martedì 7 luglio 2026

Gods

 


Gods - 1991 - Versione Amiga

Spinto dall'ascolto di una puntata di Hardware Memories (il podcast di Massimo Belardi) ho preso in mano per l'ennesima volta questo Gods, gioco pluripremiato partorito (anche) per Amiga dalla anch'essa plurimpremiata e rinomata software house The Bitmap Brothers, e ho scoperto che - esattamente come accadde anche la prima volta nel 1991 - questo gioco non mi piace per niente. Non è una gran novità per me: ogni volta che riprendo in mano un gioco vecchio (anche di quarantanni), mi rendo conto che immancabilmente resto della stessa opinione che mi ero fatto all'epoca. Se un gioco mi era piaciuto continuo ad apprezzarlo, se mi aveva fatto cagare riscopro tutti i motivi per cui mi aveva fatto cagare. Se non è coerenza questa, ditemi voi!


Ma come è possibile? Gods è un gioco famoso, capace di far mostrare i muscoli all'Amiga 500, no? Ebbene secondo me no. Parliamo della grafica: inizialmente bella, ma poi tutta uguale ancche quando si passa da un "mondo" all'altro, con la solita palette di colore tipica dei Bitmap Brothers che, diciamola tutta, avrà la sua personalità ma è anche terribilmente noiosa e anche poco leggibile. Soprattutto se anche i nemici e il protagonista si impastano sulle stesse sfumature di colore, mischiandosi con la tappezzeria. E anche se gli elementi costitutivi delle immagini sono ben disegnati, le animazioni sono povere. In tutto questo, niente musica se non nella presentazione, ma solo effetti sonori abbastanza comuni su Amiga.


Parliamo della giocabilià. Il nostro personaggio è ingessatissimo, lento come una tartaruga, capace di fare salti solo di un tipo/di una certa lunghezza, e incapace di sparare quando si accuccia. Insomma una pena, mitigata appena dal fatto che sparare contro i nemici dà comunque una certa soddisfazione. Ma salire/scendere/cadere dalle scale, saltare da una piattaforma all'altra e evitare i contatti pericolosi sparando qua e là (cioè il gameplay puro) semplicemente non è divertente. Ci sono enigmi da risolvere, leve da muovere e oggetti da prendere e lasciare, ma non è mai davvero chiaro come utilizzare tali oggetti, e quando si giunge in una stanza segreta sembra di esserci arrivati più per caso che per capacità deduttive. C'è anche un negozio dove comprare cure ed armi (cosa pregevole), e ci sono anche delle "boss-fight", ma hanno meccaniche estremamente elementari e sono penalizzate dal nostro personaggio bradipo.


Insomma, non salvo quasi nulla, visto che neppure l'ambientazione è particolarmente ispirata, trattandosi di muri e porte, e l'immaginario non è né oscuro né fantasioso, è solo di una monotonia disaramante. E lo ribadisco: pensavo la stessa cosa 35 anni fa! Non mi sono divertito nel 1991, non mi diverte nemmeno oggi. Tra l'altro il gioco non è facilissimo (visto come è poco manovrabile il nostro eroe) e il sistema di password che avevano congeniato all'epoca non facilitava di certo la vita come un moderno "save state". Insomma, per me Gods non è un gioco che merita più di tanto attenzione.



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