Il vero limite di questo gioco è che, pur durando il giusto, a mio parere non è in grado di offrire una varietà sufficiente di ambienti. Per la maggio parte del gioco ti troverai in qualche città, e nella sua campagna circostante, o in qualche grotta. Ci sono anche le immancabili fogne (un dungeon sconfinato!), il castello e i monti innevati. Ma non si arriva mai in un posto che ti lasci veramente sorpreso, e in un gioco con grafica pixel art c'è sempre bisogno di un qualche guizzo creativo.


Ma mi rendo conto che sto cercando il pelo nell'uovo: Hammerwatch 2 è davvero un gran bel giochino che consiglio a tutti gli amanti dei giochi un po' Diablo, un po' Zelda, un po' Ultima. 



giovedì 4 giugno 2026

The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles


The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles - 2025 - Versione Pc Windows

Un nome lunghissimo per un piccolo gioco senza pretese ma molto piacevole e divertente da giocare: The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles è un gioco di ruolo in cui si interpreta un eroe (o un'eroina) intento a raggiungere il 50° livello di un enorme dungeon popolato di orchi e mostri vari. L'impostazione del gioco è di quelle in stile 16 bit, con grafica piccola, in pixel art, con il mondo costruito a caselle viste dall'alto. Ma il gioco non è per nulla semplicistico, implementando un inventario molto nutrito tra pezzi di equipaggiamento, pozioni, vivande, ingredienti e materiali vari.


Ogni piano del dungeon è "a tema", rappresentando una sorta di enigma da risolvere, vuoi per la necessità di trovare chiavi, pulsanti e leve da tirare in sequenza, o di evitare trappole, o di utilizzare teletrasporti, o ancora di raccogliere o creare oggetti. Ogni piano ha inoltre un sacco di elementi o eventi pronti a strapparti una risata, e infatti The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles è un titolo caratterizzato fondamentalmente da un sempre presente umorismo demenziale.


Ha proprio quel tipo di umorismo che a me è particolarmente congeniale, ricco di citazione, giochi di parole, riferimenti alla vita quotidiana anche se citati in ambiti in teoria completamente avulsi dalla nostra società moderna, con una sempre presente ironia capace di punzecchiare laddove i luoghi comuni, anche in un gioco di ruolo per computer, sono sempre presenti e si prestano ad essere messi in discussione. Insomma questo gioco ha una narrazione che per noi nerd, anche non più giovanissimi, trova terreno fertile per dare soddisfazione ogni qual volta cogliamo la citazione o il riferimento a film, telefilm, canzoni o personaggi. Da questo punto di vista quindi il gioco è un esercizio notevole, pur se, per tutto il resto, rimane ad un livello poco più che amatoriale.


Passi infatti per la grafica elementare in stile Nes, passi per il sonoro che sembra uscire da un'Amiga (e la cosa secondo me è voluta), passi anche per i ritratti dei personaggi che non brillano per originalità ma che, soprattutto quando rappresentano qualche personaggio noto, fanno bene il loro lavoro. Passi anche per gli enigmi mai particolarmente originali ma che comunque si innestano alla perfezione nella cifra dei dialoghi. Quello che non funziona come dovrebbero sono invece i combattimenti.


Questi si basano su un sistema tipo "premi il taso nel momento giusto" e malgraso ci siano diverse variabili a dare dicreta varietà al tutto, spesso si rivelano essere troppo ostici e, se si decide di passare al livello "facile", diventano invece eccessivamente lenti e prolissi. Insomma ci sono più battaglie di quanto se ne senta il bisogno e sono troppo lente per essere divertenti, anzi diventano ben presto qualcosa che si vorrebbe evitare.


In definitiva The Crazy Hyper-Dungeon Chronicles è un gioco simpatico, con tanti spunti interessanti (c'è anche un articolato sistema di crafting e cucina), ma che forse lascia troppo poco controllo al giocatore e, nei combattimenti, è troppo noioso per reggere a lungo la tua attenzione. In ogni caso a me è piaciuto e se ti piace l'umorismo alla Monkey Island questo gioco potrebbe fare per te. E grazie a questo giochino sono riuscito finalmente ad imparare a memoria il Konami Code!



lunedì 1 giugno 2026

FUORIORA - Ricomincio quando voglio (LP)

 


Fuoriora - Ricomincio Quando Voglio (2025)

A fine dicembre del 2025 ho pubblicato su Youtube il primo album del mio progetto/band virtuale "Fuoriora". Sottolineo che il gruppo è "virtuale" in quanto non esiste alcun membro di questa band, Fuoriora è una totale invenzione del sottoscritto che ha composto i testi (tranne che per un brano), inventato le melodie di base e ha poi realizzato tutto quanto con l'AI, comprese soprattutto le tracce vocali. In vita mia ho scritto quasi 200 canzoni che poi, in gran parte, ho arrangiato e cantato io stesso (con risultati imbarazzanti, peraltro) pertanto ho approfittato di questi nuovi strumenti per dare una forma per lo meno decente ai miei brani. Il processo è stato più lungo e faticoso di quanto si possa pensare ma il risultato, al netto di qualche sbavatura nella pronuncia, mi ha trovato molto soddisfatto, soprattutto nell'interpretazione del canto. In ogni caso in questo articolo illustrerò i dieci brani dell'album cercando di spiegarne il significato. Come regola generale quando scrivo un testo cerco di lasciare sempre un po' di spazio all'ambiguità in modo che ciascuno degli ascoltatori possa dare un tocco di interpretazione personale e fare così più "suo" il brano, ma malgrado questo chiaramente questo disco non contiene canzoni talmente criptiche da richiedere che te le spieghi. Tuttavia ho voluto comunque illustrare il perché e percome di ogni mia canzone con questo breve articolo. Pertanto eccoci qui.

1: RICOMINCIO QUANDO VOGLIO

Il brano ci ricorda come a volte ci si annulli per compiacere gli altri, e con "altri" non intendo necessariamente solo il partner. Ovviamente si può rinunciare alle cose che ci piacciono per la felicità altrui, ma solo fino ad un certo punto e, soprattutto quando non si trovano compromessi capaci di accontentare entrambi, diventa inevitabile alla fine ribellarsi a questa situazione, se non altro per una questione di rispetto anche verso se stessi. La canzone lascia un po' di spazio all'ambiguità proprio nel titolo, quel "ricomincio quando voglio" che fa il verso al più diffuso "smetto quando voglio", tipica frase di chi pensa di poter gestire i propri vizi ma che, il più delle volte, non ha minimamente la forza di contrastarli. 

2: E' CAMBIATO L'ALGORITMO

Tra i frequentatori dei social media il "cambio dell'algoritmo" è lo spauracchio capace di modificare l'esperienza di fruizione dell'utente, spesso portando in un primo momento irritazione se non addirittura smarrimento, almeno fintanto che l'abitudine non rimette le cose a posto. Questo brano ovviamente parla dei cambiamenti che accadono anche nella vita reale, quei cambi di paradigma che possono modificare abitudini, interessi e anche relazioni, e lo fa mantendo in parallelo quello che accade ad esempio su Tiktok o Instagram, dove è successo che dopo aver catturato l'attenzione degli utenti, ingaggiandoli, spingendoli a guardare contenuti e a "crearne" di propri, adesso - col cambio dell'algoritmo - questi stessi utenti sono sommersi di pubblicità (il ritornello ne cita alcune tipiche) e non vengono premiati dalle piattaforme se non sono in grado di portare loro stessi un guadagno, una convenienza. Il testo lascia un po' di spazio all'ambiguità nella frase "c'è ancora posto per te?", lasciando spazio a diverse interpretazioni, sia sul piano delle piattaforme social che su quello della vita reale.

3: OGNI DUE MINUTI

Basato su una melodia che ho scritto nel 1989, questo brano racconta chiaramente di una coppia di persone opposte nei gusti e negli interessi, che alla fine si è sfasciata. Ma la domanda resta: era inevitabile che due persone così diverse non fossero destinate a restare insieme o si tratta solo di un alibi per nascondere altre motivazioni. Ad un certo punto del brano si capisce che l'altra persona era dipendente dal telefono, che lo controllava "ogni due minuti", cosa che alla fine anche il cantante si accorge di fare come conseguenza di questa separazione. Restano interrogativi sul perché lo facesse lei, sul perché ora lo faccia lui, e sul fatto - in sostanza - che queste due persone non fossero in realtà così diverse.

4: STUPIDO SORRISO

Questo brano potrebbe essere una buona risposta ad una delle domande lasciate dalla traccia 3. Finita una storia c'è la tentazione di continuare a seguire più o meno segretamente le attività social dei nostri ex, e la rosicata è un rischio molto concreto. Vedere che l'altra persona ha voltato pagina, che vive felice anche senza la presenza dell'altro crea incazzature, gelosie e un senso di amarezza difficilmente risolvibili se non proprio smettendo di seguire quella persona sui social. E quando la questione diventa troppo morbosa può succedere che le cose che si vedono pubblicate vengano ingigantite, viste con sospetto, che acquistino significati che in realtà non hanno, e spesso possono esserci anche delle conseguenze spiacevoli da tutto ciò. Ad esempio, perché ci si può trovare ad un certo punto addirittura "bloccati"?

5: LA NEVE

Questa mia canzone è una vera dichiarazione d'amore incondizionato. L'oggetto è ovviamente in questo caso la neve, ma a livello concettuale il mio brano vuole comunicare che il vero amore può soprassedere ad eventuali controindicazioni, aspetti negativi (anche importanti) e tutto quanto non trovi d'accordo le persone intorno a te. Per lo meno, questo è il mio punto di vista e la canzone vuole essere una sorta di "coming out" che può valere, in linea di principio, in qualunque ambito, come soprattutto in quello sentimentale.

6: NON SONO INTERESSANTE

Questa canzone non vuole essere necessariamente il frutto di un momento di depressione o di demoralizzazione. Dal mio personale punto di vista è più una rivendicazione di come non sia necessario esprimere opinioni o avere sempre novità o cose argute da dire per sentirsi uomini, perché alla fine della fiera davanti al dramma umano, davanti alla sofferenza e alla morte siamo tutti uguali. Per cui, per quanto il testo sia ambiguo ed interpretabile, la canzone può anche essere vista come uno spunto di speranza. Le strofe si ripetono uguali perché giustamente sarebbe stato contraddittorio se avessi espresso altri concetti interessanti!

7: AMORESTRANEO

Questo è l'unico testo che non ho scritto io, ma mi è piaciuto a tal punto che l'ho voluto musicare e inserire nell'album, anche perché comunque ha una sua coerenza col discorso portato aveanti nel resto del disco. In ogni caso, la canzone parla di indifferenza: dipinge l'amarezza che si prova quando si subisce l'indifferenza da parte di chi invece prima diceva di volerci bene, così come l'amarezza nel non aver voluto affrontare le proprie insicurezze, di essere rimasti indifferenti ai segnali negativi, facendo finta che tutto andasse bene quando invece era evidente la presenza di un disastro incombente.

8: DIVENTARE VOLGARE

Questa è una canzone che scrissi nel 1994 in un momento in cui, deluso da una storia finita male, avrei voluto essere diverso, più stupido e volgare per attirare maggiormente le attenzioni altrui. In realtà il quesito mi è rimasto irrisolto anche dopo più di 30 anni, e si estende ad ogni campo dell'esistenza: meglio essere se stessi o fare come gli altri, omologarsi a quegli "altri" che disprezzi ma che hanno successo dove tu non ce l'hai? Nella canzone sembra che abbia trovato la risposta, ma in realtà è una risposta di comodo, che mi permette l'immobilismo. 

9: MI HAI FATTO MALE, TI HO FATTO MALE

Un brano decisamente molto leggero dopo i temi pesanti delle canzoni precedentim, e per questo anche un po' umoristico, si basa su una delle mie prime canzoni, datata addirittura 1988! Il testo racconta di come non sia piacevole essere perseguitati da chi abbiamo fatto soffrire e che quindi si vuole vendicare magari con comportamenti anche illegali, ad esempio abusando della sua autorità. E' quindi necessario subire, giustificando il comportamento dell'altro come giusto contrappasso per i propri sensi di colpa o comunque è preferibile non farsi intimidire ma addirittura contrattaccare?

10: LA MALEDETTA VETRINA DEI SOCIAL

Il delirio finale ha come punto di partenza il fatto che spesso ci ricordiamo quasi a memoria cose totalmente inutili come video, battute e immagine viste sui social, ma tendiamo invece a dimenticare cose più importanti, quasi come se questi mezzi di comunicazione attivassero in noi una memoria selettiva solo verso le cazzate. Da qui inizia un percorso di affrancamento dall'ossessiva e compulsiva necessità di buttare tempo e risorse verso contenuti che tra l'altro ci fanno sentire inadeguati. Il brano è quindi una sorta di seduta in stile "alcolisti anonimi" dove si affronta e si riconsce il problema e si cerca di risolverlo affrontando i lati negativi che questa vera e propria droga ci procura. Un percorso che mi sento di consigliare a tutti gli ascoltatori. E con questo chiudo.