mercoledì 30 settembre 2020

La mia pagina Instagram

Solo un breve articolo per rendere noto che ho aperto da circa un mese (e infatti ho poche centinaia di follower, per ora, ma conto di arrivare ad averne oltre 15.000 entro il 2100...), ho aperto - dicevo - una paginetta su Instagram dove sto postando in media quattro foto al giorno, che sono relative agli stessi articoli che ho già pubblicato su questo blog, più un sacco di altre foto più o meno buffe sempre relative al mondo dei Lego e dei Videogiochi.

Non mancano anche tante foto per esibire la mia collezione di giochi e oggettistica varia, nonché, e questa è la novità che sto preparando, inizierò a breve a fare dei post contenenti pochi secondi di musica tratta da un videogioco e lascerò ai miei follower il divertimento di indovinare da quale gioco ho tratto quel brano.

Tutto questo per invitarti a cercarmi: #elderbarabba è il tag che ti porterà alla mia pagina.


giovedì 24 settembre 2020

Il mio Tetris: Super Caztri

 


Super Caztri - 1991 - Versione Amiga


Prima o poi dovevo farlo: parlare di un mio gioco, e con "mio" intendo dire che parlo proprio di un gioco fatto da me medesimo! Oggi ti parlerò quindi di una versione di Tetris fatta secondo i miei canoni, in un gioco "freeware" che ha girato un minimo per la scena Amiga. Tra le 2 o 3 versioni che si trovano in giro per il web, ce n'è una che ha anche una bella "intro" fatta da ACBS (il leader dei Ram Jam, gruppo di cui mi onoro essere stato membro fin dalle origini) che ha come musica una versione remix di Rendezvous II fatta, anche in questo caso, da me.



Tornando al gioco, questo Tetris ha alcune particolarità. La più importante è che il gioco non ha una modalità infinita come nel Tetris classico, ma è diviso in una trentina di livelli. Ogni livello ha una sua diversa grafica nella rappresentazione dei tetramini, un numero diverso di linee da terminare, una diversa velocità nella caduta dei pezzi e, in alcuni casi, ci sono anche dei pezzi già disposti nel pozzo fin dall'inizio. Tra l'altro un sistema a password consente di riprendere il gioco da qualunque livello già raggiunto.



Almeno per l'Amiga non esisteva alcun Tetris con queste caratteristiche, per cui ho pensato bene di farmelo da solo! Ovviamente il buon Barabba, all'epoca tutt'altro che Elder, ha fatto il gioco a modo suo, e cioè infarcendolo di parolacce e simboli fallici... perché, pensò, così almeno non sarebbe passato inosservato! Ecco quindi che ha preso vita il mio Tetris del ca...volo. Oggi naturalmente provo una certa vergogna per tutto questo ma sono anche orgoglioso del mio gioco che, secondo me, pur essendo difficilitto, è ancora molto divertente!



Il problema di questo gioco è che l'ho programmato in Amos, e malgrado tutti gli sforzi profusi, non sono riuscito a dargli una velocità che restasse costante su tutte le macchine. Il gioco quindi, per non essere terribilmente veloce, deve essere giocato, o emulato, su un Amiga 500 standard con espansione di memoria, o su un 1200 non espanso. In tutti gli altri casi, temo che il gioco possa comportarsi in modo strano (leggi: andare troppo velocemente!). In realtà ci sarebbero anche dei tasti che permetto di accelerare o rallentare il gioco, ma non ricordo più quali fossero (sono passati 30 fottuti anni!). Infine ricordo che per fortuna si può escludere dal gioco la musica che diventa fastidiosa abbastanza velocemente, e che è un mio rifacimento del lato B del 45 giri di Enola Gay, il famoso brano degli OMD.



Ho scoperto di recente che qualcuno ha rimaneggiato la grafica del gioco, traducendo in inglese e ripulendolo dai cazzetti. Ma devo ancora giocarci. In ogni caso questo mi fa pensare che il mio Tetris non fosse, alla fine, così malaccio. Io ogni tanto ci rigioco e lo trovo divertente (meglio usare il joystick però).

Ecco infine il link alla pagina relativa a Super Caztri. Buon divertimento!


domenica 20 settembre 2020

75040:




 Set 75040 - Anno 2014 (pezzi 261)


Questo set non mi è piaciuto affatto, l'oggetto in se è abbastanza anonimo e non penso che sia nemmeno divertente giocarci. Praticamente è una specie di ruota con le zampe che ha la possibilità di spare dei missiletti. Tutto qua. Il set ha due omini (nella foto ci sono degli intrusi) che, a detta di molti, possono valere l'acquisto in quanto esclusivi. Secondo me invece no, non vale la pena comprare questo set se non per 10 euro o giù di lì.

Valutazione 4/10

Prezzo nuovo 47 euro

venerdì 18 settembre 2020

Touhou Genso Wanderer




Touhou Genso Wanderer - 2014 - Versione Playstation 4 


Spenderò poche parole per questo giochino, dalle premesse intriganti ma dalla realizzazione e dalle meccaniche nettamente sotto la media. Ovviamente partiamo dal fatto che Genso Wanderer è un gioco giapponesissimo, di quelli ricchi di scenette piene di umorismo senza senso, ragazzine sexy e tutte quelle cavolate che infestano sia i grandi giochi (come Disgaea) che piccole produzioni (come il caso in oggetto) che provengono dal Giappone.



Il fulcro del gioco è l'esplorazione di labirinti casuali a turni, come ci hanno abituato i famosi giochi della serie Mystery Dungeons (tutti basati sul vetusto Rogue), siamo quindi davanti al più classico dei "rogue-like", con un comparto tecnico molto elementare per essere un prodotto per la Ps4 e con delle meccaniche abbastanza soporifere. Anche la varietà latita (poche tipologie di oggetti) e il concetto di progressione è, a mio parere, ai suoi limiti storici.



Insomma esistono molti altri rogue-like molto più divertenti, snelli e privi di dialoghi noiosi e inconcludenti. Ho giocato a Genso Wanderer per 4 o 5 ore, sinceramente annoiandomi, quindi te lo sconsiglio a meno di non trovarlo in svendita a pochissimi euro, caso in cui magari un giro di prova potresti anche darglielo.



giovedì 17 settembre 2020

Elite Dangerous



Elite Dangerous - 2015 - Versione Playstation 4


Immaginati un gioco dove, fondamentalmente, devi trasportare beni da una stazione all'altra, viaggiando per lo più in luoghi solitari e desertici, incontrando di tanto in tanto malintenzionati che vogliono rubarti il carico e a cui, a tua volta, se decidi di non scappare puoi tentare di portare via il loro carico. In questo gioco piano piano acquisti sempre più fama e puoi così accedere a missioni sempre più importanti e a mezzi di trasporto sempre più veloci.



No, non sto parlando di Death Stranding anche se, è inutile negarlo, quest'ultimo gioco prende idee a piene mani da Elite Dangerous. In realtà questo terzo capitolo della serie, iniziata con Elite e proseguita poi con Frontier, si svolge nello spazio profondo e non sulla superficie della terra come nel gioco di Kojima, e consente di fare ben altro che traspotare pacchetti e di impegnarsi in qualche elementare scontro ravvicinato.



Elite Dangerous ti consente davvero di viaggiare per l'universo sconfinato, alla ricerca di buchi neri o piccole lune da esplorare, magari per minare la superficie e recuperare materiali preziosi. Se ti piace l'idea di simulare la vita di un corriere (o di un tassista, o di un vigilante, di un minatore, o anche di un semplice esploratore) questo gioco è assolutamente perfetto e ci vorranno davvero decine di ore prima che ti venga a noia. Cosa che però, inevitabilmente, mi è capitata quando - messo via un bel gruzzoletto e comperate un po' di navi - mi sono trovato a non avere più voglia di ripetere all'infinito le stesse procedure di attracco, rifornimento eccetera. Certamente è un gioco che se vissuto online, magari organizzandosi con altri giocatori, potrebbe diventare infinito, ma io non amo questo genere di cose per cui, esaurite le cose da provare, alla fine l'ho mollato.



Tuttavia i momenti passati tra gli anelli di un gigante gassoso, o sorvolando le gole di un piccolo pianeta roccioso, avvicinandosi ad una stella a neutroni o evitando le collisioni in una fascia di asteroidi, non li dimenticherò facilmente e la tentazione di tornare a solcare gli spazi infiniti della Galassia mi torna abbastanza spesso.



In definitiva questa versione "definitiva" di Elite è un gran bel gioco a cui, a mio parere, mancano soltanto - per il giocatore in singolo - cose davvero interessanti da fare che non siano finalizzate al profitto. Non dico che servisse una trama, ma per lo meno in No Man Sky c'è uno scopo (arrivare al centro della Galassia) mentre qui... si gioca per il semplice gusto di volare nello spazio. Resta quindi un gioco assolutamente da provare, addirittura diventa un'esperienza incredibile in VR, se si ha la fortuna di avere un PC scafato e fornito di apposito dispositivo per la realtà virtuale.




venerdì 11 settembre 2020

Atlantis

 


Atlantis - 1982 - Versione Atari 2600


Atlantis è una delle poche cartucce per l'Atari 2600 che ebbi la fortuna di poter giocare a lungo, in quanto se l'era comprata il mio vicino di casa (che era sempre sul pezzo e coi titoli migliori) e fu molto gentile a lasciamela in prestito per tutte le vacanze di Natale (doveva essere il 1991 o il 1992). Ammetto però che con questo gioco ero una gran schiappa, perché non riuscivo mai a far durare una partita per più di 2 minuti... insomma dopo pochi livelli la sfida diventava troppo difficile e veloce per me da gestire e finivo inevitabilmente polverizzato. Tuttavia mi ci divertii parecchio anche se oggi, giocandoci dopo tanti anni, mi chiedo come abbia potuto farlo: Atlantis ha un gameplay poverissimo, simile, ma ancora meno sofisticato, a quello di Space Invader, in cui non si deve fare altro che sparare con dei cannoncini fissi per arginare l'avanzata degli alieni. La grafica invero è colorata e il sonoro fa il suo bell'effetto, ma alla fine il gioco in sé è una robetta che fa annoiare subito.
In ogni caso una partita ti consiglio di farla perché questo Atlanti resta un titolo inspiegabilmente affascinante e un software ben programmato.



giovedì 10 settembre 2020

9396: Ennesimo Elicottero



 Set 9396 - pezzi 1056 (anno 2012)


Questo set è fantastico. Non starò a menartela sul fatto che è tutto fatto solo di listelli e perni, non c'è nessun mattoncino, e le solite cose che dico ogni volta per lamentarmi dei "nuovi" Lego Technics, perché veramente siamo di fronte ad un oggetto molto ben pensato e realizzato come pochi altri.

L'elicottero ha un sacco di belle funzioni, tutte accessibili da una sola rotella che, grazie ad un sistema di interruttori, può comandare alternativamente la rotazione delle pale (comprese quelle di coda), l'apertura/chiusura del portellone, lo srotolamento del cavo di traino e non ultimo il rientro delle ruote che salgono e scendono come in tutti gli elicotteri Technic degni di nota. Il sistema, come sempre, funziona egregiamente ed ha addirittura la chicca di lasciare alle pale una certa inerzia (c'è una specie di frizione che si alza escludendo gli ingranaggi, non so come altro definirla). E' inoltre possibile inclinare le pale principali, come accade nei veri elicotteri, per imprimere gli spostamenti orizzontali grazie al rotore.



L'elicottero è davvero enorme, pur restando estremamente leggero e solido. Così giallo, secondo me, è anche bello a vedersi. Non trovo quindi alcun lato negativo in questo set se non nel montaggio che è un po', come spesso accade, poco intuitivo e non così divertente come sarebbe potuto essere se si fossero usati anche dei mattoncini.


Valutazione 9/10

Prezzo nuovo eur 195


martedì 8 settembre 2020

The Dig... una noia!

 



The Dig - 1995 - Versione PC


Il fatto che di questo gioco non mi ricordassi quasi nulla se non alcuni questioni secondarie, secondo te, che cosa potrebbe significare? Intanto, per iniziare, ti illustro cosa intendo per "questioni secondarie". Quando comprai The Dig mel 1995, questo era disponibile solo su CD e di fronte a questo fatto pensai, tutto felice: "finalmente, grazie al CD, avremo tantissime location, tantissime animazioni, tantissimi contenuti!!". Dopo un paio di giorni che ci stavo giocando è arrivato un mio amico tutto bello allegro con una bella copia pirata, che era distribuita su una manciata di dischetti (mi pare che fossero ben meno di 10), per cui ci restai, come dire, tra il perplesso e il "di cacca"! Maccome?? 


Beh, svelai l'arcano dopo poco: scoprii che la maggior parte del CD era occupato non da i dati di gioco, ma dalla colonna sonora, che era stata registrata in versione "traccia musicale" e per tanto andava ad occupare quasi tutto lo spazio disponibile. La versione "rippata" non aveva chiaramente la musica, né il parlato (ma di questo non sono sicuro al 100%) per cui alla fine della fiera questo gioco non era affatto così immenso rispetto alle avventure Lucas precedenti. E questa cosa mi ha deluso molto.


Ma torniamo al gioco. Ovviamente mi ricordavo in grandi linee di come fosse questo The Dig, ma enigmi, personaggi, situazioni... tutto rimosso! E sì che l'avevo anche terminato, all'epoca. Armato di pazienza l'ho comunque terminato anche questa volta (ok, con qualche aiuto...) ma devo dire che mi sono annoiato in maniera sconsiderata. Non c'è davvero nulla che si salva, a parer mio, in questo gioco.


La storia, per esempio, tratta da un idea di Steven Spielberg, sta insieme con lo sputo ed è un'insieme di luoghi comuni, situazioni ovvie, colpi di scena talmente scontati da sembrare scritta da mio figlio (che ha 10 anni), con questi personaggi privi di senso di autoconservazione e che si dividono subito, invece di restare uniti come farebbe anche il gruppo dei più coglioni sulla Terra. La grafica, in VGA, è talmente ripetitiva e scialba da sembrare fatta in 16 colori. Le ambientazioni, aliene e futuristiche finché vuoi, sono insensate anche poco coerenti pur sembrando tutte uguali. La musica, la famosa musica addirittura ispirata a Wagner e registrata sul CD senza compressione, è molto New Age ed è pure  nelle mie corde, ma è un banalissimo insieme di accordi fatti con un sintetizzatore, alquanto monotona in ogni sua traccia e, sostanzialmente, inutile.


I filmati sono pochi e compressi in modo pietoso. Gli enigmi sono a volte interessanti, a volte assolutamente privi di senso, e si possono risolvere un po' andando ad intuito e nella stragrande maggioranza dei casi tentando l'utilizzo di vari oggetti ciclicamente. Per finire due parole sui personaggi. In realtà ne basterebbe una: stereotipati. Ma voglio pure aggiungere che il protagonista è insopportabilmente chiacchierone, costantemente pronto a sottolineare ogni azione con battutine inutili, stupide (anche se vorrebbero essere ironiche) e totalmente fuori luogo rispetto alla situazione e alle vicende che accadono durante il gioco.


Ma il problema fondamentale del gioco è la noia che procura al giocatore. E' tutto troppo uguale a se stesso, dall'inizio alla fine, per potere essere davvero interessante. Ed è troppo noioso dover esaminare ogni schermata, pixel per pixel, per trovare quello sportellino, o quella piccola lastra, che ad una prima occhiata non si nota e senza la quale resti bloccato.


Insomma, The Dig a mio parere è un'avventura noiosa e mal realizzata, soprattutto tenendo conto che era venduta solo su CD e quindi incapace di sfruttare il supporto. So che è considerata stupenda dalla maggior parte dei giocatori, ma il bello di essere un vecchio Barabba è anche quello di poter dire quello che penso fottendomene del comune pensiero degli altri.



venerdì 4 settembre 2020

Atelier Lulua

 




Atelier Lulua - 2019 - Versione Playstation 4


Non giocavo ad un titolo della serie Atelier dall'epoca dei Mana Khemia, quando mi trovai ad abbandonare la serie (dopo aver goduto della bellezza della trilogia Atelier Iris) perché stava prendendo una piega troppo stressante. Infatti la gran parte dei giochi di questa seria ha la caratteristica di imporre al giocatore delle scelte su come impiegare il proprio tempo a disposizione durante il gioco, in modo che si debba per forza tralasciare qualcosa cercando nel contempo di poter assistere alla maggior parte degli eventi, che sono tutti rigidamente schedulati come accade nelle vita reale.



Per fortuna non tutti i giochi della serie Atelier hanno questa meccanica stressante, e per fortuna questo è proprio il caso di Atelier Lulua! In Atelier Lulua si ha tutto il tempo per potersi dedicare, quando se ne ha voglia, al combattimento per livellare i personaggi, oppure alla raccolta di risorse (pratica necessaria per poter forgiare oggetti sempre migliori) nonché alla forgiatura vera e propria, la famosa "sintesi alchemica" che caratterizza la serie, e che in questo gioco ha raggiungo un livello di complessità profondissimo, persino eccessivo.


Il risultato è che il gioco è, a mio parere, molto rilassante e divertente, permettendoti di fare le cose che vuoi con i tuoi tempi. La meccanica della sintesi, allettando il giocatore con risultati sempre migliori, spinge quindi il giocatore a dedicarsi a tutto quello che il gioco propone dando sempre un incentivo tangibile in cambio.



Per fortuna c'è una buona varietà di contenuti, ad iniziare dalle numerose ambientazione (realizzate in modo decoroso, per essere un gioco a basso budget), tanta musica allegra, molti siparietti tra i personaggi e numerose missioni secondarie necessarie per accumulare un po' di soldi. I combattimenti sono molto belli anche se, da un certo punto in avanti, andranno risolti praticamente sempre e solo con attacchi speciali, che sono un po' lunghi nell'esecuzione e che quindi tendenzialmente sono un pochino noiosi.


La grafica con cui sono realizzati personaggi e mostri è bella, ma purtroppo viene un po' rovinata dalle animazioni, fatte tutte a mano e che da sole fanno sembrare il gioco vecchio e stonano parecchio, visto che siamo abituati a ben altro, tra motion capture, rotoscape eccetera. Ciò non di meno non mi sento di bocciare il gioco per questo infimo particolare. Tra l'altro non mancano filmati o immagini in stile manga davvero molto ben fatte.



In definitiva il gioco è bello e rilassante, anche se funestato da dialoghi recitati solo in giapponese (ma si possono mutare!) e da una trama pressoché inesistente: si va avanti facendo cose fino ad arrivare al boss finale, ma non c'è un vero incentivo, un cattivo da contrastare o cose di questo genere. Devono quindi piacerti le meccaniche di gioco, altrimenti potresti non trovare un motivo per andare avanti.




A me è piaciuto moltissimo giocare a questo Atelier Lulua e infatti adesso penso che mi rispolvererà almeno il primo Atelier Iris e probabilmente anche altri capitoli più recenti. Seguiranno quindi anche altre recensioni!



giovedì 3 settembre 2020

Aaaah Ecco!

 



Ecco The Dolphin - Defender of the Future - 1992 - Versione PS2


Mi sono comprato questo gioco nel lontano 2002 perché si trattava di un rifacimento di un gioco per Dreamcast, la console che avrei sempre voluto ma che invece non entrò mai in casa mia, e per me questo era già un sinonimo di qualità per cui valesse la pena di spendere un trentello! Tuttavia restai deluso da questo gioco, non tanto per la sua realizzazione tecnica (ancora oggi è molto bello da vedere ed ascoltare) ma per il fatto che l'ho trovato troppo difficile per essere un gioco invece dall'aspetto new-age, mi è sembrato addirittura claustrofobico nelle sezioni dei tunnel sottomarini, dove è facile perdersi e morire per aver terminato l'ossigeno. Insomma, da un gioco di questo tipo, che ricorda l'esperienza di un acquario, con suoni e musiche rarefatte, colori sgargianti e tanta vita su schermo, mi sarei aspettato qualcosa di piacevolmente rilassante. Cosa che non è affatto!



A ben vedere anche l'ambientazione, che è davvero splendida, mi ha portato presto a noia, così come ho trovato poco felice l'impostazione dei comandi (ma questa è solo una questione di abitudine). Anche la storia del gioco, a ben vedere, non mi ha esaltato proprio per nulla.



Al netto di tutto questo non ho mai terminato il gioco e sinceramente non lo consiglierei a nessuno, se non per dare un'occhiata a come siano stati realizzati bene gli ambienti sottomarini, così ben illuminati e ricchi di vita.