sabato 10 ottobre 2026

Alien Breed 35th Anniversary Collection

 


Alien Breed 35th Anniversary Collection - 2026 - Versione Pc Windows

Ho già avuto modo di parlare dei Alien Breed (leggi qui) nella sua special edition del 1992, e pur non essendo un grade fan della saga ho voluto comunque cimentarmi con questa nuovissima collection pubblicata niente popò di meno che dalla Commodore. La collection comprende praticamente ogni cosa sia stata pubblicata su Amiga relativamente a questo marchio tra il '91 e il '96, compresi i due capitoli 3d. C'è da dire che per il 95% questa collection resta fedelissima ai giochi originali. Resta però un 5% di novità che ora ti vado ad elencare. Prima di tutto ci sono i filtri CRT per far apparire la grafica molto vicina a come la vedevamo sui monitor dell'Amiga. Questi filtri non hanno molte regolazioni ma secondo me funzionano alla grande. Lo schermo di gioco resta in 4:3 ma si possono rimuovere le bande nere laterali applicando alcune mascherine. Infine sono presenti anche i "save state", grazie al cielo... insomma fino a qui nulla che non si possa fare con RetroArch ed emulatori vari.


La novità più grande la troviamo invece nei comandi: giocare ai capitoli storici usando un joypad con due stick analogici vale senz'altro almeno una prova. Con uno dei due stick si muove il  nostro omettino, mentre con l'altro si spara nella direzione preferita, una caratteristica che se fosse stata presente fin dalle origini avrebbe garantito al gioco un successo ancora maggiore a quello ottenuto, a mio parere. Un'altra cosa degna di nota sono i due titoli in 3d. Sul mio Amiga 1200 giravano da fare schifo in una finestra minuscola (per lo meno il primo, il secondo non l'avevo mai visto prima), per cui praticamente era come se non esistessero: qui invece si può finalmente giocare fludiamente a schermo intero, e la cosa ci regala un'esperienza alla Doom di prim'oridine, anche se forse non così bella a vedersi. Ovviamente la grafica resta in bassissima risoluzione e altrettanto ovviamente, pur potendosi usare il joypad, la soluzione classica mouse+tastiera resta ancora la migliore per giocare in modo decente.


Per concludere il pacchetto ci regala del materiale "museale" a corredo, che sicuramente è di gran interesse per gli appassionati, ma lo è un po' meno per noi comuni mortali. Tirando le somme quindi l'unico aspetto per cui potrebbe valere la pena comprare questa collection sta nell'implementazione del joypad in modalità twin-stick-shooter. Per il resto mi è sembrato solo di giocare con un buon emulatore dotato di un "front end" dedicato. Penso che quindi forse si poteva fare qualcosa di più.



mercoledì 7 ottobre 2026

Minishoot' Adventures

 


Minishoot' Adventures - 2024 - Versione Android

Ma quanto è carino questo gioco? Devo ringraziare prima di tutto Il Più Antico che mi ha resa nota l'esistenza di questo piccolo gioiellino di game design, che altrimenti avrei finito per ignorare per tutta la mia vita, e che mi ha suggerito/imposto di giocarci sullo smart phone, dove effettivamente si è rivelata un'esperienza perfetta.


A tale proposito anticipo fin da subito che con questo gioco, pur essendo giocabile alla perfezione con il touch screen, dopo un'ora di gioco sono passato all'utilizzo del joypad perché - mio limite - non sono stato in grado di essere abbastanza preciso negli spostamenti dell'astronavina tra le migliaia di proiettili presenti sullo schermoPer cui attenzione se pensi di poterci giocare su telefono e senza un joypad esterno: c'è la possibilità che il gioco possa sembrare troppo difficile, soprattutto se non si dispone di uno schermo abbastanza ampio per permetterti di manovrare con precisione.



In ogni caso Minishoot' altro non è che il mix tra uno dei classici Zelda (di quelli con la visuale dall'alto) e uno di quei giochi arcade detti "twin stick shooter", cioè quel genere di giochi in cui con una levetta analogica ci si sposta per lo schermo mentre con l'altra si spara nella direzione voluta. Ovviamente come in ogni gioco alla Zelda si può anche saltare e ottenere altre abilità che ci permettono via via di ampliare l'area esplorabile. E il gioco bene o male è tutto qui: si esplora molto, si spara tanto, e si cerca di sopravvivere a veri momenti di bullett-hell, cioè momenti in cui ci sono più proiettili sullo schermo di pesci nel mare. Ed è qui che serve abilità: trovare il varco tra questi muri di pallini e nel frattempo uccidere più nemici possibili (fonti di quei pallini).



Nel frattempo ci potenziamo, aumentiamo sparo, vita, velocità e gittata, il tutto trovando oggetti sparsi per l'enorme mappa di gioco. Ed è questa la parte più interessante: l'esplorazione, il collezionare potenziamenti e incontrare nuovi boss, ciascuno letale a modo suo. Per fortuna la "morte" non è eccessivamente punitiva, e le cadute nei baratri non ci daranno alcun handicap, perché altrimenti il gioco sarebbe stato davvero un inferno. Tra l'altro io gioco mette a disposizione una quantità di aiuti imbarazzanti che permettono a chiunque di finire il gioco senza troppi sbattimenti. Ma ovviamente sarebbe stupido giocare "immortali" perché scomparirebbe tutto il divertimento.


Per concludere Minishoot' Adventures è veramente una piccola perla. Sarà che riprende molto da vicino il fascino e le atmosfere dei gloriosi giochi a 16bit, come A Link to The Past, sarà che sfoggia una giocabilità eccelsa, sarà che rappresenta una sfida impegnativa (ma mai proibitiva), ma a me questo gioco ha proprio conquistato, per cui te lo consiglio, a meno che proprio non detesti il genere.



lunedì 5 ottobre 2026

77256: Macchina del tempo di Ritorno al Futuro

 


Set 77256 - Anno 2026 (348 pezzi)

Questo è un set molto piccolo ma straordinariamente curato. Lasciando perdere le due minifigure che rappresentano alla perfezione i protagonisti di una delle storie più belle mai raccontate negli anni '80, la DeLorean è stata riprodotta in modo molto efficace ed è persino possibile crearla in due diverse configurazioni: quella classica che cammina su strada, e quella futuristica che vola! Purtroppo non si può passare da un assetto all'altro se non staccando alcuni pezzi e sostituendoli con altri, cosa che avrebbe alzato il voto per questo set fino a 10! Ma anche così non posso che rimanere colpito dalla bellezza di questo modellino, che pertanto rimane caldamente consigliato, anche perché non eccessivamente costoso per quel che offre.

Voto: 9/10

Prezzo Nuovo Eur 28



sabato 3 ottobre 2026

Il mio Atari 2600

 


Il mio Atari 2600

Nel 1982 il giovane Barabba aveva 11 anni e realizzò il suo sogno di avere una sala giochi in casa quando gli fu regalato l'Atari 2600, detto anche Atari VCS, la stessa macchina che aveva il suo vicino di casa e con il quale poteva quindi scambiarsi i giochi. La "macchina dei sogni" arrivò in casa sua con la cartuccia di Defender, non certamente il suo gioco preferito, non certamente il miglior porting che poteva essere fatto per una console casalinga, ma che per lui fu comunque accolto come una meraviglia.


Nei 30 mesi durante i quali la console restò a casa mia mi furono comprati/regalati solo una mezza dozzine di cartucce (dette anche "cassette"), tra cui per fortuna anche il Supercharger della Starphat (con il quale mi sono potuto copiare su cassetta una decina ulteriore di giochi), però il mio vicino di casa era più ricco e quindi mi prestò almeno una dozzina di altri giochi, visto che a lui arrivavano cassette in maggior quantità. Per farla breve in quel periodo la console fu il mio giocattolo d'elezione, fu la mia compagna di giochi, e anche se per lei mi arrivarono in totale poco più di venti titoli con cui giocare, furono tutti giochi con i quali trascorsi infinite ore e dei quali conservo tanti splendidi ricordi. Ad esempio ricordo il mio compleanno del 1984: ero a letto con la varicella, mentre la mia classe era in gita a Firenze e io mi consolai giocando a Pole Position per giornate intere fino alla sera che stavo ancora più male! Ricordo le mattine d'estate in cui mi alzavo molto presto per giocare a Phoenix e Miss Pacman prima di andare alla spiaggia. O le partite a Phaser Patrol, con l'ausilio di mia sorella che mi alzava e abbassava gli scudi alla bisogna. E come dimenticare l'emozione di aver finito Survival Island dopo aver mappato ogni centimetro di quell'isola? O i pomeriggi trascorsi, dopo i compiti, a giocare a Defender in cucina vicino a mia madre che stirava? I doppi a River Raid e a Mario Bros con il mio vicino, le sere d'estate con Jungle Hunt, e i pomeriggi piovosi d'inverno con Berzek... insomma c'è una parte splendida e felice della mia infanzia legata a questa console. Però quando arrivò il Commodore 64 con le sue centinaia di giochi che mi ero copiato su musicassetta con il Turbo Tape, così belli e così all'avanguardia rispetto ai migliori giochi per VCS, fui costretto a liberarmi del vecchio giocattolo per far posto a quello nuovo. Dovetti vendere il mio Atari 2600.


Ero sicuramente dispiaciuto nel doverlo fare, ma mi consolò il fatto che a comprarselo fu mio zio di Como, e quindi sapevo che sarebbe finito nelle mani affidabili dei miei cugini, certamente capaci di trattarlo con cura. Dissi addio alla mia compagna di tante avventure ma ero solo un tredicenne innamorato del suo fiammante Commodore 64 e di tutto quello che comportava il possesso di quel fantastico home computer, per cui dimenticai l'Atari praticamente subito. Uno dei miei cugini però ha recentemente ritrovato in soffitta quel ferro vecchio, ormai privato dei controller originali, ma ancora assolutamente identico a come lo avevo lasciato: gli stessi adesivi pacchiani, gli stessi paciughi fatti coi pennarelli indelebili... insomma ha ritrovato la mia vecchia compagna di giochi e me l'ha fatta recapitare in casa! Dopo oltre quarant'anni ho potuto così nuovamente stringere tra le mie mani uno dei giocattoli più straordinari e amati della mia vita, e non semplicemente un esemplare qualunque di quell'oggetto, ma esattamente quello che fu mio, quello fatto dagli stessi atomi e che ha sulla pelle i segni storici della nostra convivenza. E' una cosa emozionante, non solo perché sono passati tanti anni, ma anche perché davo quest'oggetto come perduto, mai avrei pensato che dopo tutto questo tempo sarebbe tornato ta le mie mani. E' come aver recuperato una parte di me (e della mia infanzia spensierata) che era andata perduta quando la console mi fu portata via. Non parlo dei giochi (a quelli ci rigioco spesso e volentieri con gli emulatori), parlo di un'oggetto fisico che ha condiviso con me spazio, aria e momenti felici. Qualcosa che non è spiegabile facilmente a parole, ma ho vissuto questa vicenda come un vero e proprio ricongiungimento con qualcuno a cui hai voluto molto bene e che pensavi perso per sempre.



mercoledì 30 settembre 2026

Screamer 2

 


Screamer 2 - 1996 - Versione Pc Ms-dos

Ho sempre un po' di cautela quando mi avvicino a qualche mostro sacro, a quei giochi che nel loro piccolo hanno scritto la storia del nostro medium preferito. Screamer 2 è uno di questi giochi, c'è stato un prima e un dopo di lui, se guardiamo alla storia dei giochi di corse su PC. Certamente questo gioco si ispirava moltissimo a titoli arcade come Sega Rally che tanto spopolavano in quell'epoca in sala giochi, ma poteva contare anche su qualche sua caratteristica particolare che lo rendeva unico soprattutto nel panorama PC. Diciamo pure che su quella macchina di meglio non c'era nulla, e bisognava andare a cercare sulla nuova arrivata Playstation e poi successivamente sulle altre console casalinghe per trovare esperienze della stessa qualità.


Screamer 2 era ancora un gioco concepito per giarare sotto Dos, ma si era aggiornato e ne esistevano due versioni: una liscia e una che sfruttasse la 3DFX che, ricordiamolo, era la prima vera scheda grafica accelerata per i titoli in 3d, e si stava imponendo come standard per i videogiochi su Pc. In tutta sincerità io preferisco ancora la versione Dos liscia, con i suoi pixel grossi e granulari e con le sue texture sgranate, perché la versione accelerata la trovo al contrario troppo slavata e artificiosa. Ma sono gusti personali, me ne rendo conto, e riconosco che nel 1996 non c'era storia tra le due versioni: quella accelerata, benché appunto avesse la grafica un po' slavata, girava con moltissimi frame al secondo in più rispetto a quella liscia, per cui la scelta era obbligata.


Giocarci oggi è comunque ancora piacevole come all'epoca, benché dover utilizzare i tasti cursore per accelerare, frenare e curvare (anziché il solito joypad) mi abbia richiesto più di qualche partita per prendere un po di confidenza a quei comandi. Tuttavia una volta recuperata quella confidenza il gioco ha iniziato a macinare ore di divertimento esattamente come trent'anni fa. Quello in cui il gioco ancora svetta ovviamente non è più la grafica che per quanto carina risulta molto datata (e soprattutto molto piatta), bensì nel design dei tracciati: le piste sono poche ma sono tutte estremamente ben curate sia dal punto di vista del disegno del percorso sia dal punto di vista dell'ambientazione. In particolare ho rigiocato con estremo piacere alla pista finlandese, che più che altro sembra una pista ambientata sulle nostre Alpi, dove tra l'altro c'è uno scorcio in cui si passa sotto ad un viadotto della ferrovia, con tanto di passaggio del treno. Pensa che ho perso un campionato intero per poter fare la foto che puoi vedere qui sotto, perché questa immagine è una di quelle che più è rimasta nel mio immaginario di giocatore da quando ho iniziato ad interessarmi ai videogiochi (cioè, sa sempre!).


L'unico difetto che rimane in Screamer 2, ed è esattamente lo stesso problema che avevo rinvenuto trent'anni fa, è che basta un semplice contatto con una delle auto avversarie per andare in testacoda. E considerato che le auto avversarie fanno di tutto per venirci addosso non appena ci avviciniamo, ecco che molto spesso ci si trova veramente ad arrabbiarsi perché si perde una gara senza avere alcuna vera colpa. Ma al di là di questo, e al di là della grafica che è ovviamente datata, Screemer 2 rimane un gran bel gioco arcade per Pc, uno di quei titoli che hanno veramente scritto la storia dei giochi di corse.



domenica 27 settembre 2026

Heretical

 


Heretical - 2024 - Accesso anticipato Windows Pc

Heretical è un particolarissimo gioco che purtroppo risulta fermo in accesso anticipato da più di due anni, dico purtroppo perché si tratta sicuramente di un gioco molto interessante, un progetto che personalmente trovo affascinante e ben riuscito, ma che per l'appunto è palesemente incompleto è abbastanza povero di contenuti.


Il titolo può essere descritto come una miscela di tanti generi diversi: per iniziare siamo davanti ad un gioco di ruolo in cui guidiamo un personaggio che si può scegliere tra una rosa di eroi che mano a mano và ampliandosi, e ci si muove all'interno di un mondo visto dall'alto con un'impostazione alla Diablo, gioco da cui riprende moltissimo. Ci sono però anche grossi elementi roguelike in quanto ogni volta che il nostro personaggio muore dovrà ricominciare la partita praticamente dall'inizio, azzerando quindi il livello, azzerando le armi e azzerando i potenziamenti. Proprio come in Diablo e in giochi simili durante il percorso si raccolglie una grandissima quantità di loot e oggetti vari, che aumentano sempre di più in potenza e rarità, ma che non finiranno nell'inventario bensì potranno essere scartati o equipaggiati immediatamente. Ma la cosa più strana è che ogni volta che si aumenta di livello ci viene data la possibilità di scegliere tra tre potenziamenti distinti, un po come accade in giochi alla Vampire Survivor. 


Tutto questo concorre a creare un game play sempre diverso pur ripercorrendo sempre le stesse zone, pur se ad ogni partita si dovranno riaffrontare gli stessi identici mostri (un po' come succede in Dark Souls), pur dovendo sempre sconfiggere gli stessi boss ad ogni partita (diversamente da quanto accade in Dark Souls). E da Dark Souls riprende quasi in toto l'ambientazione, anche se la grafica di questo gioco è abbastanza povera di poligoni e di particolari (pur risultando parecchio carina ed evocativa), i luoghi che esploreremo e anche alcuni dei personaggi ricordano davvero molto da vicino quanto visto nel famoso gioco della from software.


Il gioco così comè ora non è particolarmente lungo ma mi ci si sono volute diverse run prima di arrivare in fondo. Mano a mano che si procede nel gioco vengono sbloccate quelle che sono chiamate "profezie", degli achivement che in realtà non fanno altro che dare benefici come aumentare gli slot dei potenziamenti o sbloccare personaggi o altre cose che ci faciliteranno nella risoluzione del gioco.


In ogni caso questo gioco mi è piaciuto davvero tantissimo e, lo ripeto, è davvero un peccato che non sia ancora nella sua forma definitiva e che a questo punto probabilmente non lo sarà mai. Spero di sbagliare naturalmente, perché al momento comunque merita eccome di farci un giro, pur con tutti i limiti che ancora presenta, pur se tecnicamente non appare all'avanguardia, pur se probabilmente ci sono giochi migliori in circolazione. Ma questo Heretical mi ha davvero stregato.



venerdì 25 settembre 2026

Lunar: Silver Star Harmony



Lunar: Silver Star Harmony - 2010 - Versione Psp

La serie Lunar conta un sacco di capitoli a cui purtroppo non ho mai giocato. Mia moglie mi ha suggerito di giocare col primo capitolo uscito ormai quasi trent'anni fa su Saturn ma arrivato da noi con la prima Playstation. Per l'epoca (epoca in cui c'era un'enorme fame di giochi di ruolo giapponesi), l'arrivo di questo titolo sulla Psx fu una piacevolissima sorpresa, soprattutto per l'introduzione cantata e animata come un vero cartone animato. Davvero una figata pazzesca per chi era lì a giorcarci alla fine del secolo scorso.


Nel 2010 è uscito il porting per PSP che non si limita a riproporre la versione già vista su Playstation e Saturn, ma aggiunge nuove scene e personaggi, oltre al fatto che la grafica fu completamente ridisegnata e modernizzata con una visuale di tre quarti. Questa è la versione che ho giocato. E benché sia molto gradevole dal punto di vista grafico, forse avrei preferito l'originale in pieno stile Chrono Trigger perché la semplicità del gameplay meglio si sposa con un impianto tecnico meno moderno.


In altre parole Lunar è rimasto un gioco antico, quasi arcaico, e siamo abituati ormai ad un gameplay più profondo e stratificato davanti ad un gioco dalla grafica di questo tipo. Resta comunque un titolo storico, capace di farci affezionare ai personaggi di cui ci viene raccontata la storia. Il combattimento "automatico" è poi una bella invenzione che velocizza il gioco e che in molte occasioni ci salva dalla noia. 


Lo consiglierei quindi a chi ama i giochi di ruolo in salsa nipponica? La risposta è sì, ma a patto che non ci si aspetti un sistema di gioco particolarmente interessante o originale. E probabilmente sarebbe più affascinante nella sua veste grafica originale.



mercoledì 23 settembre 2026

V Rising

 


V Rising - 2024 - Versione Playstation 5

V Rising è un gioco decisamente ben fatto, con una bella rappresentazione grafica, belle ambientazioni ed un gameplay interessante e profondo. L'uncio problema è che, pur essendo possibile usufruirne in solitaria, V Rising è chiaramente un'esperienza pensata per il multiplayer, cooperativo e competitivo, al punto che effettivamente se giocato in solitaria perde completamente di senso e divertimento.



Ovviamente io ci ho giocato da solo, senza unirmi in campagne online con altri giocatori con cui allearmi e con cui belligerare. Ragione per cui mi sono trovato davanti ad un titolo che pur se è effettivamente molto interessante, si è rivelato anche estremamente soporifero e poco divertente. Nelle quattro ore che ho voluto impegnare nel gioco ho sì esplorato una piccola parte di un mondo ricco e colorato, ho sì attaccato mostri di vario genere e saccheggiato villaggi di "cattivi", ma tutto quello che ho fatto è stato alla fine dei conti solo obbedire agli ordini che il gioco, come in una specie di tutorial, mi imponeva per poter progredire.


Il gioco ci impone di costruire un castello, con i soliti strumenti tipici di questo genere di giochi, tipo quanto visto in Fallout 4, dove si possono scegliere pavimenti, pareti, porte e vari oggetti d'arredo, da disporre in un'apposita aera. La cosa è bella solo se ti piace costruirti la casa. Se invece tutto quello che ti interessa è poterti potenziare l'equipaggiamento ed eventualmente avere un giaciglio ove recuperare le energie, ecco che dover costruire la segheria per avere (dopo pochi minuti) le travi di legno e la forgia dove fondere il rame ecc ecc, solo per avere un banco da lavoro col quale farti una scarpa +1, diventa immediatamente una palla al cazzo.


Il gioco è complesso e questo si riflette anche nei comandi, che non sono proprio ottimizzati per giocare su console, e anche il combattimento ne risente, dove è costantemente necessario passare da un'arma all'altra, curarsi, lanciare magie e anche solo per muovere la telecamera va tenuto premuto un tasto. Aggiungiamo il fatto che c'è il ciclo giorno-notte e che mentre di notte possiamo fare qualunque cosa liberamente, di giorno dobbiamo stare sotto gli alberi per evitare il sole diretto (che ci uccide)... immagina quanto sia facile e divertente combattare in questa situazione.


Insomma, lo ripeto, io gioco è chiaramente fighissimo per chi vuole un certo tipo di esperienza. Per chi come me cerca un gioco di ruolo in solitaria purtroppo V Rising non è il titolo giusto, perché molto presto diventa ripetitivo, noioso e poco avvincente.




domenica 20 settembre 2026

The Drifter

 



The Drifter - 2025 - Versione Pc Windows

The Drifter è un ottima avventura grafica punta e clicca, di quelle allo Monkey Island per intenderci, realizzata con grafica e sonoro in pieno stile primi anni '90. In particolare è l'aspetto grafico a colpire, con risoluzione Vga (o anche meno) e pochi colori molto netti a creare immagini dall'alto contrasto cromatico ed emotivo.


La concezione di questa avventura però non è così arretrata, tutt'altro, visto che il gioco è molto più moderno di quanto si possa intuire dalle sole schermate grafiche. Per iniziare l'interfaccia è snellissima e consente nello stesso tempo di fare tutto con precisione. Per esempio i dialoghi sono gestiti attraverso icone che si "scoloriscono" quando l'argomento è stato completamente sviscerato, per cui è impossibile finire involontariamente a riascoltare frasi già dette. Ma anche l'inventario è gestito in modo semplicissimo e le azioni che si possono compiere suglio oggetti lo sono di conseguenza.



Oltre a questo l'avventura, pur essendo abbastanza lunga, procede quasi sempre a passo spedito, con un sacco di "scene d'azione" che si risolvono in modo rocambolesco, pur non mancando le classiche fasi di investigazione dove dovremo fermarci un attimo a ragionare. Diciamo che per un avventuriero navigato quale il sottoscritto almeno la prima metà del gioco non presenta eccessive difficoltà (si noti tra l'altro che la "morte" del personaggio ci rimette indietro nel tempo a poco prima del fattaccio, consentendoci infiniti tentativi), anche perché raramente su schermo ci sono più di 3 o 4 "hot spot", così come molto raramente la risoluzione di enigmi richiede l'andare avanti e indietro per varie location del gioco. Tuttavia non è nemmeno un gioco eccessivamente facile da portare avanti e dopo qualche ora potrebbe portare un poì di stanchezza.


Per fortuna la trama intrigante e i tanti misteri che ci vengono presentati fin dalla prime battute del gioco tengono alto l'interesse, a patto che l'ambientazione urbana e la malinconia di fondo (parliamo comunque di protagonisti maturi) siano di tuo gradimento. Il tutto è tra l'altro impreziosito da un'ottima recitazione delle voci che elevano il gioco quasi a livello di un audio libro. A tale proposito rilevo l'unico vero difetto del gioco, cioè l'assenza di moltissime animazioni che vengono appunto sostituite dalla voce narrante che descrive molte delle azioni che compiremo, mentre lo schermo resta completamente nero.



Per molti The Drifter ha comunque già raggiunto il grado di classico in questo genere. Io non mi spingerei a tanto ma di sicuro questo titolo si eleva su molti altri esponenti delle avventure puna a clicca per cui rimane un'esperienza imprescindibile per chi ama il genere.





venerdì 18 settembre 2026

76457: Hogsmeade

 


Set 76457 - Anno 2025  (3228 pezzi)

Questo set è molto affascinante soprattutto per la sua ambientazione invernale: tetti e marciapiedi innevati hanno su di me sempre una grande attrattiva, non per niente il villaggio invernale (natalizio) è l'unico setting che tengo permanentemente in vetrina nel mio salotto. Questa versione di Hogsmeade potrebbe tranquillamente essere inserita in quello scenario, se non fosse che però è a tema Harry Potter e che non abbia davvero nulla a che vedere col Natale. Il villaggio in questione è composto da tre edifici principali che, come spesso accade, risultano "aperti" sul lato posteriore, consentendoci di interagire con le stanze e gli elementi di arredo, in stile "casa delle bambole". Nulla da dire sulla bellezza delle costruzioni, sulla ricchezza di particolari presenti negli interni e sulla generosa dotazione di omettini. Anche le dimensioni finali sono notevoli portandomi via, alla fine, lo spazio di quasi una mensola intera. Quindi un gran bel set... ma ho qualcosa da dire sul prezzo: quasi 400 euro per questa costruzione a mio parere è una cifra insensata, non essendo davanti a nulla di così maestoso e originale da giustificare un prezzo simile. Nel mio voto non terrò conto di questa variabile, volendo giudicare il set per quello che è, ma davanti ad un prezzo di listino così ingiustificabile non mi sento di consigliarne l'acquisto.

Voto finale: 8/10

Prezzo nuovo: Eur 380



martedì 15 settembre 2026

Spellbound Beauties

 


Spellbound Beauties - 2025 - Versione Pc Windows

Spellbound Beauties è un clone di Gals Panic, che a sua volta era un clone del vetusto e storico Qix, gioco da bar in cui si dovevano disegnare riquadri fino a riempire una certa percentuale dello schermo evitando il contatto con entità ostili.


Gals Panic introduceva una grafica più sofisticata e soprattutto ci sbatteva davanti agli occhi degli sfondi che, mano a mano che riempivamo lo schermo coi nostri riquadri, andavano trasformandosi da semplici siluette a vere immagini rappresentanti, per lo più, ragazze in stile manga che, livello dopo livello, apparivano sempre più discinte. Trovi la mia recensione qui (sempre che non sia stata censurata).


Spellbound Beauties è lo stesso tipo di gioco, con le stesse caratteristiche, con grafica e sonoro adeguati ai tempi moderni (nulla di sofisticato, ma ho trovato tutto molto gradevole) e con gli sfondi che passano dal semplice rappresentare fanciulle discinte al mostarci scene di sesso esplicito, addirittura aniamate quando si finisce un livello. E sì, è tutto talmente eccessivo da apparire grottesco e certamente capace solo di strappare un sorriso di commiserazione, anche se vista la difficoltà del gioco arriva anche una certa soddisfazione.


Il problema grande di questo gioco è tutto qui: solo sei fanciulle da spogliare, per un totale di soli 18 livelli di gioco sono un vero spreco visto l'impianto di gioco costruito intorno che è tutto tranne che un riempitivo e che poteva essere sfruttato per centinaia di livelli, magari cono sfondi anche un po' diversi da quelli hentai che ci vengono proposti così brutalmente fin da subito.


In ogni caso, se non hai minori che girano per casa, se non ti disturba vedere ragazze in stile manga compiere azioni oscene e soprattutto se ti piace la meccanica di gioco di Qix, Spellbound Beauties è un gioco ben realizzato e capace di intrattenerti per una sera di spensierata depravazione.