sabato 30 maggio 2026

Impossible Mission III

 


Impossible Mission III - 2026 - Versione Commodore 64

Impossible Mission è uno dei miei giochi preferiti per Commodore 64, ed è uno dei miei giochi preferiti di sempre. E' rimasto un classico a cui rigioco sempre volentieri. I suoi suoni, la sua grafica, il suo gameplay che è una via di mezzo tra un puzzle game e un gioco di azione, mi hanno sempre affascinato e fanno parte della mia persona, in un certo senso. Vedi la mia recensione QUI. Poi è arrivato il secondo capitolo, sempre su Commodore 64, simile al primo ma a mio avviso molto meno bello, meno divertente, meno innovativo e in definitiva abbastanza deludente (ne parlo qui).


E nell'anno di grazia 2026 arriva anche il terzo capitolo, quarantadue anni dopo l'originale e sviluppato incredibilmente anch'esso sempre su Commodore 64. Può sembrare assurda una cosa di questo tipo al giorno d'oggi, ma a mio parere è stata una scelta sensatissima in quanto il primo IM era germogliato su quell'hardware sfruttandone le peculiarità, e questo seguito fa lo stesso, sfruttando la macchina ancor più, e il risultato è molto convincente.



Non credo che questo gioco, se sviluppato su pc o su una  console moderna, avrebbe avuto molto  senso o avrebbe sperato di vendere di più. Perché IM III è chiaramente un gioco prodotto per vecchi come me che avrebbero amato giocare a questo titolo negli anni '80, con  quell'hardware, con quello stesso spirito pionieristico. Per cui è giusto che la risoluzione grafica sia quella di 160x200, i colori 16, i comandi con un tasto solo, il sonoro emesso dal mitico SID.


Anche il gameplay è quello che conoscevamo, ma tutti gli aspetti del gioco originale sono stati migliorati senza restarne snaturati. Rispetto al secondo capitolo che era spesso ostico, qui torna la facilità che anzi, devo riconoscerlo, è persino eccessiva. Le fasi platform sono praticamente a prova di idiota (non lo stesso si poteva dire in alcune stanze del primo gioco, e le munizioni a disposizione sono in grado di rendere i robot inoffensivi trasformandoti praticamente in un dio.


Per concludere ho apprezzato moltissimo questo omaggio, questa produzione fatta con amore e rispetto, un  piccolo progetto che però  ha la forza  di un ariete capace di sfondare  una parete,  quella del tempo, facendolo con gran classe e devozion, al punto che anche a me viene la voglia di tornare a programmare su questa macchina come facevo quando avevo quattordici anni.




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