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sabato 3 ottobre 2026

Il mio Atari 2600

 


Il mio Atari 2600

Nel 1982 il giovane Barabba aveva 11 anni e realizzò il suo sogno di avere una sala giochi in casa quando gli fu regalato l'Atari 2600, detto anche Atari VCS, la stessa macchina che aveva il suo vicino di casa e con il quale poteva quindi scambiarsi i giochi. La "macchina dei sogni" arrivò in casa sua con la cartuccia di Defender, non certamente il suo gioco preferito, non certamente il miglior porting che poteva essere fatto per una console casalinga, ma che per lui fu comunque accolto come una meraviglia.


Nei 30 mesi durante i quali la console restò a casa mia mi furono comprati/regalati solo una mezza dozzine di cartucce (dette anche "cassette"), tra cui per fortuna anche il Supercharger della Starphat (con il quale mi sono potuto copiare su cassetta una decina ulteriore di giochi), però il mio vicino di casa era più ricco e quindi mi prestò almeno una dozzina di altri giochi, visto che a lui arrivavano cassette in maggior quantità. Per farla breve in quel periodo la console fu il mio giocattolo d'elezione, fu la mia compagna di giochi, e anche se per lei mi arrivarono in totale poco più di venti titoli con cui giocare, furono tutti giochi con i quali trascorsi infinite ore e dei quali conservo tanti splendidi ricordi. Ad esempio ricordo il mio compleanno del 1984: ero a letto con la varicella, mentre la mia classe era in gita a Firenze e io mi consolai giocando a Pole Position per giornate intere fino alla sera che stavo ancora più male! Ricordo le mattine d'estate in cui mi alzavo molto presto per giocare a Phoenix e Miss Pacman prima di andare alla spiaggia. O le partite a Phaser Patrol, con l'ausilio di mia sorella che mi alzava e abbassava gli scudi alla bisogna. E come dimenticare l'emozione di aver finito Survival Island dopo aver mappato ogni centimetro di quell'isola? O i pomeriggi trascorsi, dopo i compiti, a giocare a Defender in cucina vicino a mia madre che stirava? I doppi a River Raid e a Mario Bros con il mio vicino, le sere d'estate con Jungle Hunt, e i pomeriggi piovosi d'inverno con Berzek... insomma c'è una parte splendida e felice della mia infanzia legata a questa console. Però quando arrivò il Commodore 64 con le sue centinaia di giochi che mi ero copiato su musicassetta con il Turbo Tape, così belli e così all'avanguardia rispetto ai migliori giochi per VCS, fui costretto a liberarmi del vecchio giocattolo per far posto a quello nuovo. Dovetti vendere il mio Atari 2600.


Ero sicuramente dispiaciuto nel doverlo fare, ma mi consolò il fatto che a comprarselo fu mio zio di Como, e quindi sapevo che sarebbe finito nelle mani affidabili dei miei cugini, certamente capaci di trattarlo con cura. Dissi addio alla mia compagna di tante avventure ma ero solo un tredicenne innamorato del suo fiammante Commodore 64 e di tutto quello che comportava il possesso di quel fantastico home computer, per cui dimenticai l'Atari praticamente subito. Uno dei miei cugini però ha recentemente ritrovato in soffitta quel ferro vecchio, ormai privato dei controller originali, ma ancora assolutamente identico a come lo avevo lasciato: gli stessi adesivi pacchiani, gli stessi paciughi fatti coi pennarelli indelebili... insomma ha ritrovato la mia vecchia compagna di giochi e me l'ha fatta recapitare in casa! Dopo oltre quarant'anni ho potuto così nuovamente stringere tra le mie mani uno dei giocattoli più straordinari e amati della mia vita, e non semplicemente un esemplare qualunque di quell'oggetto, ma esattamente quello che fu mio, quello fatto dagli stessi atomi e che ha sulla pelle i segni storici della nostra convivenza. E' una cosa emozionante, non solo perché sono passati tanti anni, ma anche perché davo quest'oggetto come perduto, mai avrei pensato che dopo tutto questo tempo sarebbe tornato ta le mie mani. E' come aver recuperato una parte di me (e della mia infanzia spensierata) che era andata perduta quando la console mi fu portata via. Non parlo dei giochi (a quelli ci rigioco spesso e volentieri con gli emulatori), parlo di un'oggetto fisico che ha condiviso con me spazio, aria e momenti felici. Qualcosa che non è spiegabile facilmente a parole, ma ho vissuto questa vicenda come un vero e proprio ricongiungimento con qualcuno a cui hai voluto molto bene e che pensavi perso per sempre.



domenica 28 giugno 2026

Marble Madness

 


Marble Madness - 1984 - Versione Arcade

Marble Madness è un gioco che si conclude in soli cinque livelli, la cui percorrenza media è di circa 30 secondi. Quindi sì, in teoria lo potresti terminare in due minuti e mezzo. Eppure prima di arrivare a questo traguardo sarai costretto a giocarci per molte ore perché Marble Madness è uno dei giochi più bastardi mai concepiti. Il più grande ostacolo questo gioco te lo sbatte in faccia fin dall'inizio, attraverso i suoi comandi: la trackball, quella maledetta palla che ti risucchia la pelle della palma della mano ogni volta che dai un colpetto troppo forte, e che ti rende a dir poco ostico dirigere i movimenti della tua biglia sullo schermo. In realtà la trackball si rileva essere un'ottima scelta per manovrare, ma richiede un'abitudine che prevede davvero molto tempo per essere acquisita. Oggi con un emulatore ci vogliono 20 secondi per acquisire la stessa abilità usando la levetta di un joypad, cosa che rende il tutto enormemente più facile. Però archiviata la pratica "comandi" resta solo da imparere a memoria la strada migliore per arrivare al traguardo, e per schivare i vari nemici disturbatori. Insomma, semplificando i comandi si arriva molto facilmente al quarto livello, quello che anziché scendere si sale e che presenta qualche inganno prospettico piuttosto intrigante. E subito dopo c'è il quinto livello, quello finale, che richiede solo di memorizzare, con qualche tentativo, come temporizzare i movimenti. Insomma: nulla di trascendentale, ma giocare col joypad oltre che uccidere il gioco, gli toglie proprio ogni significato. Il bello di Marble Madness sta nel muovere una biglia facendola rotolare con la mano, non nel portare a termine 5 percorsi brevi e poco elaborati manovrando col joypad. Ed è proprio questo il motivo per cui questa esperienza è rimasta sostanzialmente isolata. Un'esperienza comunque graficamente ancora pregevole a quarant'anni di distanza, e con delle musiche molto interessanti.



mercoledì 6 maggio 2026

Freeway



Freeway - 1981 - Versione Atari 2600


Puoi immaginare un gioco più stupido, semplice e inutile come quello in cui devi guidare un pollo ad attraversare la strada? Lo so cosa stai pensando: è quello che succede con una rana in Frogger, e pur nella sua semplicità Frogger è un grande gioco! Eppure Freeway è ancora "meno" di Frogger. Il nostro pollo non può nemmeno spostarsi lateralmente, riesce solo ad andare avanti o indietro e deve farlo schivando le auto e i camion che arrivano a varie velocità, allo scopo di raggiungere, le più volte possibili, la cima dello schermo prima che finisca il tempo. E si gioca sempre in due, la sfida è tra giocatori umani, l'Atari vcs non riesce nemmeno ad emulare l'intelligenza di una gallina, si limita solo a muovere le automobiline per lo schermo. Sia chiaro, è sempre possibile giocare da soli per vedere quanti punti (cioè quanti attraversamenti) si riesce a fare, magari allenandosi alle varie difficoltà disponibili, in cui si modificano quantità, qualità e velocità dei mezzi motorizzati. Graficamente invece la console fa un buon lavoro in quanto l'autostrada è gradevole e i vari automezzi sono colorati e carini, il tutto condito da effetti sonori decenti. Se è vero che il gioco, come detto all'inzio, è veramente stupido, elementare e sempice, tuttavia la Freeway non è un gioco così brutto. Certamente non avrei pagato le 82.000 lire (circa 170 euro odierni) che costava la cartuccia nel 1981, ma come avviene spesso nei gioci Activision anche Freeway è un prodotto ben confezionato e, in definitiva, godibile.




giovedì 5 febbraio 2026

Gravitar: Recharged

 


Gravitar: Recharged - 2022 - Verisione Pc Windows

Questa versione "moderna" del classico Atari riprende in toto, almeno nella sua modalità "arcade", il gameplay dell'originale, ovviamente ampliandolo in quantità e migliorandolo enormemente in qualità. Ed esattamente come capitava con l'originale il più grande scoglio che si affronta giocando a Gravitar (che è poi anche la caratteristica che lo contraddistingue e che gli dà il nome) è che il giocatore deve costantemente lottare contro l'accelerazione di gravità che spinge la navicella in una certa direzione, se abbandonata a sé stessa, ed è quindi costretto a tenere conto di questa deriva ogni volta che deve manovrare il proprio mezzo.


Chiaramente il gioco non è impossibile da governare, ma ci vorrà più di qualche partita per assimilare la fisica presente nel gioco e arrivare a muoversi in modo naturale tra le pareti dei cunicoli che compongono i pianeti e tra i numerosi nemici (entrambi ugualmente letali). La domanda è sempre la stessa però: vale la pena oggi sbattersi così tanto per assimilare i comandi in quello che, per il resto, è un normalissimo gioco arcade?


In ogni caso questo rifacimento ha un'atmosfera molto interessante, con grafica minimale ma molto stilosa, e un comparto sonoro, tra musiche new-age ed effetti sonori ovattati, che lascia il segno. Non essendo mai stato un amante del gioco originale (che ho sempre visto abbastanza da lontano) non mi sono lasciato ammaliare più di tanto, ma sono certo che gli amanti dei giochi arcade, dove l'abilità di manovra è tutto, possono trovare in questo remake pane per il loro denti e una piacevole esperienza retrò.



sabato 6 dicembre 2025

ATARI 5200: i giochi (quindicesima parte)

 


Atari 5200 - i giochi 

Con un po' di malinconia (e con un po' di ritardo) concludo la mia cavalcata tra i giochi pubblicati per Atari 5200. Ecco quindi gli ultimi 5 giochi (sempre seguendo l'ordine alfabetico) che ho provato quest'oggi, e non manca anche qualche sorpresa.



TRACK AND FIELD

Il gioco arcade c'è tutto ma purtroppo ha perso molto del suo appeal, vuoi per il sonoro un po' sottotono, vuoi anche per una grafica che probabilmente poteva essere un po' più curata. Naturalmente un gioco così, esattamente come ho detto per il Decathlon Activision, non ha molto senso nel 2025, ma per l'epoca poteva essere un buon gioco per la questa console.



VANGUARD

Quesa versione è senz'altro su di un altro pianeta rispeto al comunque buon tentativo uscito su VCS, ma resta un po' scattosa nelle fasi di scrolling orizzontale. Il gioco comprende anche le fasi di scrolling in diagonale (anche se molto abbozzate) e non manca neppure il boss in fondo al tunnel. Il problema più grave di Vanguard è però nel suo gameplay che non è proprio amichevole, visto che si spara solo nella direzione in cui ci si muove e che, per la maggior parte del tempo, si cerca più che altro di evitare il contatto con le astronavine nemiche (che comunque vanno abbattutte altrimenti finisce la benzina...). E' un buon titolo ma è un po' invecchiato male.



WIZARD OF WOR

Wizar of Wor è un gioco che nella sua versione arcade era un'esperienza fantastica (per l'epoca), con voci sintetiche, colori lampeggianti e soprattutto con una componente d'azione che giochi simili (penso a Pac-man ma anche a Joust) risultavano noiosi in confronto. La versione per Atari 5200, a parte che ha voluto il joystick inserito nella porta 2 per funzionare, purtroppo risulta più lenta e poco divertente in confronto all'arcade. Resta comunque un buon gioco e su Atari 5200 fa il suo e non sfigura.


ZAXXON

Non sono mai stato un gran estimatore di questo gioco, in nessuna delle sue versioni, per cui non stravedo nemmeno per questa cartuccia per Atari 5200. Però la conversione è ben riuscita, i comandi sono reattivi, lo scrolling fluido, e la grafica è molto vicina alla controparte arcade. Pertanto Zaxxon su Atari 5200 è un buon titolo se ti piace l'originale.



ZENJI

Ecco la sorpresa di cui accennavo. Zenji non lo conoscevo (anche se esiste una versione per Commodore 64) e mi sono divertito come un bambino giocandoci per più di un'ora. La realizzazione tecnica è sufficiente ma è la meccanica di gioco che è davvero divertente e, dopo aver preso un po' la mano (e soprattutto fatto l'occhio), questo gioco diventa una sfida magnetica. Assolutamente da provare.



ZONE RANGER

Concludiamo questa serie di articoli con l'ultimo gioco della lista, Zone Ranger, che è una specie di Time Pilot con elementi presi da Asteroids, e con una curiosa fase di attraversamento di tunnel in cui la nostra navicella rimbalza contro le pareti. Che dire di questo gioco? E' molto caotico e forse non sono riuscito ad inquadrarlo nel modo giusto, perché non l'ho trovato particolarmente divertente.




mercoledì 12 novembre 2025

ATARI 5200: i giochi (quattordicesima parte)

 


Atari 5200 - i giochi 

Ci avviamo verso la fine di questa lunga cavalcata in compagnia del software pubblicato per la sfortunata console Atari 5200, toccando oggi altri 5 titoli davvero famosi, con i quali in un modo o nell'altro quasi tutti abbiamo avuto a che fare almeno una volta durante la nostra carriera di videogiocatori. Ecco quindi che oggi parliamo di:


SUPER BREAKOUT

Questa versione di Super Breakout non manca di nessuna delle caratteristiche dell'arcade, tra cui ricordiamo il livello "progressivo" in cui il muro si avvicina ogni tot rimbalzi al fondo dello schermo, o il livello "cavità" che racchiude due palline pronte ad essere liberate ed utilizzate per completare il livello. La grafica è tanto scarna quanto l'originale e ovviamente il controller analogico è completamente a suo agio con un gioco come questo. Tuttavia siamo pur sempre daventi ad un Breakout, cioè il prototipo di ogni altro gioco simile (e molto migliore) pubblicato dal 1983 ad oggi.




SUPER COBRA

Super Cobra è la trasposizione dell'omonimo gioco arcade di cui, va detto, hanno riprodottio i vari livelli in modo piuttosto fedele. Fondamentalmente questo gioco è una sorta di "River Raid" a scorrimento orizzontale visto che bisogna evitare i bordi del percorso, eliminare gli ostacoli e nello stesso tempo tenere sempre sotto controllo il livello del carburante (rimpinguabile colpendo gli appositi serbatoi disseminati per i livelli). Il risultato è davvero eccellente, e fa si che questa cartuccia sia tra le più belle a cui abbia giocato su questa macchina. Il titolo è impegnativo ma dannatamente divertente, con il suo unico limite in alcun passaggi finali in cui il movimento è troppo millimetrico per risultare fattibile a meno di studiare il percorso alla perfezione (ed essere abilissimi nel dosare i movimenti). E siccome a questi passaggi ci si arriva dopo almeno dieci minuti di gioco puoi capire quanto sia frustrante sbattere contro questi muri (in tutti i sensi) senza capire che cosa si debba fare per passare oltre. A parte questo, ribadisco che Super Cobra è un grande gioco e ci ho passato sopra più di un'ora.


SUPER PAC-MAN 

Premetto che non avevo mai giocato a Super Pac-Man, in nessuna delle sue verisoni, per cui per me è stato piacevole anche solamente scoprirlo, caprine le meccaniche e tutto il resto. Però devo dire, che pur con tutti i suoi limiti derrivante da un gameplay che definire vetusto sarebbe un eufemismo, Super Pac-Man è un gioco divertente e ben fatto. Si vede la cura con cui è stato implementato e il risultato è davvero pregevole, tant'è che ci ho passato ben più di mezz'ora anche solo per vedere quali oggettini sarebbero stati messin nel labirinto al posto dei classici puntini, Un buon gioco per l'Atari 5200 anche se immagino che la versione arcade fosse migliore.



THE ACTIVSION DECATHLON

Questa versione del vetusto, ma glorioso, Decathlon di David Crane mi ha colpito per la qualità della grafica, anni luce migliore di quanto visto sul povero Atari 2600 (dove comunque era un gioco sorprendentemente valido). Qui ogni disciplina ha i suoi chiari elementi distintivi ed un gameplay abbastanza vario, pur basandosi nella maggior parte dei casi sul furioso smanettamanto del controller. Che dire quindi di questa cartuccia? Per l'epoca era davvero valida.



THE DREADNAUGHT FACTOR

Questo è un gioco strano, in cui praticamente si deve bombardare una mega astronave finché non esplode. Il gioco è molto monotono, benché i raid avanzati diventino ben presto un inferno quasi ingestibile, ma può contare su uno scrolling verticale perfetto come non se ne sono visti precedentemente su questa macchina. Insomma è un gioco molto originale negli intenti ma in po' duro da digerire alla resa dei conti. A me non ha divertito.


sabato 1 novembre 2025

ATARI 5200: i giochi (tredicesima parte)

 


Atari 5200 - i giochi 

Continuando la nostra carrellata di titoli per Atari 5200, oggi abbiamo un bel gruppetto di giochi spaziali con cui dilettarci, anche questo in caso con luci ed ombre. Iniziamo subito con uno dei titoli più incedibili mai arrivati sulle console Atari:

SPACE SHUTTLE

Le mie impressioni su questo "non"-gioco le puoi trovare qui, dove ho parlato della versione per Atari 2600. Ebbene, questa versione è praticamente uguale, c'è giusto qualche strumento un più visibile contemporaneamente sul cruscotto e si vedono i continenti scorrere sulla superficie della terra quando si è in orbita. Per il resto nulla di diverso, nel bene e nel male. Il libretto di istruzioni è strettamente necessario, e il gioco in sé, alla fine delle fiera, consiste nel fare quanto dice il libretto di istruzioni.


STAR RAIDERS

Star Raiders per Atari 5200 sembra il risultato della fusione tra l'originale per Atari 2600, gioco di cui avrei voluto scrivere una recensione prima o poi, e Phaser Patrol, il meraviglioso gioco per Supercharger di cui puoi leggere la mia recensione qui. Questa versione ha un sacco di chicche, come la visuale dal retro, il rardar, gli scudi... insomma ti mette davvero al comando di un caccia stellare e, per l'epoca, questa doveva essere davvero una figata. Oggi fa quel che può e forse l'intefaccia così spartana e "numerica" fa un po' ridere. Tuttavia mi sono divertito combattendo per cui ritengo che Star Raiders sia uno dei titoli di punta per questa console.



STAR TREK: STRATEGIC OPERATIONS SIMULATOR

Hai presente "Time Pilot"? Ecco, questo gioco dedicato a Star Trek alla fine della fiera non è molto diverso dal punto di vista concettuale. Sullo schermo superiore abbiamo la mappa del settore spaziale vista dall'altro, e lì possiamo navigare con l'Enterprise virando secondo diverse angolazioni, proprio nello stesso modo visto nel sopracitato gioco arcade, mentre nella parte inferiore dello schermo c'è una sorta di mirino che ci aiuta a capire quando è il momento giusto di sparare. E' un buon gioco? Insomma, si è visto di meglio, e poco risolleva le sorti di questo mediocre spara-spara il fatto che le astronavi nemiche, inquadrate nel mirino, sian molto fedeli a quelle del telefilm. Insomma, un gioco invecchiato male.


STAR WARS RETURN OF THE JEDI

Questo è un gioco strano, diviso in due fasi. Nella prima si è relegati ad armeggiare (a bordo di un orribile Millenium Falcon) nella sola metà inferiore delle schermo, e la cosa sacrifica non poco il divertimento. Una volta aperta una breccia nel campo di forza (eliminando dei nemici) si passa alla seconda fase che è in stile "boss" come visto nel gioco Phoenix, in cui - proprio come nel gioco arcade -si deve smantellare poco alla volta la Morte Nera fino a colpirla nel punto debole per farla esplodere. Diciamo che Phoenix è più divertente e realizzato anche meglio, per cui posso dire che nessuna delle due fasi di questo gioco sia proprio memorabile.


STAR WARS THE ARCADE GAME

Se dalle immagini può sembrare che questa sia una versione piuttosto fedele all meraviglioso originale arcade, nella realtà dei fatti siamo di fronte ad un vero e proprio falso: non c'è alcuna grafica vettoriale qui, non c'è un vero movimento 3d, è tutta una mascherata! Anche nella sezione nel canalone della Morte Nera ci vengono consentiti spostamenti nelle varie direzioni appena accennati, di fatto scambiando due o tre punti di vista preimpostati e solo leggermente diversi tra loro. E mancano anche le scenette di intermezzo (a parte una terribile esplosione finale che sembra una presa per il culo). Trovo quasi migliore la versione per il VCS! Insomma una vera delusione, ma del resto cosa si poteva fare di meglio nel 1983?


lunedì 27 ottobre 2025

ATARI 5200: i giochi (dodicesima parte)

 


Atari 5200 - i giochi 

Rieccoci alle prese con i giochi pubblicati per questa sfortunata console Atari. Come sempre seguirò l'ordine alfatbetico dei titoli per cui, accantonati i titoli sportivi oggi torniamo ad occuparci di titoli maggiormente arcade, anche se il primo è praticamente una simulazione di volo.


RESCUE ON FRACTALUS!

Rescue regala già emozioni dopo due secondi che hai inserito la cartuccia: il logo "LucasFilm Games" apre le danze e fa sgorgare una lacrimuccia nei vecchi giocatori come me... ragazzi, erano altri tempi, c'era un altro modo di intendere l'attività del videogiocatore e c'era, mai come allora, la voglia di scoprire nuovi mondi mai visti prima all'interno del nostro televisore. Oggi è davvero difficile trovare qualcosa di mai visto, nel 1983 invece ogni gioco era un nuovo universo da esplorare. Rescue, se visto in quest'ottica, è stato qualcosa di unico e imprescindibile. E ha inspirato numerosi giochi negli anni successivi (uno su tutti Captain Blood, vedi qui). La versione per Atari 5200 è praticamente identica a quella a cui ho giocato su Commodore 64, anche se - fortunamente - è un po' più fluida (benché le montagne compaiano improvvisamente anche qui) e tutte le operazioni necessarie per attuare la procedura di recupero dei piloti dispersi possono essere attivate dal tastierino del joystick. Che dire quindi? Rescue on Fractalus è un gioco che va provato una volta nella vita e questa versione è comunque migliore di tante altre.



RIVER RAID

Questa versione di River Raid è praticamente indentica a quella per il Commodore 64, addirittura con gli stessi problemi di scrolling non sempre impeccabile. Le uniche differenze evidenti: i colori che qui sono un po' psichedelici e il numero di aeroplanini rimasti che è indicato con delle iconcine. E il sonoro: quello dell'Atari 5200 è molto più simile a quello del 2600, e secondo me è un bene, visto che quei suoni sono meravigliosi. Tutto il resto è identico, nel bene e nel male. A mio parere la versione più bella resta quella originale uscita su Atari 2600 anche se non ha alcuni nemici (la mongolfiera e il carroarmatino) e anche se ovviamente ha una grafica molto meno definita.


ROBOTRON: 2048

Robotron su Atari 5200 vuole imitare la versione arcade e lo fa molto bene, sia nella grafica che nel sonoro. Peccato che lo schermo sia sensibilmente più piccolo (a causa della minore risoluzione) per cui il gioco diventa una bolgia infernale ancora peggiore della già ostica versione da sala giochi. Difficoltà a parte, questa è una buona versione, se non altro perché è velocissima (al contarario di quella per Commodor 64 che è piuttosto lenta) sacrificando un po' di fluidità nei movimenti.


SPACE DUNGEON

Space Dungeon è un gioco un po' strano e devo ammettere che non l'avevo mai visto prima, nemmeno nalla sua versione arcade. Come si evince dal nome questa cartuccia ci propone una specie di dungeon crawler in cui si vaga di stanza in stanza un po' come accade in The Binding of Isaac (vedi qui), naturalmente con delle modalità molto semplificate ma i due giochi non sono poi così diversi. Lo scopo di ogni livello è quello di scendere al livello successivo evitando ostacoli e cercando di raccogliere più oggetti bonus possibili. Ho trovato questo titolo interessante e la sfida che propone è altrettanto intrigante. Insomma, è da provare anche se graficamente un po' povero.


SPACE INVADERS

Space Invaders su 5200 non è molto dissimile da quello per Atari VCS, insomma graficamente si poteva fare molto di meglio su di una macchina così superire. E poi c'è questa cosa che le file di invasori entrano un po' alla volta dal lato sinistro dello schemo, anziché presentarsi già schiarati al centro dello schermo, che sa un po' di bestemmia. Non so... questa versione non mi ha esaltato particolarmente.



martedì 21 ottobre 2025

ATARI 5200: i giochi (undicesima parte)

 


Atari 5200 - i giochi 

La tappa di oggi è un po' noiosa, perché incentrata totalmente sulla serie "realsport", la stessa serie che ha tentato di portarci su Atari 2600 una manciata di giochi sportivi per lo meno paragonabili, nell'aspetto visivo, a quelli che giravano su Intellivision. A me sinceramente queste tipologie di videogiochi interessavano pochissimo ma nella realtà dei fatti questi erano titoli importantissimi nell'economia di una console che voleva sperare di essere comprata, soprattutto negli Stati Uniti. In ogni caso ecco qui 4 giochi sportivi pubblicati + uno che invece non ce l'ha fatta a raggiungere gli scaffali, ma che merita comunque menzione.


REALSPORT BASABALL


Per giudicare questo titolo va tenuto presente che Realsport Baseball è stato pubblicato nel 1983, un'epoca in cui questo tipo di grafica era lo stato dell'arte. Gli si perdonano quindi gli omini lilipuziani, le animazioni minimali e i colori uccidi-retina. Il gioco comunque c'è e presenta anche tutta una serie di opzioni per niente scontate. E, cosa davvero notevole, ha persino una voce campionata che urla "strike!", "you are out" e altre piccole frasi dell'arbitro. In definitiva per l'epoca questo gioco non era affatto male (sempre che ti intressasse il baseball).

REALSPORT BASKETBALL

Questo gioco sul baket non fu mai pubblicato, ed è un vero peccato in quanto il titolo si presenta veloce, divertente e tutto sommato appassionante anche in singolo. Ricorda un po' la serie One On One in quanto si gioca uno contro uno, ma Realsport Basketball ci mette a disposizione l'intero campo e quindi ogni contendente ha il suo canestro da difendere e quello avversario da violare. Esistono addirittura due versioni di questo prototipo. Quella che che ho provato io ha il pavimento nero e una grafica notevole per l'epoca, una giocabilità più che buona (anche se mi sembra eccessivamente facile) ma per contro ha un sonoro un po' (tanto) fastidioso. L'altra versione ha il pavimento blu ma in generale è meno bello graficamente. Tuttavia non l'ho giocato per cui non posso esprimermi sulla sua bontà come gioco ripetto all'altra versione.
REALSPORT FOOTBALL

Purtroppo per me il football americano rimane uno sport incomprensibile, non tanto nelle meccaniche (che comunque possono sembrare criptiche) ma proprio nel diveritimento che può dare nel giocarlo dal vivo e - tanto più - su una console così limitata, mentre capisco che sia uno sport spettacolare da vedere in tv... ma allora questa versione per 5200 non centra il suo obbiettivo pienamente. Nel gioco abbiamo omini monocromatici, la metà dei quali rosa, spesso piegati a novanta, che si inseguono su un campo troppo schematico, il tutto condito da un sonoro imbarazzante. E' vero che si possono selezionare diversi schemi di attacco, ma tutto mi sembra troppo semplificato e abbozzatto per appassionare veramente. Ciò non togli che probabilmente negli States questo gioco sia piaciuto tantissimo.


REALSPORT SOCCER

La versione per Atari 5200 è anni luce avanti a quella omologa per 2600, con una rappresentazione del campo e degli omini simile ma migliore di quanto avevamo visto nel soccer dell'Intellvision (che però era stata pubblicato ben quattro anni prima) ma anche del Super Soccer uscito per la stessa console Mattel proprio lo stesso anno (era il 1983). In ogni caso il gioco è discreto e si lascia giocare, penalizzato solo da uno scrolling chiaramente basato sullo sposatmento a gruppi di 8 bit e per questo motivo un po' scattoso (ma questo era la norma per l'epoca). Sinceramente mi ha stufato dopo cinque minuti, ma probabilmente se giocato in due, nel 1983, poteva essere un buon gioco di calcio.

REALSPORT TENNIS

Questo tennis è oggettivamente ben fatto, graficamente essenziale ma gradevole (a parte i piedoni enormi dei tennisti), veloce il giusto e piuttosto versatile per quanto riguarda l'indirizzamento della palla. Gli scambi sono realistici e il movimento del nostro omino, gestito con lo stick analogico, è quasi perfetto. L'unico limite è il grado di sfida contro il computer, che è abbastanza blando una volta che si capisce come "ragiona" la macchina. Per l'epoca non era affatto male.