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lunedì 14 ottobre 2024

The Legend of Dragoon

 


The Legend of Dragoon - 2000 - Versione Playstation (Americana)

All'inizio degli anni 2000 avevamo fame di GdR giapponesi, soprattutto se simili a quelli della saga di Final Fantasy: era la moda del momento, la novità, la killer application per la console Sony, qualcosa che ci attirava come le api col miele. The Legend of Dragoon era quello, era un "clone" di Final Fantasy 7, un gioco strutturato e ideato allo stesso modo, ma era pur sempre una copia, e infatti mancava di tante delle caratteristiche che avevano reso il gioco della Square leggendario.


Cionondimeno ci giocai e mi piacque. Per l'epoca era comunque un signor gioco, capace di regalare tante ore di divertimento. Oggi però le cose sono cambiate, e mentre FF7 continua a conservare tutto il suo stile, la sua poetica, e il suo fantastico sistema di gioco, The Legend of Dragoon invece sembra davvero invecchiato e, in definitiva, è poco divertente e non ha grandi spunti che lo rendano memorabile.


Ad esempio, all'epoca il fatto che ci fossero delle voci a recitare gli attacchi speciali sembrava una grande innovazione, ma oggi ovviamente non ci si fa nemmeno caso. Mentre le musiche, che già all'ora sembravano poco ispirate, oggi si rivelano per quello che sono: corte, piatte e stereotipate... in alcuni casi anche brutte. All'Arte di Nobuo Ueamatsu non si avvicinano nemmeno da lontano.



E se la grafica aveva ed ha ancora oggi il suo bell'impatto (soprattutto i meravigliosi sfondi fissi - comunque animati) i combattimenti sono un po' troppo monotoni, mancando di quella fondamentale personalizzazione dell'equipaggiamento che fa la differenza tra un gioco piatto ed uno profondo. Ci si trova quindi a passare linearmente da un ambiente all'altro combattendo sempre allo stesso  modo contro mostri noiosi, spesso in modo inconcludente! Nel senso che i nemici normali danno così poca esperienza che non ha senso restare a "grindare" per potenziarsi: in pratica i livelli si fanno solo sconfiggendo i boss! E allora le (numerose) battaglie casuali sono solo una rottura di coglioni.


Tieni conto tra l'altro che le magie sono appannaggio solo di pochi turni, previa ricarica di una barra di trasformazione, a mo' di "limit break", e che per fare danni veri ai nemici è necessario premere i tasti del pad in una sorta di "quicktime event" che alla centesima iterazione ti viene voglia di non farlo più... insomma non c'è varietà, e quella poca che c'è non vale nemmeno la pena di essere esplorata più di tanto.


Insomma questo gioco racchiude in sé tanti elementi, alcuni di ottima qualità, ma la ricetta non è così ben riuscita come avrebbero voluto gli sviluppatori. Legend of Dragoon può anche appassionare ma non avendo più il mordente che poteva avere nel 2000 oggi appare un po' troppo stereotipato, lineare e poco esaltante, laddove invece dovrebbe risvegliare la voglia di combattere e primeggiare contro il male. E infatti oggi l'ho lasciato a metà (ma nel 2000 l'avevo finito, eh!).



martedì 4 giugno 2024

Tales of Arise

 


Tales of Arise - 2021 - Versione Playstation 5 

In questi ultimi 10 anni ho iniziato a giocare diversi titoli della serie "Tales of..." ma ogni volta mi sono sempre annoiato a metà. E non ti so spiegare il perché, semplicemente in questi titoli, che hanno comunque tutti quanti un loop di gioco molto simile tra di loro, non ho mai visto probabilmente nulla di così innovativo od interessante da tenermi legato al gioco per più di una dozzina di ore. Parto sempre con buoni propositi, all'inizio mi diverto pure, ma poi inesorabilmente... mollo!



Prendiamo per esempio questo Tales of Arise, l'ultimo arrivato della serie su Ps5. Ha una grafica strabiliante? No proprio. Ha un sonoro indimenticabile? Nemmeno. La direzione artistica però spacca? In realtà non c'è nulla di così bello o mai visto prima. Allora la trama è interessante? In questo caso potrebbe anche esserlo, con personaggi non scontatissimi e con dialoghi veloci (anche se un po' troppo presenti)... ma a me questo è un aspetto che interessa poco. I combattimenti allora sono epici e giocabilissimi? 



Sì e no, siamo sempre sull'action con possibilità di passare da un personaggio all'altro per attivare combo o abilità, mentre "il computer" si occupa di far agire gli altri secondo i nostri dettami: la cosa funziona ma sono sempre i soliti scontri che la serie ci propina da anni, secondo me, ed è vero che mano a mano che sviluppi i personaggi diventi più forte e spazzi via i nemici deboli, ma alla fine si capisce poco di quello che accade su schermo e si finisce solo per concatenare attacchi speciali mano a mano che si rende possibile attivarne uno. Insomma, dopo qualche ora anche le battaglie mi vengono a noia.



Comunque il gioco c'è, e pur senza eccellere in nulla è comunque un prodotto fatto dignitosamente. Ma non ho mai trovato in questa serie nulla che mi facesse venire voglia di giocare ancora. Anzi, spesso trovo fastidio per particolari che normalmente riterrei poco rilevanti. I cliché, le mappe che vogliono essere 1:1 ma che finiscono per creare distanze ridicole tra una città e l'altra, i paesaggi che comunque sono scarni e abbastanza ripetitivi, e i personaggi che pur non scontatissimi sono comunque ben lungi da essere interessanti.




Il gioco ha ricevuto voti altissimi, quindi si tratta sicuramente di un bel gioco e di un must per gli amanti della serie. Chi invece, come me, se è sempre stufato in fretta dei vari Tales of... allora lascino perdere, non sarà certo Tales of Arise a fargli cambiare idea.




venerdì 26 aprile 2024

Super Neptunia RPG

 


Super Neptunia RPG -2018 - Versione Playstation 4


Se cerchi un gioco di ruolo più che discreto che ti faccia fare un bel tuffo nel retrogaming, ecco Super Neptunia RPG, un titolo che sembra arrivare direttamente dalla Playstation 2, ma xhe fortunatamente è stato confezionato in 16:9 e in un coloratissimo full HD!



Il gioco presenta quindi un grafica in splendida pixel art ad alta definizione e con animazioni strane ma interessanti, con uno stile vagamente da marionetta cinese. L'esplorazione si svolge in mondi 2d visti lateralmente come abbiamo visto ad esempio nella saga Valkyrie Profile, con solo una leggerissima componente platform, per niente fastidiosa (anche se ci sono un paio di fasi che scimmiottano esplicitamente Super Mario Bros). 


I combattimenti invece sono i più classici scontri alla Final Fantasy, con la differenza che - quando arriva il turno - si può far agire il membro che si preferisce tra i 4 inseriti nel party attivo. Gli scontri quindi possono passare dal difficile al semplicissimo a seconda che si sia almeno una delle quattro ragazze con equipaggiata un'abilità d'attacco con un elemento verso cui i nemici si dimostrano deboli. Siccome si possono preimpostate quattro diverse configurazioni intercambiabili, è abbastanza facile essere sempre pronti per ogni evenienza per cui in realtà il gioco è molto facile: se si ha l'attacco giusto a cui è debole quel mostro allora sarà una battaglia a senso unico in cui i nemici a volte non hanno nemmeno il tempo di rispondere. 


Questo gioco è quindi una passeggiata di freschezza, un gioco poco stressante e anzi capace di dare soddisfazioni, soprattutto per il fatto che ci sono tante abilità da imparare per personalizzare le proprie eroine. Dal punto di vista dell trama invece lasciamo stare, siamo alle solite farsesche idiozie per jappominchia che tra l'altro verso fine gioco iniziano ad assillare non poco.


Per fortuna i dialoghi si possono skippare così  come si possono ultravelocizzare le battaglie e volare così  senza ostacoli verso l'endgame. Una volta finito il gioco, tra l'altro, restano decine di missioni secondarie da svolgere per continuare  sviluppare le ragazze. E dico "ragazze" perché questo è un gioco totalmente femminile, nessun protagonista, nemmeno tra i cattivi, è un maschio. Questa cosa potrebbe essere un pregio o un difetto... vedi tu.


Nella versione PS4 non ci sono i bug catastrofici che hanno macchiato il debutto del gioco su altro hardware, ma qualche bug che mi hanno costretto riavviare mi è capitato, soprattutto accelerando le battaglie. Al netto di tutto questo però mi è piaciuto giocare a Super Neptunia RPG, mi è sembrato di tornare all'epoca di Atelier Iris o Mana Khemia. E poi graficamente è proprio bello, per cui resta un gioco straconsigliato.




giovedì 14 marzo 2024

Telengard

 


Telengard - 1982 - Versione Commodore 64


Telengard è un giochino maledetto che può essere descritto come punitivo, macchinoso, senza scopo e dalla realizzazione tecnica imbarazzante. Eppure nel lontano 1984 questa ciofeca emanava un fascino, verso il ragazzino tredicenne che ero, persino superiore a tanti giochi d'azione che giravano sul Commodore 64, colorati e pieni di musiche fantastiche. Esattamente come accadde con la mia prima avventura testuale (quel The Ring of Power di cui parlo qui) questo lento e spartano software apriva la mia fantasia verso mondi fantasy lontani e mai vissuti prima (se non leggendo qualche libro di fiabe). Insomma Telengard mi rapì totalmente.


Almeno finché non mi resi conto che il gioco non aveva uno scopo, non c'era una fine al percorso, un nemico finale da abbattere. Il gioco permetteva solo di razzolare avanti e indietro per i piani di un enorme labirinto per raccogliere oro, e a far progredire il proprio personaggio fino a farlo diventare fortissimo. Insomma praticamente era una versione acerbissima e senza boss di Diablo!



Tuttavia quella grafica così minimale, quella lentezza nel rispondere ai comandi (che faceva sembrare che il computer pensasse, quando in realtà era probabilmente solo programmato in Basic), e la bastardissima difficoltà che all'inizio ti faceva morire a raffica che in confronto Dark Souls è per bambini piccoli, mi hanno inchiodato allo schermo come ipnotizzato. Come detto però tutto questo finì, e accadde non appena elaborai una strategia che mi permettesse di evolvere un minimo il mio omino in modo che non morisse in pochi secondi, ma che potesse anzi salire di livello almeno fino ad un certo punto di tranquillità.



In questo gioco la morte è permanente, cioè se muori devi ricominciare da zero, e un personaggio nudo a livello 1 muore anche solo se un mostro gli fa "buh!". Per fortuna però non è necessario allontanarsi dalle locande (dove riacquisti tutti i punti vita) per trovare utili equipaggiamenti e mostri "gestibili", per cui con la semplice accortezza di risalire immediatamente ad una locanda dopo ogni "incontro" è possibile fare quei 4 o 5 livelli necessari per rendere il gioco meno frustrante. La fortuna è comunque richiesta perché se non riesci a fuggire dai mostri troppo forti quanto sei ancora un personaggio nei suoi primi 2 o 3 livelli, la morte è quasi certa.



A livello 8 il gioco è assolutamente gestibile: i mostri di bassa lega possono essere affrontati quasi senza affanno, e anche fuggire dagli scontri più complicati è quasi sempre una mossa sicura. A quel punto però che senso ha iniziare a mappare i labirinti? Sembrano casuali, forse lo sono anche, non hanno una logica ma soprattutto non conducono ad un fine percorso. Non so quindi cosa ci sia nell'ultimo piano (sono 50 ln tutto) ma penso che non ci sia nulla se non nemici molto più alti di livello. Davanti a questo dato di fatto Telengard perde di ogni attrattiva, perché vinta la sfida della sopravvivenza iniziale non so proprio cosa d'altro questo gioco abbia da offrire. Al netto di questo però è un gioco interessante, soprattutto perché secondo me ha ispirato tantissimi giochi di ruolo per computer venuti successivamente e, lo ammetto, oggi mi sono divertito a rigiocarci un po'.



martedì 29 giugno 2021

ClaDun: this is an RPG

 


ClaDun: this is an RPG - 2010 - Versione PSP


CalDun (abbreviazione di Classic Dungeon) è una brutta bestia. Ammetto che l'ho iniziato 10 anni fa e poi l'ho mollato, quindi l'ho ripreso qualche settimana fa e ora l'ho mollato di nuovo: in definitiva questo gioco mi annoia, e non poco. Ed è un peccato perché il gioco, potenzialmente, è molto interessante. Interessante la gestione del party, con la possibilità di organizzarlo a seconda di alcuni schemi prefissati, ciascuno coi suoi bonus e malus, interessante anche la gestione degli equipaggiamenti e degli artefatti, che permettono di potenziare le statistiche delle nostre armate.