Baldur's Gate: Dark Alliance - 2001 - versione Playstation 2
Ricordo l'eccitazione che causò l'annuncio nel 2000 di un nuovo Baldur's Gate in arrivo per console, quando a questo nome si associavano giustamente i due capolavori già usciti per PC: ci furono anche molte perplessità quando si scoprì che il nuovo gioco in realtà aveva davvero poco a che fare per tipologia e meccaniche con i due giochi di ruolo che tanto avevano spopolato su personal computer. Ammetto che io non ero tra i fan di Baldur's Gate (mia moglie sì, ma all'epoca non ci conoscevamo nemmeno), ma speravo in ogni caso che ne uscisse qualcosa di simile ad un gioco di ruolo a turni, mentre invece si scoprì poi che Baldur's Gate: Dark Alliance altro non era che un gioco action in stile Diablo.

Tuttavia lo comprai, convinto da tutti i pareri positivi che arrivavano su un titolo che, pur tradendo le aspettative, si rivelò comunque degno di attenzione. E devo dire che mi piacque, e lo conclusi molto velocemente. Anche troppo velocemente. Infatti quando l'ho ripreso qualche giorno fa (dopo oltre vent'anni) mi aspettavo di portarlo a termine piuttosto velocemente.
Cosa che si è rivelata vera ma solo fino ad un certo punto, perché in effetti portarlo a termine non c'è voluto tantissimo, ma più di quello che mi ricordassi. In effetti il gioco non è né troppo lungo né troppo difficile (tranne in rarissimi passaggi) e se si ha l'accortezza di comprare in un paio di occasioni le attrezzature adeguate allora si va avanti senza problemi.
Da questo punto di vista uno dei difetti del gioco è che per il 90% del tempo tutti gli equipaggiamenti che si trovano in giro sono poco utili (se non proprio delle porcherie da rivendere e basta), mentre nell'ultimo dungeon vengono "regalati" pezzi di armatura o armi da sogno e in quantità. La cosa stona parecchio e avrei preferito di certo in un rilascio più graduale.
Tanto più che Baldur's Gate, nella sua natura legata all'universo D&D, è molto limitante per quanto riguarda le abilità, il progresso del personaggio e la varietà degli accessori. Per questo motivo una maggiore diluizione dei progressi delle armi e delle armature avrebbe giovato alla varietà e al senso di ricompensa che, in questo gioco, si sviluppa poco. In altre parole si ha la costante sensazione di procedere sempre col freno tirato tranne che nell'ultimo livello dove si va a rotta di collo, e l'esperienza ne risente.
Per il resto il gioco è solido, con una buona varietà e anche alcune chicche che all'epoca lasciarono stupefatti, come la fisica dei liquidi (mai vista prima d'allora un'acqua con onde così realistiche) e con i suoi giochi di l'illuminazione. Insomma mi ha dato soddisfazione giocarci anche nel 2023, benché ovviamente si sia visto molto di meglio negli ultimi anni.