giovedì 12 febbraio 2026

Art of Rally

 


Art of Rally - 2020 - Versione Playstation 5

Tengo installato Art of Rally su Pc da molto tempo, ma per un motivo o per l'altro non l'ho mai nemmeno avviato. Ora che me lo ritrovo anche su Playstation Network completamemte gratuito (si fa per dire) ho rotto finalmente gli indugi e ci ho giocato un po'.


Trattandosi di un gioco di guida ho subito cercato la visuale a me più congeniale, quella da cui riesco a dare il meglio di me stesso, e... non c'è! In questo gioco nella migliore delle ipotesi puoi guardare l'auto da dietro e molto da lontano, altrimenti le altre visuali possibili vanno in pratica da verticalmente sopra a un po' più di striscio, ma la telecamera resta sempre a distanze abissali dalle nostre automobiline. Insomma Art of Rally è disegnato per essere fruito come un arcade puro, un po' come accadeva nei cabinati di inizio anni '80. Personalmente amo invece giocare in modo più "simulativo" e cioè con la visuale dal cofano o dall'abitacolo, se non addirittura da radente la strada, per cui chiaramente questo gioco non fa per me.


Pur se l'impostazione è nettamente arcade, il modello di guida è comunque piuttosto sofisticato, e richiede un po' di esperienza per essere capito, recepito e padroneggiato. Art of Rally è uno di quei titoli dove l'abilità nel gestire "sterzo e pedali" conta più di qualunque altra cosa, anche del conoscere le piste a memoria. Nel gioco tra l'altro ci sono due modalità principali. Una è la "carriera" in cui si percorrono diversi rally in location diverse, con un numero di tappe variabile, e gara dopo gara si va a formare una classifica nella quale si deve cercare di primeggiare. L'altra modalità invece ti consente di guidare liberamente nelle varie ambientazioni per il solo gusto di guidare, magari ascoltando la meravigliosa colonna sonora synthwave, e raccogliendo dei collezionabili che ci permettono, tra l'altro, di sbloccare nuove ambientazioni.


Il gioco è questo, nel bene e nel male. Dal punto di vista tecnico, a parte il sonoro fantastico, non siamo di fronte a qualcosa di notevole. La grafica low-poly è evocativa ma piatta, in alcuni frangenti è quasi imbarazzante. Tra l'altro con così pochi poligoni su schermo dà ancora più fastidio notare il popup delle ombre a pochi metri dal nostro mezzo... impensabile vistsa la potenza di una Playstation 5! In ogni caso il gioco corre fluido, i mezzi si fanno guidare molto bene e il tutto ha una sua coerenza studiata piuttosto bene. Purtroppo non amo guidare automobili come se fossero modellini radiocomandati, altrimenti Art of Rally avrebbe potuto essere un titolo su cui passare tante ore.



martedì 10 febbraio 2026

Huniepop



Huniepop - 2015 - Versione Pc Windows

Allora, da dove iniziare? Iniziamo dal fatto che non ho mai giocato ad un dating simulator in quanto è un tipo di gioco che semplicemente trovo inutile. Se proprio mi diverte l'idea di spogliare delle ragazze, tanto vale farlo giocando in modo divertente, ad esempio come in Gal Panics, oppure con uno dei più classici strip poker.


Se invece si tratta solo di ascoltare lunghi dialoghi, fare domande intriganti e dare risposte intelligenti, facendo di tanto in tanto dei regalini, allora penso che non valga la pena perdere troppo tempo per vedere qualche immagine in stile manga con delle ragazze discinte.


Allora perché ho giocato a un Huniepop? Forse perché speravo che in questo gioco la componente ludica, che si traduce in uno dei più classici match three, potesse essere preponderante, dal momento che sembrava poter essere una simpatica variante a classico Bejeweled, un po' com'è successo ad esempio col bellissimo Puzzle Quest. 


E invece no: Huniepop resta fondamentalmente il solito noioso gioco in cui si cerca di fare colpo su ragazzine idiote, per quanto sexy, e facilmente manipolabili, come ci si aspetterebbe in un gioco per pippaioli che dal vivo non saprebbero spiccicare una parola con una ragazza vera.


La parte match three è proprio come un orgasmo, arriva dopo un lungo periodo di attesa fatto di scene preliminari, porta un gran godimento perché è ricco di meccaniche interessanti, ma dura troppo poco e accade troppo raramente. Per questo motivo ritengo che non valga la pena impegnare tutte le ore necessarie per terminare questo gioco (cioè per sedurre e spogliare completamente tutte le ragazze presenti), semplicemente perché il premio non è così allettante. Probabilmente gli amanti del genere adoreranno questo titolo, io lo trovo noioso, banale e anche poco intrigante. Insomma più che eccitante lo trovo soporifero. Peccato, perché la parte giocata comunque ha delle idee interessanti, così come è anche interessante lo sviluppo del personaggio.



domenica 8 febbraio 2026

18 Wheels of Steel: Extreme Trucker

 


18 Wheels of Steel: Extreme Trucker - 2009 - Versione Pc Windows

I giochi in cui si guidano i camion per portare merci in giro per il mondo hanno sempre avuto un certo fascino nei miei confronti, ma solo sulla carta. Nei fatti ritengo che giochi come questi, che sono simulativi e hanno proprio nel voler ricreare un'esperienza reale la loro ragione d'essere, vadano esperienziati attraverso l'uso di un hardware apposito, cioè con un pc ultrapotente, tre schermi giganti disposti intorno al giocatore e - soprattutto - utilizzando un volante con pedaliera.


Per questo motivo non ho mai provato nessuno di questi simulatori di camion, ma mi è capitato di vedere gente su Youtube allestire vere e proprie cabine virtuali per poi cimentarsi con questi simulatori ed andare in giro beati come camionisti veri. Ben conscio di non poter mai ambire a qualcosa di simile mi sono tenuto quindi sempre a debita distanza. Ma il fascino per questi giochi li ho sempre sentiti anche perché conosco molti camionisti "veri", li sento al telefono ogni giorno, ci lavoro.


Ho quindi rotto gli indugi e mi sono avvicinato ad una serie ben poco simulativa e quindi più alla portata din un vecchio videogiocatore della domenica quale è il sottoscirtto: 18 Wheels of Steel. Sono usciti tanti titoli legati a questo nome, ma ho scelto questo Extreme Trucker in quanto è uno dei più recenti (e quindi, si spera, anche uno dei migliori) e in quanto, diversamente dalla maggior parte dei titoli della serie, non ti lascia libero di pertederti per le vie simulate, ma ti appioppa delle missioni da compiere su un percorso praticamente predefinito. Ecco quindi che ti ritrovi a guidare un'autobotte per portare benzina, o un furgone per trasportare droga (!!!), una bisarca con a bordo un elicottero da portare all'eroporto.


Il tutto però si risolve in sole tre ambientazioni su cui sono state disegnate pochissime strade. Se è vero che c'è una certa varietà, ci sono anche pochi kilometri da percorrere e si finisce ben presto per giarere sempre sulle stesse strade. Che dire? E' stata un'esperienza molto deludente proprio perché molto ristretta e ripetitiva. E penso che lo sarebbe stato anche se mi fossi seduto in una cabina simulata con tanto di volante e schermi avvolgenti. Quindi no, questa serie non vale assolutamente la pena di essere provata. Peccato.



giovedì 5 febbraio 2026

Gravitar: Recharged

 


Gravitar: Recharged - 2022 - Verisione Pc Windows

Questa versione "moderna" del classico Atari riprende in toto, almeno nella sua modalità "arcade", il gameplay dell'originale, ovviamente ampliandolo in quantità e migliorandolo enormemente in qualità. Ed esattamente come capitava con l'originale il più grande scoglio che si affronta giocando a Gravitar (che è poi anche la caratteristica che lo contraddistingue e che gli dà il nome) è che il giocatore deve costantemente lottare contro l'accelerazione di gravità che spinge la navicella in una certa direzione, se abbandonata a sé stessa, ed è quindi costretto a tenere conto di questa deriva ogni volta che deve manovrare il proprio mezzo.


Chiaramente il gioco non è impossibile da governare, ma ci vorrà più di qualche partita per assimilare la fisica presente nel gioco e arrivare a muoversi in modo naturale tra le pareti dei cunicoli che compongono i pianeti e tra i numerosi nemici (entrambi ugualmente letali). La domanda è sempre la stessa però: vale la pena oggi sbattersi così tanto per assimilare i comandi in quello che, per il resto, è un normalissimo gioco arcade?


In ogni caso questo rifacimento ha un'atmosfera molto interessante, con grafica minimale ma molto stilosa, e un comparto sonoro, tra musiche new-age ed effetti sonori ovattati, che lascia il segno. Non essendo mai stato un amante del gioco originale (che ho sempre visto abbastanza da lontano) non mi sono lasciato ammaliare più di tanto, ma sono certo che gli amanti dei giochi arcade, dove l'abilità di manovra è tutto, possono trovare in questo remake pane per il loro denti e una piacevole esperienza retrò.



lunedì 2 febbraio 2026

The Last Remnant

 


The Last Remnant - 2008/2009 - Versione Xbox360 e Pc Windows

The Last Remnant è un gioco che può piacerti moltissimo oppure può farti cagare, tutto dipende da quanta pazienza hai e da quanto ti lasci affascinare dal suo sistema di combattimento così originale. A me, ad esempio, questo gioco è piaciuto moltissimo nella sua versione per Xbox360 quando lo comprai nel 2009, talmente tanto che poi lo presi un paio di mesi dopo anche per PC, dove - grazie ad una caratteristica di cui tra poco ti racconto - sono riuscito a portarlo a termine.


Su Xbox360 il gioco era bellissimo a vedersi e sentirsi, potenzialmente divertentissimo da giocare, ma aveva un grandissimo handicap: le battaglie - che sono l'elemento preponderante in questo titolo - erano di una lentezza esesaperante. Tieni presente che non è infrequente che, soprattutto da metà gioco in avanti, ci siano 15 personaggi del nostro pary contro altrettanti nemici, e questo si traduce nel dover assistere a trenta (a volte anche di più) animazioni di attacco solo nel primo turno di battaglia! Per quanto i combattimenti siano belli da vedere, la cosa si fa in fretta esasperante. E come detto, è necessario fare tantissime battaglie durante le sessanta e passa ore necessarie per terminare la storia.


Per fortuna la versione PC introdusse come prima cosa l'opzione "turbo", che rende le battagle quattro volte più veloci. Ma anche così, dopo venti o trenta ore di gioco, potresti facilmente arrivare a perdere la pazienza. Anche perché il sistema di livellamento del party, per quanto stratificato, è lento e poco chiaro... sembra che le cose accadano un po' a caso, da questo punto di vista, cosa che poi si riflette anche negli ordini da dare alle unità in battaglia. Insomma, questo gioco sembra non lasciare molta libertà al giocatore, che davanti a così tante unità schierate magari avrebbe preferito monitorare i progressi delle unità in modo più specifico, e allo stesso modo vorrebbe impartire ordini più particolareggiati alle unità durante i combattimenti, invece di cose selezionare azioni generiche come "finiteli in un colpo solo" o "mantenete alti i punti vita".


Ma d'altra parte è proprio questo il fascino di The Last Remnant. Il giocatore è più che altro un "generale" che impartisce ordini e resta a guardare quello che succede. E infatti per la maggior parte del tempo si resta a guardare. All'epoca forse poteva andarmi bene, visto lo splendido comparto tecnico. Oggi invece ne ho sofferto. Come detto la grafica è bella (pur trattandosi di un gioco che ha quasi vent'anni), per cui è un bel guardare, ma certamente non lascia più a bocca aperta come vent'annoi fa.


Le numerose città, benchè atomizzate in scenari minuscoli, sono spettacolari. I combattimenti sono coreografici e ricchi di belle animazioni. Gli scenare all'aperto sono dignitosissimi, mentre i dungeon, per contro, sono davvero spogli. Alcuni sono migliori di altri, ma tutti quanti appaiono in molti casi schematici e quindi irrealistici. Il sonoro poi è eccellente, con musiche stratosferiche, recitazione in inglese migliore di tante fatte su giochi ben più recenti, ed effetti sonori azzeccati. Insomma il gioco è ancora più che valido. Ma ha questo problema dell'eccessiva ripetitività degli scontri, che è necessario tra l'altro fare in quantità enormi perché altrimenti, se non si è abbastanza livellati, si finisce molto molto male contro i boss più forti.


In definitiva, pur ricordando la problematica della lunghezza e ripetitività degli scontri, devo ammetere che avevo un ricordo di questo gioco un po' più avvincente e vario. Probabilmente The Last Remnant non è invecchiato molto bene, ma resta comunque un titolo estremamente originale e ricco di idee, con una realizzazione e una cura generale che ne fanno comunque un'esperienza da provare.




giovedì 29 gennaio 2026

Vaporum

 


Vaporum - 2017 - Versione Pc Windows

Finalmente ho trovato un dungeon crawler degno di Grimrock e, soprattutto, degno del meraviglioso Dungeon Master! Vaporum ricalca molto bene quello che, a mio parere, deve essere un gioco di questo genere, in quanto ha quasi tutte quelle caratteristiche che io trovo ideali per godere appieno di un esperienza di questo tipo: non è dispersivo, non è criptico, non ti fa mai sentire veramente perso (anche grazie al fatto che c'è l'automapping), non ti fa mai sentire un perfetto idiota (si può variare la difficoltà dei combattimenti a piacimento), alterna bene le fasi di esplorazione con quelle di combattimento, e ti permette di vivere un'avventura avvincente e piena di atmosfera e mistero.


Inziamo col dire che Vaporum non è un gioco enorme, anzi, ed è per l'appunto decisamente lineare. E secondo me questo è un punto a suo favore. Per la quasi totalità del tempo si deve solo cercare il modo di raggiungere l'ultimo livello del dungeon per poi affrontare il nemico finale. Naturalmente progredendo si scoprono dettagli della trama che, come spesso dico, serve solo a tenere alta l'attenzione di chi dovesse non apprezzare eccessivamente l'impianto ludico. Una storia c'è, ha anche un senso, ma per fortuna si limita ad essere raccontata con note scritte o vocali che si possono ritrovare disseminate in giro come nel più classico dei giochi di avventura. Alcune di queste note però  sono essenziali in quanti riportano codici che servono per risolvere enigmi necessari per proseguire nel nostro percorso.


In questo gioco raramente si torna sui propri passi o si risale ai piani precedenti. E se vogliamo qui posso sottolineare uno dei pochissimi difetti di questo gioco: se si cade in un buco nel 99% dei casi si muore, mentre sarebbe stato molto più bello riemergere nel livello sottostante. Ma queste, ammettiamolo, sono quisquiglie. Il percorso non è comunque sempre diritto: proprio come ci ha insegnato Dungeon Master alle volte si aprono più strade da esplorare una alla volta. Come detto c'è l'automapping, ma può anche essere disabilitato e tornare così agli anni '80 e fare i cartografi a mano!


La grafica però non è affatto da anni '80. Vaporum è certamente un gioco indy e ha già 9 anni sul groppone, ma fa ancora la sua porca figura, con grafica dettagliata, animata e illuminata in modo molto realistico. Io l'ho trovata perfetta per rievocare una fantascienza steampunk davvero d'atmosfera e mi ha ricordato in molti frangenti quel capolavoro che è Captive, al punto che mi sono immaginato che splendore sarebbe fare un remake di Captive con questo motore grafico... ma questo è un altro discorso. Comunque dimenticati di trovare due corridoi uguali in questo gioco. 


Il sonoro è sugli stessi livelli della grafica (con qualche stacco musicale di quelli "pompa adrenalina" durante i combattimenti che mi ha un po' deluso) e anche il design dei livelli e degli enigmi mi ha particolarmente convinto. Pur essendoci l'automapping, mi sono trovato in più occasioni a dover prendere appunti su carta per risolvere puzzle basati su pulsanti o pedane a pressione (cosa che mi ha divertito tantissimo). I pulsanti segreti poi sono talmente ben nascosti che a volte li ho trovati solo dopo cinque o sei volte che ci sono passato davanti.


Ora però passerei a quello che secondo me è il vero difetto di questo gioco, che poi si riflette anche nel divertimento durante i combattimenti: il party.... non è un party! In questo gioco si impersona un solo personaggio, che è fisso, ha un suo nome e che all'inizio può solo scegliere quale delle tre tute indossare, cosa che funge un po' come una scelta di classe di appartenenza. A parte questa scelta iniziale, salendo di livello di possono scegliere alcuni rami di potenziamento na non si otterrà mai abbastanza esperienza per massimizzare tutto. Questo certamente diversifica l'esperienza del singolo giocatore, ma non sarà mai altrettanto avvincente e variegato come gestire un party di quattro persone. 


La cosa si riflette nei combattimenti,  dove si potrà applicare la tecnica del "balletto", quella dell'inditerggiare sparando o lanciando tutto quello che si ha a disposizione e quella del cunicolo dove affrontare un solo nemico alla volta, ma oltre a questo addio a scelte tattiche sinergiche  tipiche della gestione di un party. È interessante notare però che è possibile fermare il tempo e decidere con calma come agire: una piccola aggiunta quasi inutile ma che può aiutare i giocatori meno scafati.


Al netto di tutto però Vaporum mi ha conquistato. La presenza di trappole, pedane, pareti mobili, pulsanti segreti, sequenze di interruttori da premere ecc mi ha ricordato i migliori esponenti di questo genere, arricchiti però da una grafica molto piacevole e da un ottimo design dei livelli e degli enigmi. La presenza di un vero party lo avrebbe reso un gioco quasi perfetto ma anche così è un gran bel emulo di Dungeon Master.





martedì 27 gennaio 2026

Lies of P

 


Lies of P - 2023 - Versione Playstation 5

Ho regalato Lies of P a mio figlio più di un anno fa, vista la sua passione per i souls-like e dal momento che ne avevo sentito parlare molto bene: le recensioni ne parlavano come un di un gioco derivativo ma fatto estremamente bene, un degno successore dei giochi From Software, un'esperienza immancabile per chi mangia pane e Dark Souls ma che comunque meritava l'attenzione di tutti. In realtà non so bene perché non ho mai sentito una gran voglia di giocarci. Forse perché una volta avevo visto un breve filmato e non mi aveva impressionato. O molto più probabilmente perché un'altra volta avevo letto in una recensione che il gioco richiedeva un tempismo perfetto per parare i colpi, un po' come si fa in Sekiro... ed ecco qui la parola magica: Sekiro! Un gioco che ho iniziato tre volte e che dopo qualche ora ho sempre immancabilmente mollato per manifesta incapacità! Sekiro mi dà dolore fisico anche solo a sentirlo nominare. Sekiro è stata una mia sconfitta, il primo gioco che mi ha fatto veramente sentire un inetto.


Probabilmente ho trasferito il mio odio e la mia frustrazione anche su Lies of P... ed è stato un errore enorme! Lies of P ha davvero pochissimo a che fare con Sekiro e anche questa meccanica della parata perfetta è talmente poco importante nel gioco che si può bellamente evitare di impararla. Certo, in questo modo alcuni boss diventano molto più difficili da battare, ma per il resto il gioco rimane tranquillamente fruibili anche con un approccio più classico, alla Dark Souls.


Ma andiamo con ordine. Lies of P non è solo un souls-like ma è un vero e proprio clone dei giochi From software. Per ambientazioni e meccaniche di gioco Lies of P è l'unione perfetta di Dark Souls 3 con Bloodborne: non esagero, sembra davvero un Bloodborne 2 o un Dark Souls 4. Stessa qualità, stessa bellezza artistica e grafica, stesse meccaniche quasi identiche (al netto di qualche aggiunta)... stesso tutto! Ed esattamente giocabile e magnetico come i giochi a cui si ispira!


All'inizio l'ambientazione è praticamente fotocopiata da Bloodborne, ma mano a mano che si avanza si nota un sempre maggiore avvicinamento al look più medievaleggiante di Dark Souls, salvo che i nemici hanno quasi sempre una loro spiccata originalità, basandosi su componenti meccaniche o comunque artificiali. La famosa "lore" che tanto ha reso celebre il dipanarsi della trama dei giochi From Software qui è meno oscura e legata agli oggetti, ma le varie quest e le interazioni con i personaggi non giocanti rimangono comunque abbastanza accennate e lasciate all'intuito del giocatore.


Proprio cmoe accade nei succitati giochi, Lies of P non è un gioco davvero difficile. Una volta acquisita un po' di perizia coi comandi e una volta che si sa come affrontare i vari nemici tutto diventa abbastanza semplice. Per chi come me ha molta esperienza con questo genere di giochi, le prime ore di Lies of P sono quasi una passeggiata: non sono praticamente mai morto se non contro i boss, e non mi considero di certo un giocatore "pro". Ovviamente le cose si complicano mano a mano che si procede nel gioco ma, a parte alcuni boss che secondo me sono anche eccessivamente punitivi (oppure sono io che non li ho saputi leggere in modo opportuno, non essendo capace a fare le parate perfette), basta procedere con prudenza e sapendosi anche ritirare quando opportuno, per non rimanere mai davvero bloccati.


Tutto questo per dire che Lies of P non è solo un bel gioco, ma anche un souls-like fantastico. Lungo il giuso, vario il giusto, oscuro il giusto (per esempio: ci sono 30 tipi di armi ma alla fine ho fatto quasi tutto il gioco con le stesse due...), impegnativo il giusto, spettacolare il giusto. Con l'ultima zona del gioco davvero strepitosa per verticalità e ricchezza di cose da fare. Insomma questo gioco mi ho totalmente convinto e non posso che consigliarlo a tutti gli orfani dei giochi From Software.



sabato 24 gennaio 2026

Screamer

 


Screamer - 1995 - Versione Pc MS-DOS

Di Screamer ne parlavano tutti bene ma a me, che l'avevo provato a casa di Luca e poi a casa mia, non mi aveva così impressionato. Oggi capisco perché: semplicemente sulle nostre macchine Screamer non "girava" bene, andava a scatti, era in bassa risoluzione e settato col dettaglio al minimo e tutto questo metteva in risalto anche il pop-up che "costruiva" la pista davanti ai tuoi occhi in un orizzonte neanche troppo lontano. Praticamente avevo assistito ad una versione brutta e zoppa di un gioco che oggi, sotto DOS-box, va fluidissimo, in SuperVGA e col massimo dei dettagli.


E quindi oggi ho visto praticamente un altro gioco, qualcosa che effettivamente arriva molto vicino all'esperienza di un Ridge Racer, con una grafica imponente e una giocabilità che, al netto dei comandi non proprio calibratissimi (peggiorati dal fatto che ho dovuto giocare usando la tastiera), è comunque interessante, il tutto supportato da un impianto tecnico impressionante se pensiamo che Screamer ha ormai più di trent'anni e che gira sotto Dos.


Capisco quindi l'esaltazione di chi ha recensito questo gioco all'epoca, e capisco che costoro possano aver chiuso un occhio davanti a qualche difettuccio abbastanza evidente quale il già citato pop-up (comunque presente anche nei giochi prodotti da Sega degli anni '90), i comandi "un po' così" e le piste che, per quanto graficamente spettacolari, non sono proprio il massimo dal punto di vista del design. In definitiva forse Screamer non è invecchiato benissimo, ma per chi come me all'epoca non avesse potuto giocarlo nel pieno del suo potenziale oggi è un titolo da provare e godere, se non altro per  il gusto di poter finalmente vedere il gioco che avrebbe dovuto essere anche sul tuo misero PC dell'epoca.



mercoledì 21 gennaio 2026

Whacking Hell!

 


Whacking Hell! - 2023 - Versione Pc Windows

Ultimamente mi ha preso questa fissa per i giochi in stile Vampire Survivor, che poi sono giochi d'azione vagamente "rogue-like", in cui si vaga per mappe più o meno grosse e più o meno vuote (salvo qualche baule) facendo fuori centinaia di mostricciattoli. Praticamente non bisogna fare altro che schivare il contatto con questi mostri e collezionare esperienza e risorse sparse per il campo di battaglia.


Il fatto che il nostro eroe spari in automatico fa pensare ai più che giochi come questi siano stupidi. In realtà richiedono una certa perizia, e in particolare questo Whacking Hell! necessita di un po' di bravura nel fare lo slalom tra i nemici, che in alcuni casi ci corrono incontro velocissimi. Non mancano anche i soliti poteri che partono da effetti risibili fino a diventare estremamente letali attraverso ogni "upgrade" raccolto, non mancano i boss e non mancano abilità e potenziamenti da sbloccare in modo permanente.


Di primo acchitto Whacking Hell! sembra un gioco orrendo, animato male, con una grafica solo un pelo migliore di quella di Vampire Survivor. E tra l'altro utilizza dei suoni chiaramente "rippati" da Terraria. In realtà giocandoci si scopre che questo gioco non è così male e infatti mi ha divertito per qualche ora. Poi però tutto diventa abbastanza velocemente ripetitivo, certamente di più di quanto accade con altri giochi dello stesso tipo, e quando sono arrivato a vedere tutti e tre gli scenari mi è rapidamente passaro ogni interesse. In ogni caso se ti piace il genere, Whacking Hell!  è da prendere in considerazione.