Assassin’s Creed: Mirage - 2023 - Versione Playstation 5
Assassin’s Creed: Mirage è il primo Assassin's Creed della serie principale che ho lasciato a metà. Sembra incredibile ma proprio non sono riuscito a giocarci per più di una decina di ore pur essendo, quella dell'Assassino, una delle mie serie preferite. Già il fatto che ho atteso più di due anni dalla sua data di uscita prima di metterci le mani sopra (attendendo che il gioco fosse presente nei titoli a catalogo sul Playstation Plus) dimostra che non sentivo proprio l'esigenza di giocare ad un nuovo episodio di questa serie. Tuttavia ero contento di poterci finalmente mettere le mani sopra e quindi appena il gioco è comparso nel catalgo mi ci sono dedicato anima e corpo, come ho sempre fatto in tutti questi anni praticamente su ogni Assassin's Creed. E dal punto di vista tecnico non c'è nulla da dire: la grafica è bellissima, fluida, particolareggiata. Bagdad è viva e solare di giorno, affascinante e mistica di notte. Ma, alla fine dei conti, è anche estremamente piatta e poco interessante da visitare.
Ed è questo il problema: l'ambientazione, pur essendo certamente ricca di particolari e colori diversi ad ogni angolo, mi ha proprio trasmesso voglia di zero di viverla, girarla, scoprirla. La città nel deserto, coi minareti, i mercanti, i colorifici e gli avamposti militari, sa di già visto a kilometri di distanza. E' piatta, è poco stimolante, anzi è quasi repellente sotto certi aspetti. Esplorarla tutta per raccogliere collezionabili inutili e aprire forzieri tutti abbastanza simili tra di loro semplicemente non ha divertito più come poteva farelo un tempo. Probabilmente è anche colpa mia che posso essere arrivato ad un punto di saturazione, ma vuoi mettere come è più eccitante fare queste cose in località infinitamente più belle, caratteristiche e originali come Londra, Parigi, Venezia, Roma, Atene, Creta... insomma, in giochi come Assassin's Creed l'aspetto "turistico" ha una sua importanza enorme, e in Mirage questo aspetto - a mio parere - viene meno.
La trama, altro elemento che dovrebbe tenere alto l'interesse del giocatore e che per il sottoscritto ha un'importanza - in generale - bassissima, in ogni caso in questo gioco non aiuta a migliorare l'attaccamento verso il gamplay, visto che delle vicende di Basin - diciamolo - non frega niente a nessuno. Non ci sono personaggi storici rilevanti, non ci sono cospirazioni che reinterpretano la Storia (intendo la "nostra" Storia occidentale) sotto angolazioni diverse dal canonico, non ci sono praticamente nemmeno riferimenti col presente e con la cospirazion dell'Astbergo. Insomma non c'è nulla che mi abbia fatto venir voglia di continuare a giocare.
Assassin’s Creed: Mirage è quindi un gioco da buttare? Assolutamente no. Forse è solo colpa mia che mi sono saturato di questo tipo di gameplay e che non amo l'ambientazione araba (non datemi del razzista, i gusti sono gusti). Forse cerco personaggi più vicini alla nostra Storia locale, forse mi piace che ci sia sempre un retrogusto fantascientifico (quasi assente in Mirage), ma qui non ho trovato nulla di tutto questo che mi abbia tenuto attaccato allo schermo. La realizzazione è fantastica (tra l'altro è ottimo il doppiaggio), il fatto che il gioco sia più concentrato e meno dispersivo di quanto si era visto nei capitoli precedenti è apprezzabile, ma il gameplay è sempre lo stesso identico di sempre, e non c'è nulla che abbia davvero fatto pensare al sottoscritto che quella di Assassin’s Creed: Mirage fosse un'avventura che merita di essere affrontata. Peccato.





















































