giovedì 3 aprile 2025

Tekken 3

 


Tekken 3 - 1998 - Versione Playstation

Non c'è niente da dire: Tekken 3 è un gioco della madonna, e se lo dice uno come me che mette i picchiaduro in fondo alla sua scala di preferenze (persino al di sotto del genere platform) vuol dire che questo gioco era (ed è ancora) oggettivamente una bomba.


Naturalmente stiamo parlando di un titolo che ha 27 anni sulle spalle, con tutti i limiti che questo fatto si porta inevitabilmente dietro, tra cui una risoluzione da tv raster, una quantità di poligoni che è quantificabile mille volte minore rispetto allo standard attuale e una griglia di combattenti nutrita ma non sconfinata.


Eppure giocarlo oggi è ancora un puro spettacolo! Puoi immaginarti che libidine per gli occhi e per tutti i sensi fosse giocarlo nel 1998, sembrava incredibile che un gioco così fluido, reattivo, colorato e dal sonoro così dirompente girasse sul nostro televisore di casa. E infatti ci giocai tantissimo, al punto che oggi sono riuscito a finire lo storymode del mio personaggio preferito senza alcun problema, ricordandomi dal nulla tutte le mosse e le strategie che attuavo all'epoca.


Così come invece resto negato nella modalità presente come bonus, che si svolge in stile picchiaduro a scorrimento, dove mi incasino persino solo nel muovermi avanti e indietro in profondità. Solo con Eddy riesco a fare qualcosa ma più che altro perché, stando sempre a strisciare per terra, evito più facilmente i colpi a levare.


In ogni caso questo gioco resta un capolavoro assoluto, uno dei titoli più divertenti e spettacolari mai entrati a casa mia. Peccato solo che non mi piaccia il genere e che quindi non abbia continuato a seguire assiduamente la serie (tranne qualche piccola eccezione). Assolutamente consigliato.



domenica 30 marzo 2025

The Elder Scrolls: Blades

 


The Elder Scrolls: Blades - 2020 - Versione Android

Ho scaricato sul cellulare questo gioco un anno fa. Ci ho giocato per una settimana, poi non l'ho mai più toccato. Ho ricominciato a giocarci ieri e mi è venuta subito voglia di smettere di nuovo. Questo dovrebbe bastare per farti capire cosa penso di questo gioco, ma te lo dirò lo stesso: non vale la pena di perderci tempo.




Tecnicamente è bello? Sì. La grafica dei dungeon è più che dignitosa, i mostri sono ben fatti, l'interfaccia su schermo e i menù sono davvero ben riusciti. Il sonoro è soddisfacente. Ovviamente il gioco non è un "open world", e su mobile la cosa ci può stare. Ma passata la libidine per l'aspetto grafico, cosa resta?



E' divertente? Solo per un po'. Al decimo dungeon ti rendi conto che la varietà non abita qui, che i loot benché numerosi sono poveri di oggetti davvero interessanti, che le missioni sono tutte molto simili tra loro, e insomma non mi sono mai sentito davvero incentivato a continuare.



I comandi sono buoni? Abbastanza, visto che con due dita si fa tutto, considerato anche il fatto che quando si combatte si resta praticamente lì impalati a parare colpi e a contrattaccare, senza possibilità di aggirare, allontanarsi, o insomma fare altro.


E quindi? E quindi sulla carta potrebbe sembrare un titolo interessante da portarsi dietro sul cellulare, tanto più che è gratis... peccato che il problema principale sia proprio questo: è un titolo gratis ma in qualche modo deve ur sostenersi, no?


Ed ecco che quindi ti sbatte in faccia ogni trenta secondi servizi a pagamento che, se all'inizio te ne puoi fregare, ad un certo punto diventano quasi necessari trasformando il gioco praticamente un "play per win". E la cosa potrebbe anche essere accettabile se non fosse che il gioco è davvero noioso. Quindi tornando all'inizio di questo articolo ribadisco che non vale la pena perder tempo con questo gioco, anche se può sembrare bello in un primo momento. E ora lo disinstallo liberando qualche prezioso giga di memoria!


 



giovedì 27 marzo 2025

My First Gran Turismo

 


My First Gran Turismo - 2024 - Versione Playstation 5

E' da quando è stato pubblicato Gran Turismo 7 (cioè ormai da quasi tre anni) che tengo sotto controllo l'andamento del suo prezzo perché, sì, mi piacerebbe averlo. Tuttavia non sono affatto convinto dell'acquisto... non così convinto da investirci più di 30 euro, per lo meno. Ho giocato davvero alla nausea il primo storico Gran Turismo, poi ho praticamente saltato il secondo episodio per passare invece centinaia di ore sul terzo e sul quarto capitolo, arrivati sul Playstation 2. Sono arrivato al quinto episodio, questa volta su Playstation 3 con una certa stanchezza, giocandoci tutto sommato non più di una ventina di ore. E il sesto non l'ho mai nemmeno comprato. Arriviamo a Gran Turismo Sport su PS4, un altro gioco che mi ha divertito (anche online) ma che non mi ha mai davvero conquistato. Ci ho giocato tante ore ma non sono mai stato così incentivato a fare gare e collezionare macchine... alla fine sono più di 25 anni che questo gioco è sempre uguale a se stesso.



Allora forse capirai perché vorrei comprare Gran Turismo 7 ma allo stesso tempo  non credo di volerlo fare. Anche se graficamente è eccezionale, anche se so che la qualità del titolo è indubbia, io però so di essere anche abbastanza stufo di gareggiare sulle stesse piste con le stesse modalità e contro i soliti piloti della domenica. L'esperienza di fare una gara con una Golf GTi o una Fiat 500 l'ho già vissuta mille volte. E ancora, riuscire a prendere gli ori nelle patenti mi esaltava nel 1998, oggi non credo che avrei voglia e tempo di farlo. Eppure....



Eppure ho scaricato qualche giorno fa una sua "demo" chiamata My First Gran Turismo, una specie di "Bignami" del gioco intero, che ci porta solamente su un paio di piste disponibili, con una ventina o poco più di mezzi sbloccabili e utilizzabili, e con solo una manciata di gare e modalità. Non mancano anche delle versioni ristrette degli esami per le "patenti", licenze necessarie per poter accedere alle varie tipologie di gare. E l'esaltazione mi ha colpito nuovamente! Ovviamente ho disabilitato tutti gli aiuti (lasciando solo il controllo di trazione) e mi sono buttato in pista dove, in pochi minuti, mi sono ritrovato subito a mio agio (del resto con tutte le ore di guida che ho accumulato non potevo essere diventato un pippa...), arrivando a consumarmi tutta la demo in un paio d'ore.



Questo Gran Turismo è bellissimo, e seppur giocarlo col pad è fantastico, tanto mi è piaciuto che sono giorni che osservo i prezzi di controller a volante da collegare alla Play, sognando non tanto di avere i soldi per comprarne uno, ma di avere lo spazio dove poterlo montare per giocarci in salotto. No, non comprerò un voltante, Gt7 è pur sempre un videogioco e come tale posso gustarmelo col pad! Ed ecco quindi che vorrei comprare il gioco, e quando dopo aver preso una fila di "ori" nelle patenti non riesco in alcun modo ad andare oltre all'argento in alcune prove (pur gareggiando contro il fantasma di chi ci è riuscito ampliamente), capisco che un voltante potrebbe fare la differenza per recuperare quei pochi centesimi necessari. Ma poi mi chiedo se lo voglio veramente fare. Alcuni ori li si prende al primo tentativo, altri non ci riesci nemmeno dopo averne fatti cinquanta... per cui arrivo a dirmi che non sono io ad essere una mezza sega, è il gioco che è bastardo: mi illude che so guidare per poi sbattermi in faccia una sfida improba. Ma quando getta il guanto in faccia, mi chiedo se valga davvero la pena perdere ore intere per limare 37 millesimi di secondo. Quindi torno a pensare che non valga la pena comprare il gioco, perché finirei per no farlo.



Eppure è così bello guidare in Gran Turismo. Da dentro l'abitacolo sembra davvero di essere in auto, sono convinto che questo titolo andrebbe giocato così. Però con la vista direttamente dal cofano è più facile "leggere" la strada, e la sensazione di velocità è molto superiore. Non so mai decidermi quindi quale visuale adottare per "godere" meglio dell'esperienza di guida. Ho sempre l'impressione che mi sto perdendo qualcosa, e questa è la dimostrazione - come direbbe un mio eventuale psicologo - che ho un rapporto conflittuale con Gran Turismo.



In ogni caso questa demo mi ha esaltato, il gioco è bellissimo, la guida è bellissima, il divertimento non manca. Ma quante ore sarei disposto a concedergli? Quanti contenuti sarò disposto ad assaporare prima di annoiarmi. Quanta attenzione richiede un gioco di questo tipo ad un ormai attempato Barabba? Tutti questi dubbi non mi hanno ancora convinto all'acquisto del gioco, per cui mi limiterò a controllare il prezzo in attesa di un'offerta allettante.



lunedì 24 marzo 2025

Etrian Mystery Dungeon

 


Etrian Mystery Dungeon - 2015 - Versione 3DS

Ecco l'ennesimo gioco della serie Mystery Dungeon che, per l'ennesima volta, inizio a giocare tutto felice come un bambino perché, sulla carta, questo gioco rientra in un genere che mi attira molto: esplorazione, avanzamento a turni, sviluppo dei personaggi, party da gestire eccetera. Tutta roba molto interessante che promette ore e ore di divertimento.


Ma come ogni volta che inizio a giocare felice ad uno dei titoli che rientrano in questa dannata serie, dopo solo un paio d'ore arriva puntualmente il disappunto, come è già successo diverse volte con i (poco) vari Chocobo e con i Pokémon. Eppure questa volta le premesse erano davvero accattivanti, ad iniziare da tutta la ricca gestione del party, con equipaggiamenti, classi, armi e quant'altro, rappresentati con una complessità di opzioni molto intrigante e con uno stile grafico molto bello. Grafica che poi, nei labirinti, invece è purtroppo piuttosto blanda, anche se fa comunque il suo dovere.


Il primo problema è la noia. Malgrado tutti gli sforzi fatti nel creare un contorno davvero affascinante la sostanza è sempre la stessa: labirinti casuali tutti uguali formati da stanze più o meno quadrate unite da stretti corridoio, oggetti/trappole/nemici sparsi a caso ovunque. Da qui non si scappa, e quindi la voglia di esplorare questi labirinti tocca in fretta lo zero assoluto. Il secondo problema è la difficoltà: Etrian Mystery Dungeon richiede un avanzamento a piccolissimi passi, con un continuo inseguire anche il più piccolo miglioramento che possa consentire di avanzare qualche metro in più, senza contare che incontri casuali con mostri speciali possono mandare a pallino tutto quanto in qualsiasi momento. Tutto questo si traduce in una sfida sfibrante, ostica, noiosa e frustrante, senza un giusto bilanciamento dato dal senso di scoperta (che praticamente non c'è).


Le musiche eccezionali di Yuzo Koshiro risollevano un po' il quadro generale ma purtroppo l'aspetto ludico è troppo limitato per affascinarmi o appagarmi. Ed è un peccato perché questo gioco è confezionato in modo splendido (a parte la grafica dei labirinti). In definitiva, anche se a malincuore, non lo consiglierei a nessuno. 



venerdì 21 marzo 2025

Baldur's Gate Dark Alliance per Game Boy Advance

 

Baldur's Gate Dark Alliance - 2001 - Versione Game Boy Advance

I giochi per Game Boy Advance alle volte sono in grado di sorprendere positivamente. Questo è proprio il caso di Baldur's Gate Dark Alliance, fratellino minore dello stesso gioco uscito per Pc e console casalinghe, ma non per questo meno divertente ed interessante.


Chiaramente ci sono dei limiti evidenti sotto molti aspetti, tra cui quello grafico che è piuttosto curato e presenta bellissime animazioni, ma che ha la visuale fissa essendo fatta in bitmap, la finestra è molto zoomata (cioè mostra una piccola parte del labirinto) e non è in grado di mostrare più di due o tre nemici per volta.


Ma tutto il resto c'è ed è fatto molto bene. Quelle che sorprende è la giocabilità, a livelli molto alti, che rende divertente andare in giro a mazzulare mostri di vario genere, risolvendo quest, investigando e sviluppando il personaggio. Insomma Dark Alliance per Game Boy Advance è un gran bel gioco per l'epoca e per la console per cui è stato pubblicato, e mi sono divertito ancora oggi a quasi venticinque anni dall'uscita. Da provare!



giovedì 20 marzo 2025

Beyond the Ice Palace



Beyond the Ice Palace - 1988 - Versione Amiga

Dal momento che dopo 37 anni di attesa (!) è appena uscito il suo seguito, eccomi qui arrivato fresco fresco da un pomeriggio passato giocando al primo mitico, storico, indimenticabile Beyond the Ice Palace, il gioco che fu addirittura paragonato a Ghosts n'Goblins (più precisamente fu paragonato alla conversione di GnG per Commodore 64, non all'originale arcade... da cui invece riprende la montagna del logo).



Ebbene, dopo questa forzata applicazione ludica posso sentenziare con una certa convinzione che questo gioco fa abbastanza schifo. E lo faceva già, a mio modestissimo parere, anche nel 1988, anno in cui qualunque gioco per Amiga mi finisse per le mani era comunque una gioia per gli occhi, per le orecchie e per tutto il resto, visto che ne venivo dalla grafica 8 bit del Commodore 64 e che avevo fame di next generation!
Parliamo della grafica: se l'animazione del personaggio principale è ben fatta, i nemici fanno un po' pena, soprattutto per come si muovono. Gli sfondi sono ispirati come un muro di cemento, con elementi blocchettosi ripetuti all'infinito su sfondo nero. Le ambientazioni sono povere e poco originali. I nemici, come detto, sono brutti, mossi male, e maledettamente letali: le 9 vite a disposizione sono capaci di sparire tutte in un unico passaggio, se hai la sfortuna di "azionare" un mostro che ti impedirà di fatto di passare indenne.


La "smart bomb", una specie di faccione che passa zigzagando e che spesso non tocca nemmeno i nemici, ci mette troppo ad entrare in azione per essere utile, mentre alcuni nemici richiedono talmente tanti colpi che non fai in tempo ad abbatterli prima che ti vengano contro. Per tacere del fatto che i nemici minori si rigenerano pure! In parole semplici questo gioco è maledettamente frustrante e ci vorranno ore per finirlo, situazione davvero paradossale se si considera che il gioco in sé è brevissimo, con pochi livelli e una manciata di boss abbastanza brutti.



In definitiva avrei bocciato questo giorno anche quaran'tanni fa, figuriamoci oggi. Beyond the Ice Palace è stato un pomeriggio buttato, che si salva solo parzialmente per il commento musicale discreto.



martedì 18 marzo 2025

Ridge Racer 7


Ridge Racer 7 - 2007 - Versione Playstation 3

Pur non avendo mai giocato al coin-op originale, la serie di  Ridge Racer mi ha accompagnato ed esaltato fin dal primo episodio sulla primissima Playstation. Ho anche già avuto occasione di recensire sul presente blog qualche gioco della serie, dicendo alla fine sempre più o meno le stesse cose: stile di guida che più arcade non si può, curve da compiere rigorosamente in scivolata (drifting, per gli anglofili), velocità, adrenalina, divertimento eccetera eccetera.


Eppure questo settimo episodio della serie non l'avevo mai (colpevolmente) giocato, non prima di questo 2025, e oggi per questo motivo mi mangio le mane perché ho capito che per anni mi sono perso quello che secondo me è il capitolo migliore della serie! Senza mezze parole ho trovato questo Ridge Race 7 come una delle esperienze di guida arcade tra le più definitive di sempre, davvero un piccolo gioiello di giocabilità e divertimento, in grado anche di far ben figurare la nostra povera Playstation 3, che si è dimostrata con questo titolo capace di tener testa alla grande all'Xbox 360 (dove poco prima era stato pubblicato in esclusiva il sesto episodio della serie, molto simile al presente gioco).


Questo capitolo sette ricalca in toto la solita formula classica di Ridge Racer, con i suoi limiti e i suoi punti di forza, ma la arricchisce con un po' di varietà negli scenari, una grafica ricca di dettagli e con una gran quantità di contenuti. Quello che impressiona però è la resa grafica così pulita e veloce come non mi sarei mai aspettato. Da questo punto di vista il gioco è stato davvero una bella sorpresa, e già da sola questa bellezza grafica mi hai incentivato non poco a giocare per diverse ore.


Sarà poi che sono abituato a questo genere di controlli da tanti anni, ma ho trovato la gestione delle auto durante la guida di una precisione assoluta. Ridge Racer 7 è capace davvero di esaltare il pilota spericolato che c'è in te, e ogni volta che superi in derapata in curva facendo il pelo a tre veicoli concorrenti ti senti come il dio delle competizioni. Questo è Ridge Racer, questo è quello che deve fare, e lo fa alla stragrande.


In definitiva questo capitolo merita di essere giocato ancora oggi, anche se sono passati qualcosa come 18 anni dalla sua uscita. Certamente il gioco non è in 4k né in full-HD, ma non sfigura affatto nemmeno sui più moderni ed ampi televisori odierni. Naturalmente deve piacerti il genere, devi digerire un modello di guida assurdo che ti vede "sculare" come un ossesso ad ogni curva, ma il gioco vale la candela, e in una parola Ridge Racer 7 è un gioco che ho trovato bellissimo.



venerdì 14 marzo 2025

Champions of Norath


Champions of Norath - 2004 - Versione Playstation 2

Il mese scorso ho recensito Baldur's Gate Dark Alliance 2 lamentandomi di come la formula di quel gioco, pur piacendomi, mi avesse stufato. Avevo trovato quel gioco troppo uguale al suo predecessore, limitandosi ad aggiungere contenuti simili ma senza introdurre nessuna novità sostanziale nel gameplay. Dopo parecchie ore di gioco sono arrivato a chiedermi che senso avesse continuare ad andare avanti a fare sempre le stesse cose, anche perché sapevo che lo sviluppo del personaggio non avrebbe mai proposto qualcosa di nuovo, se non un semplice aumento dei un paio di statistiche. Insomma avevo finito per annoiarmi e ho pensato che questo tipo di giochi ormai non mi sarebbero più interessati.


Poi però è successa questa cosa strana. Il Più Antico mi ha suggerito di provare Champions of Norath, gioco che all'epoca avevo saltato a piè pari, e devo ammettere che il suo suggerimento mi ha permesso di scoprire, e giocare, un titolo assolutamente valido. Va premesso che questo gioco è un clone (anzi è persino riduttivo chiamarlo "clone") di Dark Alliance! Gli sviluppatori hanno fatto un rip-off del codice originale rimaneggiandolo giusto un pelo, visto che il motore grafico si comporta in modo praticamente identico, c'è lo stesso modo di trattare i liquidi (come dimenticarsi le famose pozze d'acqua di Baldur's Gate?), l'illuminazione, la gestione dei dialoghi e persino i menù di salvataggio sono praticamente gli stessi. Cambia il modo di sviluppare il personaggio ed è graficamente diversa la gestione dell'inventario, decisamente più moderna e meno ingessata di quanto non si fosse visto nei giochi di Baldur's Gate, ma anche in questo caso non si si nota nulla di enormemente diverso.


Eppure, ed è questa la cosa strana, mi sono divertito come un pazzo con questo gioco! Evidentemente non ero così stufo della formula, se sfruttata in modo adeguato. Champions of Norath è molto più vario, molto più d'atmosfera ed è anche molto più appagante sotto tutti i punti di vista. Persino la grafica è più bella e c'è maggiore libertà di zoomare e angolare la telecamera. La gestione dell'inventario, più "alla Diablo" non vari di molto la sostanza, ma rende più piacevole l'esperienza di gioco.


Ho giocato l'intero titolo senza l'aiuto della minimappa, in quanto non mi è mai riuscito di attivarla, benché sia presente. Ho pensato che l'avessero tolta per un limite tecnico (visto il miglioramento grafico che di certo richiede più risorse alla Playstation 2) oppure per una precisa scelta di design. Sicuramente senza una minimappa sullo schermo a "distrarre" il giocatore, l'esperienza diventa un po' più interessante e viene scongiurato il pericolo di trovarsi a percorrere ogni angolo dei livelli per il semplice motivo di dover disegnare tutta la mappa. Cosa che non è obbligatorio fare ma che la parte autistica che noi giocatori navigati abbiamo dentro ci spinge a fare, e che alla lunga come qualunque routine diventa davvero noiosa. Ecco, siccome sono un genio, ho vissuto il gioco così, e mi chiedo se forse con la mappa accesa mi sarebbe piaciuto meno.


Aggiungendo infine che le mappe di gioco sono molto varie, interessanti e dal design spesso studiato in modo per niente lineare, ecco che posso concludere dicendo che Champions of Norath è molto più divertente di Baldur's Gate Dark Alliance 2, e che quindi non solo non mi sono annoiato durante tutto il viaggio (che non è nemmeno così corto), ma anzi in alcuni momenti mi sono divertito come non mai. In definitiva un gran bel gioco, se ti piace il genere, che ti consiglio di provare.





martedì 11 marzo 2025

Google Earth, il Flight Simulator dei poveri

 


Google Earth come Flight Simulator

Naturalmente non aspettarti di avere l'esperienza di un Flight Simulator, ma nel suo piccolo Google Earth ti permette di sorvolare il mondo mettendoti alla guida di due mezzi, un Jet supersonico e un piccolo aereo da turismo. Col primo vai come un fulmine, col secondo invece puoi sorvolare con tutta tranquillità!


Manovrabile sia col mouse che con un joypad, non ci sono necessariamente tasti da premere, né pulsanti da schiacciare, volendo tutto è guidato dal solo movimento della cloche virtuale, per cui è quasi impossibile compiere manovre precise. A dirla tutta senza agire almeno un minimo sui flaps è già difficile riuscire a mantenere la rotta giusta, soprattutto se si eseguono movimenti bruschi (quindi un minimo di controllo da tastiera è necessario ad esempio se decidi di volerti sfracellare da qualche parte). Tuttavia questo utilizzo del celebre mappamondo di Google è davvero una figata, per cui corri subito a provarlo: una volta caricato il programma, basta premere CONTROL+A e puoi girare il mondo!



sabato 8 marzo 2025

The Legend of Zelda



The Legend of Zelda - 1986 - Versione NES

Avendo saltato completamente la generazione NES (all'epoca ero un commodoriano, attaccato al C64 e all'Amiga, praticamente per me non esisteva altro) mi ero perso tra i tanti giochi storici di quel periodo anche il primo Zelda, quello da dove tutto è iniziato. L'ho recuperato solo una decina di anni fa ma ero chiaramente fuori tempo limite, e infatti non l'ho mai degnato della mia attenzione per più di qualche minuto trovando: la grafica a dir poco datata, il sonoro fastidiosissimo, la giocabilità stranamente simile a quell'Into the Eagle's Nest di cui ho parlato nel post precedente (e che non è certo un complimento), e insomma per me Zelda era un gioco 8 bit del 1986 invecchiato piuttosto male.


Questo però non voleva dire che non lo considerassi un gioco divertente e che potesse ancora appassionare. Quindi l'ho rigiocato adesso nel 2025 per una serata intera e, benché abbia recuperato solo 3 degli 8 pezzi della "triforza", posso dire di aver finalmente capito come funziona, quali sono stati i suoi punti di forza e perché questo gioco abbia riscontrato tale successo.


Per iniziare il gioco non è facile ma nemmeno difficile. C'è sempre costantemente un determinato livello di sfida che viene mitigato solo dalla conoscenza: conoscenza delle stanze dei dungeon, conoscenza dei nemici semplici e dei boss e del loro modo di essere letali, conoscenza della mappa del mondo di gioco e per finire la conoscenza di come risolvere in fretta i vari enigmi ambientali.


Il mondo sembra liberamene esplorabile e questo, nel 1986, era innegabilmente una gran bella cosa. Tuttavia un ottimo game design fa sì che ci si trovi bene o male sempre dove si dovrebbe essere per non restare frustrati per la difficoltà dei nemici, anche grazie ad i vari pezzi di armamentario che raccoglieremo esplorando dungeon e negozi. Sono dell'idea che con una grafica dei paesaggi e dei nemici rimodernizzata esplorare il mondo di Zelda potrebbe essere ancora oggi un'attività interessante, così come è interessante anche il sistema di combattimento. Peccato solo che sia sufficiente perdere un minimo di energia vitale per vederci inibita la possibilità di lanciare la spada a mo' di freccia, rendendo i combattimenti molto meno intriganti (e più difficili), nella spasmodica speranza di recuperare quel cuoricino necessario per recuperare l'abilità.


L'alternanza tra mondo esterno e i dungeon (graficamente molto più carini della controparte esterna), donano infine quella giusta varietà al gameplay necessaria anche per appagare il senso di progressione necessario per lasciarti attaccato allo schermo. Insomma stiamo parlando della formula vincente copiata poi da centinaia di altri giochi (oltreché da tutti gli Zelda successivi). L'unica nota dolente, è proprio il caso di dirlo, è la musica. Come detto è estremamente fastidiosa, ripetitiva, fuori luogo, roba da strapparsi le orecchie dopo 10 minuti, figuriamoci cosa voglia dire sopportarla per ore. Ma per fortuna è sempre possibile abbassare il volume della tv.
In definitiva oggi il primo Zelda resta tutto sommato un gioco valido nel design ma invecchiato piuttosto male, anche perché è effettivamente il prototipo di tante cose venute dopo che hanno raffinato la ricetta al punto da far sembrare questo primo titolo più sciapo di quanto non sia in realtà.