The Last Remnant - 2008/2009 - Versione Xbox360 e Pc Windows
The Last Remnant è un gioco che può piacerti moltissimo oppure può farti cagare, tutto dipende da quanta pazienza hai e da quanto ti lasci affascinare dal suo sistema di combattimento così originale. A me, ad esempio, questo gioco è piaciuto moltissimo nella sua versione per Xbox360 quando lo comprai nel 2009, talmente tanto che poi lo presi un paio di mesi dopo anche per PC, dove - grazie ad una caratteristica di cui tra poco ti racconto - sono riuscito a portarlo a termine.
Su Xbox360 il gioco era bellissimo a vedersi e sentirsi, potenzialmente divertentissimo da giocare, ma aveva un grandissimo handicap: le battaglie - che sono l'elemento preponderante in questo titolo - erano di una lentezza esesaperante. Tieni presente che non è infrequente che, soprattutto da metà gioco in avanti, ci siano 15 personaggi del nostro pary contro altrettanti nemici, e questo si traduce nel dover assistere a trenta (a volte anche di più) animazioni di attacco solo nel primo turno di battaglia! Per quanto i combattimenti siano belli da vedere, la cosa si fa in fretta esasperante. E come detto, è necessario fare tantissime battaglie durante le sessanta e passa ore necessarie per terminare la storia.
Per fortuna la versione PC introdusse come prima cosa l'opzione "turbo", che rende le battagle quattro volte più veloci. Ma anche così, dopo venti o trenta ore di gioco, potresti facilmente arrivare a perdere la pazienza. Anche perché il sistema di livellamento del party, per quanto stratificato, è lento e poco chiaro... sembra che le cose accadano un po' a caso, da questo punto di vista, cosa che poi si riflette anche negli ordini da dare alle unità in battaglia. Insomma, questo gioco sembra non lasciare molta libertà al giocatore, che davanti a così tante unità schierate magari avrebbe preferito monitorare i progressi delle unità in modo più specifico, e allo stesso modo vorrebbe impartire ordini più particolareggiati alle unità durante i combattimenti, invece di cose selezionare azioni generiche come "finiteli in un colpo solo" o "mantenete alti i punti vita".
Ma d'altra parte è proprio questo il fascino di The Last Remnant. Il giocatore è più che altro un "generale" che impartisce ordini e resta a guardare quello che succede. E infatti per la maggior parte del tempo si resta a guardare. All'epoca forse poteva andarmi bene, visto lo splendido comparto tecnico. Oggi invece ne ho sofferto. Come detto la grafica è bella (pur trattandosi di un gioco che ha quasi vent'anni), per cui è un bel guardare, ma certamente non lascia più a bocca aperta come vent'annoi fa.
Le numerose città, benchè atomizzate in scenari minuscoli, sono spettacolari. I combattimenti sono coreografici e ricchi di belle animazioni. Gli scenare all'aperto sono dignitosissimi, mentre i dungeon, per contro, sono davvero spogli. Alcuni sono migliori di altri, ma tutti quanti appaiono in molti casi schematici e quindi irrealistici. Il sonoro poi è eccellente, con musiche stratosferiche, recitazione in inglese migliore di tante fatte su giochi ben più recenti, ed effetti sonori azzeccati. Insomma il gioco è ancora più che valido. Ma ha questo problema dell'eccessiva ripetitività degli scontri, che è necessario tra l'altro fare in quantità enormi perché altrimenti, se non si è abbastanza livellati, si finisce molto molto male contro i boss più forti.
In definitiva, pur ricordando la problematica della lunghezza e ripetitività degli scontri, devo ammetere che avevo un ricordo di questo gioco un po' più avvincente e vario. Probabilmente The Last Remnant non è invecchiato molto bene, ma resta comunque un titolo estremamente originale e ricco di idee, con una realizzazione e una cura generale che ne fanno comunque un'esperienza da provare.







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