giovedì 29 febbraio 2024

Civilization II

 


Civilization 2 - 1996 - Versione Pc Windows


Dal momento che ho da poco giocato al sesto episodio della serie, mi è venuta voglia di riprendere il vecchio secondo capitolo, un gioco che all'epoca avevo provato solo per poche ore salvo poi archiviarlo perché non lo ritenevo al livello del predecessore. Oggi, davvero, non riesco a riconoscermi in quella decisone, perché ho (ri)scoperto che Civilization 2 in realtà è un bellissimo titolo, all'altezza del prequel di cui fondamentalmente è una versione leggermente ritoccata.


Le differenze più marcate sono prima di tutto nella grafica, con la mappa rappresentata in isometria e completamente scalabile in tanti gradi di zoom, una soluzione adottata chiaramente per adattare il gioco alle diverse risoluzioni e dimensioni dello schermo, che era una cosa tanto figa che Windows finalmente permetteva di fare dopo tanti anni di immobilismo grafico dovuti al Dos. Può essere che sul mio monitor dell'epoca questa soluzione facesse schifo? O che fosse troppo lenta? Sarebbe una spiegazione per il mio giudizio dell'epoca, ma non sono convinto che dipendesse da questo, o almeno: non solo da questo.


L'altra differenza marcata è dovuta al fatto che sono scomparse le scenette di costruzione o di rivolta nelle varie città. Adesso però ci sono delle "fighissime" scenette in FMV quando costruisci una meraviglia o quando parli con i tuoi consiglieri. Il risultato è ovviamente pacchiano, così come tutte le cose multimediali partorite a metà anni '90... e anche questo probabilmente contribuì al mio rigetto verso questo titolo. Diciamo che le scene a contorno del gioco vero e proprio (quello che si svolge sulla mappa, per capirci) sono terribilmente brutte, e oggi si nota ancor  più (vedi immagine qui sotto).



Per il resto invece il gioco c'è tutto e, lo ripeto, è del tutto simile a primo glorioso Civilization. Ma quindi questo secondo capitolo è meglio o è peggio del suo predecessore? Beh, al netto dei video e delle scene di contorno, graficamente Civ 2 è un po' superiore al primo, pur sentendosi la mancanza delle scenette di costruzione. Ma quello che conta è la giocabilità, che è praticamente la stessa per cui direi che i due titoli si equivalgono. Ecco quindi che a questo punto vacilla la mia opinione secondo cui il primo Civ fosse il migliore della serie, e mi trovo a consigliarti di provare questo secondo capitolo (che su Win 10 gira egregiamente) piuttosto che il primo, visto che si adatta meglio ai pc moderni.



mercoledì 28 febbraio 2024

Ultima I

 


Ultima I - 1981 - Versione PC Dos

Il primo Ultima oggi può sembrare un gioco molto semplice ma se pensi che è stato prodotto nel 1981 allora capirai che non lo è affatto. Anzi, è un gioco ricchissimo di opzioni e soluzioni coraggiose, come capitava raramente di vedere in giochi dell'epoca. E non sorprende nemmeno che ebbe un grande successo, visto quanto riesca ad appassionare anche un giocatore come il sottoscritto, che nel 2024 ne ha visti di giochi di ruolo! Ultima non è certamente bello da vedere per i canoni attuali, ma è molto bello da giocare e seppur poco impegnativo e non troppo vario, appassiona non poco per le sue meccaniche capaci di dare subito soddisfazione (ad esempio nello sviluppo del nostro personaggio) e per alcune trovate sorprendenti, come i dungeon rappresentati con visuale "wireframe" in soggettiva!



Ultima ha anche diverse ingenuità. Per esempio c'è un dungeon subito all'inizio che è  piuttosto vasto e dove si può entrare, uccidere tanti mostri (e quindi fare esperienza e denaro), uscire (e quindi far lievitare i propri punti vita, che aumentano in proporzione ai mostri uccisi nel dungeon), rientrare e ripetere all'infinto. In pochi minuti si possono quindi avere abbastanza fondi per comprare equipaggiamenti importanti, cibo a volontà ed avere anche tantissimi punti ferita.


Ci sono anche molte cose strane legate a trama ed ambientazione, come il fatto che per metà il gioco è un titolo tipicamente fantasy, mentre ad un certo punto diventa fantascientifico, con astronavi, viaggi nel tempo e colpi di laser! La grafica, come detto, è figlia del suo tempo, ma serve allo scopo, il sonoro è a zero, ma la giocabilità è sopraffina. Ultima è anche un gioco breve da terminare per cui davvero non c'è motivo per non provarlo: è bello per quello che offre e potrebbe sorprenderti!



martedì 27 febbraio 2024

Crash

 


Crash - 1979 - Versione Arcade.

Ricordo benissimo questo gioco arcade, tra i primi a comparire nei bar della mia zona, rigorosamente in bianco e nero, costava solo 100 lire ed era fottutamente bastardo! Di Crash ne avrò incontrati almeno 4 o 5 cabinati, tra cui uno aveva i fogli di acetato appiccicati sullo schermo che riproducevano i colori pressappoco come li puoi vedere in queste foto, ma in tutti gli altri casi il gioco era solo in bianco e nero, e sapeva di "arcaico" molto più di quanto non lo sembrasse uno Space Invanders o un Lunar Lander posizionati magari a suo fianco. Ma perché dico che è un gioco bastardo? Lo svolgimento di una partita è vagamente come in Pac-Man: la nostra macchinetta resta lanciata a tutta velocità senza sosta, e deve raccogliere tutti i puntini presenti sullo schermo infilandosi nei vari tunnel che compongo il labirinto. Di fatto tutto quello che il giocatore può fare è solamente deviare l'auto dall'uscita di un tunnel all'imboccatura di un altro tunnel posto davanti ad esso, con uno scarto laterale però minimo (cioè non si riesce a passare da quello più esterno a quello più interno, per capirci, ma solo ad uno intermedio), e con la facoltà di dare delle brevi accelerate ogni tanto. Nel contempo il "computer" è alla guida di un'altra auto che corre però in senso opposto e se le due auto imboccano lo stesso tunnel... lo scontro è inevitabile e addio ad una vita. Facciamo pure che ero molto piccolo e inesperto (parliamo del 1979, avevo 8 anni), ma non credo di essere mai riuscito a finire nemmeno il primo schema! Quella bastarda di una macchinetta nemica sembrava capire sempre dove mi sarei infilato e mi uccideva a ripetizione, spingendomi a inserire 100 lire dietro a 100 lire, per la felicità di mia madre.
Comunque rigiocandoci oggi ho trovato Crash piuttosto attraente, la voglia di finire uno schema riemerge sempre, morte dopo morte. Per quanto si tratti quindi di un gioco di una banalità sconcertante, credo che sia comunque costruito su un'idea vincente, con delle eco indefinibili che ricordano un po' la slot machine, dovute al fatto che una volta scelto il tunnel in cui infilarsi in un certo senso il gioco è fatto, e c'è solo da attendere e sperare che la macchina nemica non prenda la nostra stessa strada. In sostanza il mix di queste attese con la voglia di riscatto, rendono Crash un gioco che ha un suo perché  e che merita di essere provato.



lunedì 26 febbraio 2024

Le musiche del Commodore 64

 


Le migliori musiche del Commodore 64

In tanti post del passato ho parlato dell'importanza che ha per me l'aspetto musicale nei giochi del Commodore 64 e ho anche accennato ad alcuni music disc che mi hanno lasciato un qualche tipo di ricordo. Qualche anno fa ho persino parlato del sito RKO (remix.kwed.org) e del fatto che in quell'archivio vi siano presenti migliaia di rivisitazioni di vecchi SID (i brani musicali del C64) tra cui alcune ciofeche prodotte da me. Oggi vorrei però fare ordine e scrivere una breve classifica di quali sono per me i migliori brani che il nostro fidato home computer abbia mai eseguito. Non è una classifica oggettiva sulle migliori composizioni in assoluto però, esistono miliardi di brani di qualità eccelsa, quanto piuttosto una mia classifica di preferenze che molto si basa sul mio vissuto, e quindi sulle emozioni e i ricordi che risveglia in me l'ascolto di queste piccole opere. In ogni caso sono tutti brani molto belli... ascoltare per credere!

10 - Ghostbusters: ok non è un brano originale, è solo un mero adattamento del famoso brano che spopolò negli anni '80, ma non di meno resta una delle migliori musiche mai prodotte dal nostro piccolo C64, impreziosita dalla sintesi vocale richiamabile - nello schermo dei titoli - con la pressione della barra spaziatrice. Resta senz'altro uno degli esempi più fulgidi di cosa possa fare il chip sonoro del biscottone!



9 - Forbidden Forest: chiunque abbia mai giocato con un Commodore 64 conosce i toni cupi con cui si apriva la schermata dei titoli di questo gioco, una melodia che resta nella testa già dal primo ascolto e che poi si sviluppa in modo sorprendente fino a sfociare nel balletto di fine livello. Un brano meraviglioso.



8 - Commando: poco importa che non sia un brano originale (si basa su quello del coin-op), se devo pensare un brano fatto dal Commodore 64 che abbia le sonorità tipiche di quella macchina, la prima cosa che mi viene in mente è proprio Commando! Travolgente, quasi cacofonico per la montagna di rumori e suoni che si alternano per formare il beat, questa musica rimane indelebile nella mente di chiunque l'abbia ascoltata almeno una volta.



7 - The Way of the Exploding Fist: il tema principale parte immediatamente appena il gioco è caricato, ed è di quelli che non si dimenticano, grazie alla melodia orientaleggiante e alle timbriche suadenti. Inimitabile e indelebile.



6 - Lazy Jones: la musica di Lazy Jones è qualcosa di talmente unico che la si riconosce subito, anche nella sua versione Zombie Nation che ci faceva ballare tutti negli anni '90. In realtà quella di Lazy Jones è una specie di compilation di una ventina diversa di temi, alcuni presi da film, altri da musica pop, altri completamente inventati. Ma l'arrangiamento così vibrante e stiloso amalgama il tutto come in un'unica grande melodia che emoziona ancora oggi, dopo 40 anni.



5 - Ocean Loader 2: spesso i giochi su cassetta, per ingannare l'attesa durante la fase di caricamento, precaricavano delle schermate fisse che restavano sullo schermo fino alla fine dell'operazione, un'operazione che spesso durava anche quattro o cinque minuti. In alcuni rari casi venivano messe  in esecuzione anche delle musiche, così da rendere un pochino più dolce l'attesa, che altrimenti poteva diventare davvero molto snervante. Ricordo diversi esempi di questa pratica, tra cui la mitica "Relax" nel gioco di Frankie Goes to Hollywood, ma la più bella di tutte le musica da caricamento, a mio parere, fu il secondo brano introdotto dalla Ocean (nota casa produttrice di Tie In negli anni '80), musica rimasta alla storia come Ocean Loader 2. Tra l'altro fu poi anche riciclata da molti pirati per la intro di giochi anche di altre "marche", ma questa è tutta un'altra storia.



4 - Ghosts'n Goblins: brano originalissimo composto appositamente per la versione Commodore 64 (non si capisce perché non abbiano riadattato l'originale da sala giochi, mah!) che è rimasto nella storia della nostra piattaforma, per incisività e bellezza.



3 - Aztec Challenge: questa è una delle prime musiche un po' "complesse" che ho sentito sul mio amato home computer, ed è stato amore! Ancora oggi è un brano impressionante da ascoltare con o senza gioco a corredo.



2 - Sucide Express: anche se in realtà è una cover (non di Blade Runner, ma di un brano composto da un gruppo rock-prog) la versione per Commodore 64 è un capolavoro di musica elettronica con una personalità tutta sua. Un brano che ancora oggi canto mentalmente abbastanza spesso.



1 - Synth Demo: questo music disc lo vorrei considerare nella sua interezza, ci ho fatto persino un post tutto dedicato a lui un paio di anni fa, visto che contiene versioni meravigliose di brani di Vangelis, Jarre, Oldfield, ma anche il tema di Arancia Meccanica e Enola Gay... davvero un disco che ho sentito fino alla nausea. Ma se proprio devo elevare un solo brano a miglior SID in assoluto metto Stationary Ark, un brano liberamente ispirato ad pezzo di prog rock oggettivamente orribile, che in questo riadattamento diventa qualcosa di eccezionale. Stationary Ark non è solo il miglior SID mai prodotto, secondo me, ma è anche una delle mie musiche preferite di sempre.



sabato 24 febbraio 2024

Frogger 2

 


Frogger 2 - 1984 - Versione Commodore 64


Diciamo la verità, Frogger è nato su una grande idea, tanto semplice quanto effettivamente divertente da giocare, anche perché la realizzazione fu pressoché perfetta, con una grafica leggibile e iconica, comandi dalla risposta perfetta, e un sonoro che è rimasto nella storia. Ma va anche detto che Frogger non era certo un gioco molto vario, e la ripetitività degli schemi era mitigata semplicemente dal fatto che l'arcade era studiato affinché una partita durasse un numero davvero esiguo di minuti. Portare quindi un gioco come Frogger a casa, con la possibilità di giocarlo all'infinito, fu senz'altro dovuto ma non esaltò mai nessun giocatore per più di qualche ora.



Frogger 2 cerca di risolvere in parte questo problema, pur ricalcando lo stesso identico schema del suo predecessore, ma ampliandone però le situazioni e gli elementi presenti sullo schermo. Per iniziare, via la strada, ora abbiamo solo elementi puccicosi e naturali, ma soprattutto non siamo più davanti ad una schermata unica, ma ben a tre diversi livelli: sotto il mare, sopra il mare e tra le nuvole. Basta questo per aggiungere varietà? Probabilmente non è la soluzione definitiva, ma la maggiore quantità di cose da valutare rende la sfida se non altro più accattivante, questo è indubbio. 
Frogger 2 resta comunque un gioco semplice, arcade pure, e seppure con una realizzazione assolutamente buona per la macchina su cui gira, è uno di quei titoli a cui all'epoca giocai solo qualche partita nei momenti di noia. Nulla di "storico" quindi, ma un gioco carino che va comunque provato.

 


giovedì 22 febbraio 2024

Baldur's Gate (il primo)

 


Baldur's Gate - 1998 - Versione Pc


Il primo contatto con questo gioco lo ebbi - se non ricordo male - nel 1999 quando una donna appena conosciuta, che poi anni dopo sarebbe diventata prima la mia ragazza, e successivamente mia moglie, me ne regalò una copia masterizzata. Lo installai e ci giocai ben poco, relegandolo ad un titolo interessante ma "rovinato dal fatto che si rifà a regole che vanno benissimo per un gioco cartaceo ma che vanno strette ad un gioco per computer". Ancora adesso ho conservato quest'idea, non posso negarlo, ma riconosco che mi sbagliavo a considerare questa caratteristica negativa comunque sufficiente per snobbare invece quello che persino nel 2024 non può che essere definito un gioco eccellente.



E infatti lo scorso Natale ho iniziato a giocare al primo mitico Baldur's Gate, nella sua versione Enhanced che - a quanto pare - rende l'esperienza un po' meno estrema e maggiormente facile da gestire. Ho lasciato però tutti i parametri inalterati per restare i più fedeli possibili all'esperienza originale. Ovviamente il gioco va che è una scheggia (altra cosa che nel 1999 non era così scontata, ovviamente) e non ha mai un tentennamento, e questo è di sicuro un aspetto che rende il gioco ancor più godibile.



Tecnicamente il titolo è quindi solido ed è invecchiato piuttosto bene, con una grafica pixel art capace anche di sorprendere per le minuzie che si notano in certi ambienti, anche il sonoro si difende, ma arriva da un'epoca in cui questo aspetto era già abbastanza livellato verso l'alto. Nel complesso quindi, pur essendo chiaramente un gioco che ha 25 anni, siamo davanti a qualcosa capace di essere attraente anche solo per come appare.



La parte giocata poi è piuttosto intrigante ancora oggi. Il tempo reale interrompibile dalla pausa tattica resta uno dei sistemi migliori mai congeniati e qui ha, nel suo prototipo, un'implementazione esemplare. Ci sono tanti dialoghi ma non si supera mai la soglia del sopportabile, anzi, a volte certi passaggi sembrano persino troppo sbrigativi... e detto da me sono parole certamente pesanti. Tante sono anche le missioni secondarie che, va detto, non precludono nulla se non le si vuole considerare.



A questo proposito ho approcciato il gioco un po' con l'atteggiamento alla "Ubisoft", cioè con la voglia di ripulire tutto il ripulibile. E se è vero che le mappe più "naturalistiche" (foreste, deserti, praterie ecc) così come i vari dungeon, mi sono piaciute molto, meno ho apprezzato i paesi più estesi e, in particolare, la capitale. Quest'ultima è divisa in una dozzina di sotto mappe ed arriva verso fine gioco, quando la stanchezza accumulata nelle ore precedenti inizia a farsi sentire, e girare per vie tutte simili per trovare le costruzioni rilevanti (e sorbirsi parecchi dialoghi). Questo è l'unico neo (a mio personalissimo parere) che ho riscontrato in questo gioco che, per il resto, è bellissimo.



A ben vedere è anche stancante dover continuare a fare la spola per rivendere i vari equipaggiamenti tutti uguali che si ottengono dopo le numerosissime battaglie (alcune casuali, altre no), ma è una cosa che abbiamo visto e continuiamo a vedere in tutti i giochi di questo tipo. E le regole di D&D? Si sentono, sono parecchio limitanti (vogliamo parlare del fatto che ogni 3 minuti devi far dormire il party 20 ore per ricaricarti tutti gli incantesimi?) ma sono state implementate con il giusto grano salis per cui, tutto sommato, funzionano anche se in modo un po' stridente.



Concludo questa mio post ribadendo quanto espresso prima: il gioco è ancora davvero bello e giocabile, risente solo del fatto che dopo di lui sono arrivate dozzine di giochi simili che, ovviamente, hanno saputo evolvere ed ampliare certe meccaniche. Ma è invecchiato splendidamente e anzi ha conservato una certa ingenuità che lo rende fruibile (nella sua versione enhanced) senza particolari patemi o muri contro cui sbattere la faccia. Un gioco storico che va assolutamente provato.



lunedì 19 febbraio 2024

SeaOrama

 



SeaOrama - 2023 - Versione PC


Io lavoro nel mondo dello shipping, e pur non facendo un lavoro tale da richiedere che io sia un genio, è comunque un tipo di impiego per cui sono necessarie certe caratteristiche ben precise, quali capacità di "problem solving", capacità organizzativa per impostare le priorità, gestione di sistemi complessi e una certa resistenza allo stress. Ecco, lo stress: il mio lavoro è una macchina di stress, dove è normale iniziare dieci processi uno dentro l'altro, o da portare avanti parallelamente, per arrivare a fine giornata con tutte le pendenze chiuse, possibilmente senza scontentare nessuno. Per questo non mi porterei mai il lavoro a casa. Ecco quindi che per me giocare a Seaorama è un po' come darsi una martellata sugli zebedei.



Ok nel mio lavoro non gestisco una flotta, io sono il "cliente" di chi gestisce le flotte, ma i processi di carico/scarico, studio delle rotte, tempi di percorrenza, scadenze ecc sono ciò contro cui lotto ogni giorno, per cui questo simpatico gioco ha molto a che fare con quello che mi fa guadagnare il pane. E se all'inizio il gioco è appagante, sotto certi aspetti anche rilassante, non appena si iniziano a gestire più di un paio di navi, magari in concorrenza con altre compagnie di navigazione (per fortuna si può anche giocare in solitaria), le schedule iniziano a complicarsi, gli imprevisti iniziano a farti smadonnare e, per dirla alla Carcarlo Pravettoni: lo stress si impenna!



Per questo motivo non ho potuto giocarci troppo a lungo, ma tanto mi è bastato per fare un paio di considerazioni, la più importante delle quali è in realtà una domanda: a chi può interessare un gioco di questo tipo? Un manageriale/simulativo è sempre una sfida interessante per un videogiocatore di vecchia data, ma questo gioco è talmente settorializzato da avere abbastanza appeal anche per chi non mastica pane e shipping? Ho i miei dubbi, anche perché non ha praticamente alcun aspetto ludico (come invece capitava nello storico Ports of Call ), ma solo seriose tabelle e mappe. Tra l'altro è graficamente piuttosto povero e anche l'accuratezza della mappa lascia un po' a desiderare (in Italia, per fare un esempio, ci sono solo i porti di Genova, Bari, Trieste e Palermo, quando molto più importanti sono La Spezia, Venezia e Napoli).



In definitiva Seaorama è un prodotto discreto se non altro perché abbastanza unico nel suo genere. La mancanza di un qualsiasi aspetto più strettamente ludico purtroppo fa di questa simulazione qualcosa di veramente simile ad un lavoro, e non basta la sfida all'ultimo dollaro contro altri armatori a rendere il prodotto un minimo più avvincente. Sinceramente non saprei a chi consigliarlo.



venerdì 16 febbraio 2024

Skiing

 


Skiing - 1980 - Versione Atari 2600


Skiing è un gioco tanto semplice quanto divertente, e lo era allora come oggi. Ricordo però che quando ci giocavo nel 1983 lo trovavo molto difficile, mentre oggi mi pare al contrario semplicissimo da controllare, anche con la difficoltà settata su difficile e con il gioco in modalità veloce. Probabilmente il problema era nel joystick dell'Atari che non era il massimo per manovrare i movimenti del nostro sciatore (oltre al fatto che probabilmente è stato uno dei primi giochi che ho affrontato con questo controller).



Durante il gioco l'omino può affrontare uno slalom, e in questo caso coi comandi lo si può solo far curvare a desta e a sinistra, oppure una discesa libera, e in quest'altro caso è anche possibile fargli spiccare qualche piccolo salto per evitare ostacoli (leggi: lastre di ghiaccio). Ovviamente in entrambe le modalità bisogna cercare di essere i più veloci possibile evitando di andari a spiaccicare contro gli alberi. Il gioco è tutto qui, e pur restando ad anni luce di distanza dalla perfezione di Yeti Mountain Skiing, l'esperienza è divertente e anche rilassante, sotto certi aspetti.



Mi ha fatto piacere riscoprire questo vetusto gioco perché dimostra come già più di quarant'anni fa era possibile simulare uno sport come lo sci con un gioco che fosse divertente e, nei ristrettissimi limiti tecnici dell'epoca, appagante. Non ti dava proprio l'idea di essere sulle piste, ma riusciva a farti sognare.




lunedì 12 febbraio 2024

Zippy Race

 


Zippy Race (Traverse Usa) - 1983 - Versione Arcade

Zippy Race è uno di quei giochi arcade dove ho speso una fortuna, era diventata una vera droga per me e ci passavo letteralmente le ore. Fondamentalmente questo cabinato ricorda un po' nell'impostazione Spy Hunter e Burnin' Rubber, in quanto c'è una strada vista dall'alto con scrolling esclusivamente verticale (tranne alcune brevissime ed orrende fasi con cui si concludono i livelli), ma a differenza dei due giochi citati, con Zippy Race noi siamo su una moto in un mondo di auto, per cui il minimo contatto con gli altri mezzi (o con gli ostacoli sulla strada) si trasforma in una rovinosa caduta. Cadere ci fa perdere tempo e carburante, carburante che è comunque in costante calo per tutta la partita e che, proprio come in River Raid, va rabboccato passando sopra a dei piccoli contenitori disseminati sul tragitto... altrimenti è game over!



La cosa bella di Zippy Race è che ogni auto che superiamo (o che ci sorpassa quando cadiamo) va a modificare il nostro "ranking": partiamo centesimi e dovremmo arrivare a fine corsa primi per poter essere celebrati come campioni. La gara si divide in vari livelli, con scenari diversi, e l'obbiettivo è quindi quello di arrivare in fondo ad ognuno di essi avendo superato il maggior numero possibile di veicoli. E quelli in cima alla classifica sono veramente difficili da raggiungere, facendo diventare la scalata sempre più impervia! Questa meccanica della classifica è stata, almeno nei mei confronti, vincente. Il gioco non brilla per grafica o sono (quest'ultimo funestato da una musichetta inascoltabile), ma questa cosa di dover superare gli altri mi ha spinto fin dove nessun gioco avrebbe mai fatto prima e  nemmeno dopo: imparare a memoria i percorsi. Anche se fortunatamente non sono molto numerosi né particolarmente lunghi, mi sono voluto imparare tutti i percorsi per eseguire ogni passaggio il più perfettamente possibile. E non ho smesso di giocare finché non sono riuscito finalmente ad arrivare non solo in fondo alla gara con una sola moneta, ma anche primo in classifica!


Giocandoci oggi mi fa un effetto un po' strano: tecnicamente è esattamente come lo ricordavo (appena dignitoso per l'anno in cui è uscito) ma la giocabilità è sorprendentemente ancora piacevole. Sono certo che se mi ricordassi i percorsi a memoria potrei ancora oggi passarci felicemente le ore cercando di sorpassare tutti ed arrivare primo. Non è certamente un gioco per tutti, non è certamente divertente se, non conoscendo la strada, si cade ogni dieci secondi. Ma continuo a trovare la formula molto interessante e sotto certi aspetti anche unica. Un gioco quindi consigliato, ma che richiede un po' di pazienza, almeno all'inizio.



venerdì 9 febbraio 2024

Civilization VI

 


Civilization VI - 2018 - Versione Playstation 4


Del primo Civilization ho già avuto modo di parlarne qui, essendo uno dei miei giochi preferiti di sempre, un titolo che ho amato soprattutto perché consentiva di personalizzare l'esperienza di gioco secondo il proprio gusto: c'è chi preferisce fare campagne militari e sbaragliare le altre civiltà, c'è chi invece predilige gettarsi in una mega rissa tra molti contendenti, oppure c'è chi ama l'idea di restare tranquillo e di far avanzare il proprio popolo fino a farlo prosperare ed arrivare, letteralmente, alle stelle. Io rientro in quest'ultima categoria, per cui il mio scopo in ogni mia partita non era tanto quello di primeggiare sugli altri (cosa che di fatto però poi è sempre accaduto) ma di portare i mie sudditi ad essere il più progrediti possibile.



A parte una breve parentesi negli anni '90 su Civilization 2 che però non mi ha lasciato particolari ricordi (se non che la grafica era vista un po' di sbieco), mi sono catapultato direttamente su questo sesto capitolo, saltando tutti i gradini evolutivi che hanno trasformato il gioco in trent'anni di carriera. Per cui non ho davvero idea se le caratteristiche che ho trovato diverse dall'originale siano state introdotte in questo ultimo nato o se arrivano per l'appunto dagli altri capitoli della serie. Devo però riconoscere che lo spirito del primo Civilization è stato conservato in toto e che sono rimasto puntualmente rapito dal loop "un altro turno e poi vado a dormire" che mi ha portato a fare più di una volta le ore piccole!


Le possibilità di personalizzare la partita a proprio piacimento è davvero eccellente, per cui il gioco può regalare a chiunque l'esperienza che cerca: numero di contendenti, grandezza della mappa, età del pianeta, grado di aggressività dei nemici, condizioni di vittoria eccetera eccetera. L'adattamento dell'interfaccia su console, che prevede l'uso del joypad, è perfettamente riuscito e non ho praticamente mai avuto problemi di sorta, mentre la realizzazione grafica/sonora è nella media per un titolo di questo tipo. Le scenette di costruzione dei veri miglioramenti cittadini non esistono più (a parte che nel caso si costruisca una delle "meraviglie"), in quanto ora i palazzi e i distretti vengono direttamente posizionati sulla mappa generale nei pressi del centro cittadino, e turno dopo turno è visibile ogni cantiere durante le sue fasi di sviluppo. Anche gli scontri armati hanno delle brevi animazioni, piccole e carine al punto che non mi sono ancora venute a noia dopo decine di ore di gioco.



Il gioco ha acquisito alcuni piani complessità nella gestione delle politiche e delle religioni, mentre sono state semplificate alcune meccaniche relativamente alla gestione delle strade e, in generale, del territorio. Un po' mi dispiace perché l'aspetto diplomatico secondo me è quella meno interessante tra tutte le cose che si possono fare, mentre costruire strade e ferrovie mi è sempre piaciuto un sacco. Infine gli avanzamenti tecnologici sono divisi in due rami differenti: quelli strettamente tecnico/scientifiche e quelli culturali/civili, così che è possibile sviluppare ad esempio una nuova forma di governo contemporaneamente all'invenzioni dell'elettricità.



Tirando le somme questo Civilization 6 è una versione ammodernata del vecchio e favoloso classico su cui ho trascorso ore ore ai tempi dell'Amiga (e anche dopo), un'evoluzione dove la maggior parte degli aspetti fondamentali è rimasto immutato, e questo è un bene. Nessuna delle novità mi ha particolarmente impressionato o mi hai mai fatto pensare che fosse necessaria per il bene del giocatore, ma non ho travato nulla nemmeno che mi abbia infastidito: l'esperienza di gioco è sufficientemente diversificata da quanto ero abituato a vedere per giustificare l'esistenza di questo titolo, ma le affascinanti meccaniche alla base di tutto il gioco sono rimaste praticamente le stesse, per cui Civilization VI - da parte mia - è un titolo assolutamente consigliato.