lunedì 13 marzo 2023

Rygar

 


Rygar - 1986 - Versione Arcade

Nonostante tutto, Rygar è un gioco arcade che amo moltissimo. Nonostante tutto. Perché Rygar ha un sistema di gioco semplice ed appagante, una grafica bitmap bellissima e un sonoro memorabile; è divertente e adrenalinico; è pieno di bonus e cose da scoprire. Eppure ha un problema di base: la difficoltà dovuta ad un sistema di potenziamento oltremodo punitivo.


Ma andiamo con ordine: la grafica. Questo è l'aspetto che più amo di questo gioco, in particolare il blu del cielo e le sfumature di verde delle montagne, che non so perché mi ricordano le vallate dell'Alto Adige, e insomma sono una vera gioia per i miei occhi. Bellissimo anche il sole al tramonto e le cascate mortali. Le foto non rendono la vibrante bellezza dei (tanti) colori che sfoggia questo gioco in ogni suo frangente, e il tutto viene impreziosito da un fluido effetto parallassi.


Così come è bella la musica (fatta con la sintesi FM ma studiata in modo geniale per essere subdola e ossessiva), così come molto caratteristici sono anche gli effetti sonori, che secondo me sono dei brevissimi suoni campionati, sporchi ma evocativi. In definitiva Rygar è uno degli arcade con il sonoro più caratteristico.


Croce e bellezza del sistema di gioco però è il sistema di potenziamento dell'arma. La nostra arma è molto flessibile ma diventa ben presto inadeguata per garantirci un minimo di sopravvivenza. Per fortuna si possono raccogliere 5 potenziamenti che, presi singolarmente, danno solo una mano al giocatore, ma che tutti insieme ci rendono davvero forti. Peccato che se si muore si perdano TUTTI i potenziamenti raccolti, e dal momento che ci possono volere diversi livelli per recuperarli, ecco che praticamente basta morire una volta per mandare a pallino tutta la partita.


Questo è il problema di Rygar: bisogna imparare a fare i livelli alla perfezione (imparando a memoria come affrontare i mostri e loro posizione, benché ci sia anche  sempre un elemento casuale a complicare tutto) in modo da raccogliere i potenziamenti il prima possibile, e poi - una volta potenziati - sperare di morire il più in là possibile per imparare i nuovi livelli prima di ritrovarsi nuovamente indifesi. Praticamente arrivai ad imparare a fare i primi 6 livelli a memora (salvo qualche colpo di sfiga che mi facesse perdere una vita) per poi trovarmi a procedere alla speraindio, lottando contro flotte di mostri e, non dimentichiamolo, anche contro il tempo.


In definitiva Rygar è troppo bastardo, la sua bellezza ti fa perdonare la cosa per le prime partite e per i primi livelli, che sono tutto sommato difficili ma fattibili, e anche parecchio divertenti. Ma poi procedere diventa proibitivo e se muori, di fatto, ti tocca ricominciare da capo. Se ripenso a tutti i soldi che ho inserito nell'arcade ripetendo sempre gli stessi livelli oggi mi sento male, ma devo dire però che mi divertivo e ancora oggi, è innegabile, amo questo gioco. Nonostante tutto.



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