venerdì 10 luglio 2020

Il professor Layton e lo scrigno di Pandora



Il professor Layton e lo scrigno di Pandora - 2020 - Versione Playstation 4


Quando pochi giorni fa ho ripreso in mano questo secondo gioco del prof Layton mi è tornato in mente che all'epoca, 10 anni fa, non l'avevo voluto terminare. E visto quanto mi fosse piaciuto invece il primo capitolo della serie (di cui ho parlato qui) sono rimasto veramente perplesso, cercando di ripescare nella memoria che cosa fosse mai successo per interrompere l'esperienza con un gioco di questo tipo. Adesso, che invece l'ho portato finalmente a termine, capisco chiaramente come mai mi fossi arenato verso i due terzi della storia e l'avessi quindi lasciato prima di terminarlo: questo gioco è decisamente palloso!



Ma andiamo con ordine. Dal punto di vista tecnico i due giochi sono pressoché identici. Questa volta sono presenti un po' più di filmati (in stile cartone animato), alcuni dei quali sono anche davvero belli. Come sempre la "regia" di questi intermezzi è ottima e i personaggi hanno una splendida caratterizzazione. Al di fuori di questo discorso sui filmati per il resto siamo sugli stessi standard del primo capitolo, con alcuni elementi grafici e sonori (e anche alcuni personaggi) completamente riciclati dal gioco precedente. Questo non è un male dal punto di vista estetico, ma il risultato è che sembra davvero di essere davanti proprio allo stesso gioco. In particolare le musiche sono al 90% le stesse e così anche i pannelli di contorno agli enigmi.



E gli enigmi stessi sanno quasi tutti di già visto, vuoi per la già citata impaginazione grafica completamente riciclata, ma vuoi anche perché sono praticamente la stessa roba già affrontata nel titolo precedente. E potrei scommetterci che uno di questi enigmi sia stato copiato pari pari dal vecchio gioco (quello delle torte da spostare sui tre piatti). Non è che ci si poteva aspettare chissà quali novità, ma la sensazione finale è che siamo davanti davvero alla stessa identica roba.

Ma il problema grosso di questa produzione, quello che ha contribuito in modo determinante a farmi abbandonare il gioco (e che ha reso molto faticoso questo mio secondo giro appena concluso) è la lentezza con cui si dipana la storia, e la vera e propria noia che ti viene a ciondolare avanti e indietro per le varie location del gioco. Mentre la prima parte sul treno è abbastanza condensata e tutto sommato intrigante, già la seconda parte che si svolge nel paese in festa appare abbastanza inutile e quasi inserita a forza. La terza fase poi, quella ambientata nella città notturna, è micidiale: praticamente si fa avanti e indietro per ore da un posto all'altro (posti che non hanno minimamente né il carisma né il fascino del paese dei misteri) cliccando ovunque e sperando che il tedio venga interrotto da qualche enigma nascosto e un po' interessante. Questa fase è stata davvero allungata all'inverosimile e senza che porti il giocatore a nulla di concreto.



C'è da dire che per cercare di rendere il tutto un po' più vario sono stati inseriti alcuni sottogiochi di cui un paio abbastanza ben riusciti, e mi riferisco al confronto delle fotografie e all'allenamento del topo, mentre quello del tea è veramente insulso e serve solo per allungare ulteriormente il brodo. Anche la stessa cadenza con cui ti vengono proposti gli enigmi in alcuni casi si allunga enormemente e questo spezza definitivamente le gambe. Magari tu potrai non essere d'accordo, ma se ho avuto lo stesso tedio oggi come dieci anni fa, probabilmente qualche problema questo gioco ce lo deve avere.



Per finire due parole sulla storia: come nel paese dei misteri il tutto finisce abbastanza nell'improbabile (per usare un eufemismo) ma questa volta la vincenda è un pochino più sostanziosa (se si ha la pazienza di arrivare in fondo). Peccato che sia raccontata così male...



In ogni caso il gioco l'ho finito, portandomi a casa circa 135 enigmi. Tutto sommato ne è valsa la pena ma ad un certo punto ho davvero faticato, e ho pensato di nuovo di lasciare il gioco a metà. Quindi se ti è piaciuto il primo episodio ti consiglio di provare anche questo secondo capitolo, ma non aspettarti nulla di memorabile e preparati ad avere tanta pazienza.



mercoledì 8 luglio 2020

Ween: the prophecy



Ween: the prophecy - 1992 - Versione Amiga


Ween sarebbe anche un buon gioco, ma non nella sua versione Amiga, dove soffre di un paio di problemi abbastanza seri. Il più evidente è nella carenza di colori: la versione Vga presenta delle belle schermate ben comprensibili che sono state tradotte, su Amiga, in ammassi spesso monocromatici che sembrano usciti da uno schermo a fosfori verdi (o blu, o rossi... a seconda de i casi). Il fatto che poi, artisticamente, le schermate siano già in partenza abbastanza povere e che riempiano solo la metà dello schermo,  non aiuta a risollevare il quadro.



Il secondo e più grave difetto è nella realizzazione tecnica. Ween sembra programmato in Amos, anzi nemmeno,  visto che la gestione del mouse in Amos è appoggiata al sistema e quindi è molto più responsiva. Al contrario giocare a Ween è una continua lotta con il puntatore del mouse dove persino la pressione dei tasti funziona in modo lento e impreciso. Questo fatto mina enormemente il divertimento rendendo la fruizione del gioco una vera pena. A tutto questo si aggiungono anche dei caricamenti piuttosto fastidiosi.



Perché non ci ho giocato su Pc o su ScummVm allora? Per il semplice motivo che all'epoca avevo giocato a Ween sull'Amiga 1200 e tale per me doveva essere l'ambiente giusto per rigiocare a questo vecchio titolo nel modo più fedele possibile.  A ben vedere ho fatto male perché certamente la versione vga è molto migliore sotto tutti i punti di vista  e come tale ti consiglio senza dubbio di preferirla.



Dal punto di vista ludico invece il gioco è carino. È un'avventura punta e clicca in prima persona,  in cui si avanza di location in location risolvendo "la schermata", cioè manipolando gli oggetti presenti in quell'ambiente assieme a quelli che hai nell'inventario, e fintanto che non scopri cosa fare e come farlo resti bloccato lì senza possibilità di dedicarti ad altro.
Il gioco è quindi molto lineare ma è dannatamente facile rimanere bloccati, soprattutto perché a volte gli enigmi sono davvero poco logici. 



Di questo gioco ho apprezzato molto l'atmosfera perché, anche se la grafica e la musica (composta da dei mod suonati con campioni stock) sono abbastanza povere, le ambientazioni sono ben congeniate e mi hanno ricordato a volte i migliori adventure testuali degli anni '80. Da questo punto  di vista il gioco ha senz'altro delle frecce al suo arco e ancora oggi lo trovo una sfida piuttosto attraente. 



In definitiva Ween è un gioco interessante ma parecchio impegnativo, che potrebbe piacerti se ami le avventure basate sulla manipolazione dell'inventario. Non ci sono praticamente di dialoghi e l'esplorazione è limitata ai fondali, non alla mappa, mentre la risoluzione delle varie sfide è spesso troppo cervellotica o macchinosa. Ciononostante Week ha il suo fascino e merita un'occhiata se ti piace l'idea di un viaggio organizzato in posti esotici.




domenica 5 luglio 2020

Minecraft Dungeons



Minecraft Dungeons - 2020 - Versione Playstation 4


Dal momento che i giochi in stile Diablo mi appassionano non poco ho accettato molto volentieri di comprare questo Minecraft Dungeons a mio figlio, che ci teneva tanto, non aspettandomi certamente un gioco eccezionale ma nemmeno un gioco poco più che mediocre (visto che stiamo parlando di un prodotto Microsoft e che Minecraft è un po' la loro gallina dalle uova d'oro nell'ambio dei videogiochi).



In realtà questo Minecraft Dungeons non è male se giocato in coop, in quanto è divertente in tutte quelle meccaniche in cui si cerca di aiutarsi a vicenda, coordinandosi un minimo o curandosi l'un l'altro, ma questo è un discorso che ovviamente vale per tutti i giochi di questo filone. In questa modalità ci siamo divertiti parecchio, benché il gioco si sia fatto piuttosto ripetitivo in fretta.



Tuttavia è innegabile che per il giocatore singolo Minecraft Dungeons è troppo semplicistico e monotono. Le ambientazioni sono poche e per quanto create proceduralmente non presentano quasi mai qualcosa che possa sorprendere. Anzi spesso si fanno dei kilometri per percorrere un corridoio secondario che non porta a nulla, nemmeno a un tesoro o a un oggetto. Le mappe tra l'altro sono poche e quindi si può procedere diritti alla fine del gioco in pochissime ore, anche se poi naturalmente si può alzare la difficoltà e rigiocare tutto da capo.



Ma la cosa che mi è piaciuta meno è la gestione degli oggetti: gli equipaggiamenti hanno un discreto sistema di potenziamento ma sono troppo pochi, sia in tipologia che in quantità di ritrovamento, e tentare di acquistare qualcosa nei negozi si traduce nella solita lotteria che ti dà risultati casuali, quasi sempre molto deludenti.
Lo ripeto, in coop il gioco è divertente, ma per giocare in singolo non vale assolutamente la pena di essere comprato. Minecraft Dungeons è in definitiva un Diablo all'acqua di rose.


venerdì 3 luglio 2020

8856: elicottero di salvataggio



Set 8856 - anno 1991 (515 pezzi)


Questo set ha un buon peso specifico per i suoi 515 pezzi che, pur non essendo certamente numerosi, consentono di ottenere un mezzo piuttosto massiccio e ricco di funzioni. Questa sua caratteristica, assieme alla presenza di un interessantissimo sistema di trasmissione meccanica "curva", mi spingono a dare la sufficienza ad un set che d'altro canto ha parecchi problemi che lo affliggono.
Il primo e più grosso di questi problemi è nell'estrema fragilità che si riscontra nei punti più sollecitati dai movimenti, come gli agganci delle ruote o l'innesto della leva che permette di spostare l'asse delle pale (per simulare i dispositivi che permettono agli elicotteri di cambiare direzione): la scelta dei pezzi (che poi infatti verranno abbandonati) e il sistema di fissaggio di questi agganci è davvero infelice, per usare un termine moderato. 
L'altro grosso problema che affligge questo set è semplicemente un problema di natura estetica: questo elicottero è a dir poco brutto, nelle forme e nel colore. Probabilmente è il set Technic più brutto che io possieda, e davvero mi sembra inconcepibile che possa essere stato approvato e venduto senza alcun ritocco almeno nella parte del muso. Sarebbe bastato farlo nero invece che di questo orribile rosso per migliorare sensibilmente l'esito della cosa. Peccato, così com'è è solo un'occasione sprecata.


Voto 6 su 10

Prezzo usato in buono stato sui 60 euro (nuovo non si trova più ma vale sui 100, non di più)


martedì 30 giugno 2020

Zak McKracken



Zak McKracken an the alien mindbenders - 1988 - Versione Amiga


Giocare a Zak McKracken nel 2020 non è solo un atto nostalgico, ma una vera esperienza ludica che sotto molti aspetti è ancora attualissima. Forse siamo troppo abituati a giochi che si concludono da soli, dove è impossibile morire o, peggio, dove è impossibile rimanere incastrati in situazioni senza ritorno; e forse è giusto così. 



Ma davanti ad un'avventura così lunga, complessa, ricca di location e personaggi da manovrare, spesso in concertazione con gli altri, ci si chiede se non fosse più giusto sudare le proverbiali sette camicie per arrivare a vedere i titoli di coda, dopo ore di tentativi, mappe da tracciare e momenti da incastrare insieme per non rimanere, ad esempio, senza soldi sul più bello. 



Il problema più grosso di questo titolo è effettivamente quello che ho appena illustrato: capiterà spesso che si debba ricaricare un salvataggio precedente, se non proprio ricominciare il gioco da capo, perché di sono sperperare le sostanze facendo viaggi inutili (inutili per la soluzione del gioco, ma assolutamente necessarie a fini esplorativi per capire cosa si debba fare per proseguire).



Questo è un aspetto forse unico che può piacere oppure indisporre, ma nel 1988 era importante anche che un gioco durasse e in questo modo arrivare in fondo all'avventura senza aiuti esterni diventava un'impresa di settimane. 



Le descrizioni e i dialoghi piuttosto stringati manifestano l'età di un gioco che, seppur graficamente a dir poco naif, non è invecchiato così male. Animazioni grafica e sonoro non sono così fondamentali per regalare divertimento e soddisfazioni, Zak McKracken ce lo dimostra. 



All'epoca ci giocai su Amiga, e se non fosse stato per alcuni aiuti trovati sulle riviste di settore probabilmente non l'avrei mai portato a termine. Non ho mai gradito infatti la totale mancanza di indizi nei giochi di questo tipo, e purtroppo qui di indizi che anche solo ti possano indirizzare in qualche direzione non ce n'è nemmeno l'ombra. Al giocatore è richiesto di elaborare i problemi con i dati a disposizione come non ho mai visto in altre avventure punta e clicca: in buona sostanza è necessario prendere appunti!



In definitiva Zak McKracken merita la sua fama ma può rivelarsi uno scoglio troppo duro per la maggior parte dei giocatori di oggi. Lo consiglio solo se si ha molto tempo e pazienza.