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sabato 12 settembre 2026

Dungeon Legends 2



Dungeon Legends 2 - 2024 - Versione Pc Windows

Sarà che forse questo gioco è un porting da IOS, ma l'aspetto generale non è dei migliori. Dungeon Legends 2 alterna immagini e raffinatezze molto intriganti, con un menù e interfaccia che sa molto di pressapochismo, per non citare la quantità di bug che ho riscontrato già nei primi 10 minuti di gioco, come finestre che non si chiudono (nemmeno ricaricando un salvataggio), nome dei salvataggi che non si aggiornano, oggetti che nell'inventario cambiano dimensione senza motivo, o che scompaiono se ci clicchi sopra ecc.


Insomma il gioco è acerbo e merita parecchio lavoro di rifinitura a mio parere, e mentre la grafica dei labirinti (che pur essendo navigabili a caselle in stile Dungon Master, sono in vero 3d e ci si può guardare intorno) è evocativa, con un sonoro d'atmosfera davvero fantastico (ad esclusione del rumore delle grate, chiaramente rippato da Dungon Master), l'esplorazione è blanda e senza mordente, con tonnellate di barili da ispezionare che contengono solo immondiza.


Alcuni NPC rappresentano una novità interessante perché, in linea di massima, capaci di capire qualunque frase e darti una risposta coerente, grazie all'utilizzo dell' AI, ma che in realtà mi hanno solo innervosito e fatto rimpiangere i classici menù con frasi prestabilite.


Infine i combattimenti: troppo lenti e in alcuni casi troppo facili, mentre in altri troppo difficili, il che mi fa pensare che anche qui ci voglia un po' di lavoro di rifinitura. Magari andando avanti il gioco migliora ma le prime due ore mi hanno annoiato e quindi mi hanno indotto a mollare lì il gioco. Per cui, anche se come nel mio caso ti piace questo tipo di dungon crawler a caselle, ti consiglio di pensarci bene prima di comprarlo, almeno nella sua versione Pc, perché sembra di avere a che fare con un prototipo sperimentale piuttosto che con un prodotto creato per dare buone sensazioni al giocatore.




martedì 6 gennaio 2026

Horses

 


Horses - 2025 - Versione PC

Immagina di pagare il biglietto per vedere al cinema un film di tre ore che sembra girato negli anni '20 del secolo scorso (ma che è in realtà ambientato negli anni '90), in bianco e nero, muto (con i cartelli a tutto schermo con le battute, proprio come si faceva nei film muti di cent'anni fa), con solo qualche sporadico effetto sonoro o qualche rarissima e breve musica estemporanea, con una grana della pellicola che puoi tagliare col coltello e dei pelucchi davanti al cineproiettore che infastidiscono la vista; un film che racconta di un fattore che al posto di animali veri tiene persone mascherate da animali (e le tratta peggio che le bestie) e del protagonista e dei comprimari che sembrano accettare questa situazione immonda con naturalezza e crudeltà. Lo faresti? Io proprio no, nemmeno se mi pagassero. Aggiungi poi che durante la proiezione ogni tanto ti si chieda di cambiare poltrona altrimenti il film si interrompe: basterebbe questa meccanica per fare di questo film un gioco? Secondo me no, andrebbe solo a rendere l'esperienza ancora più odiosa. 


Ecco questo è Horses: un "gioco" dove al giocatore è chiesto di subire passivamente un racconto grottesco, poco emozionante ma fastidioso, perverso e malato. E questo racconto è costantemente interrotto dalla necessità di premere tasti per far mangiare biscotti o affettare bistecche, raccogliere attrezzi, usarli e riporli... così, giusto per dare un senso di interattività ad un'esperienza che non lo richiede affatto. Tra l'altro tutto questo accade manovrando e interagendo con personaggi disegnati in modo pessimo, animati ancor peggio e inseriti in ambienti squallidissimi. Se si togliessero le inutili e fastidiose fasi "interattive" allora forse come film Horses potrebbe anche reggere, ma sarebbe un brutto film, non mostrando nulla di così innovativo o rivoluzionario... anzi le scene un po' forti a base di violenza e sesso sono di un banale e di un raffazzonato quasi imbarazzante. Ci sono dei messaggi nascosti in questo prodotto? Forse sì, tipo che sei psicopatico è colpa dei tuoi genitori e dell'infanzia che ti hanno fatto fare... sai che novità, non si è mai vista al cinema una cosa di questo tipo! So ora cosa ti starai chiedendo: ma allora era davvero un gioco di censurare e bandire da Steam? Secondo me assolutamente no, è un gioco per adulti e come tale va venduto, semplicemente non capisco perché un adulto dovrebbe sottoporsi a questo supplizio giocando a Horses quando un Venerdì 13 qualunque in confronto è un film da Oscar. Maliziosamente mi viene da pensare che i produttori di Horses si siano fatti bandire il prodotto dagli store appositamente per creare un po' di polverone e dare visibilità ad una c...orazzata Potëmkin pazzesca che altrimenti non si sarebbe calcolato nessuno. Fatti un favore e non ci spendere nemmeno un euro.



sabato 22 novembre 2025

Sons of Valhalla

 


Sons of Valhalla - 2024 - Versione Pc

Questo gioco si rifà chiaramente al motore di gioco e anche a diversi elementi grafici e sonori della serie Kingodom (serie in cui svetta Kingdom - Two Crowns, clicca qui), una serie che ho apprezzato particolarmente e con la quale ho trascorso tante ore divertendomi un sacco. Se non cambia la grafica e non cambia l'interfaccia, cambia però l'intenzione, le meccaniche e in definitiva il grado di divertimento.


In questo caso la parte manageriale e solo marginale anche se è fondamentale occuparsene per la vittoria. Il quid ludico è invece nell'andare all'attacco, ed eventualmente ripiegare, portadoci dietro le nostre armate ma, soprattutto, combattendo in prima persona come in una sorta di hack'n slash, tanto è vero che alla fine di ciascun "livello" c'è una boss fight a suon di attacchi e schivate.


Se tecnicamente il gioco presenta una bella grafica bitmap, tanto scorrimento parallatico (alla Shadow of the Beast) e un accompagnamento sonoro un po' ripetitivo ma carino, dal punto di vista del divertimento invece Sons of Valhalla perde un sacco di punti nei confronti di Kingdom, un vero peccato viste le premessse.


Infatti il gameplay è estremamente ripetitivo e le opzioni a nostra disposizione sono davvero limitate anche solo per tentare una strategia leggermente diversa da quanto previsto dal gioco. Lo ripeto, è un peccato, ma questo gioco non mi ha coinvolto nemmeno un po'.



lunedì 15 settembre 2025

Bachelor Party (xxx)

 


Bachelor Party (Bachelorette Party) - 1982 - Versione Atari 2600

Un bruttissimo clone di breckout con la "pallina" che si muove in orizzontale e con omini e donnie nude al posto della classica pallina e dei normali mattoncini da abbattere. Questo è Bachelor Party, un orribile gioco per atari 2006 programmato male e con una grafica poverissima, ma con un' ammiccante sfondo sexy che, nelle speranze dei programmatori, avrebbe dovuto fare la differenza. In realtà il gioco è squallido, poco divertente e insomma fatto male. Dopo 5 minuti viene subito a noia in quanto è sempre uguale a se stesso. Insomma e' davvero una cosa che non ha senso di esistere. Ne hanno anche fatto una versione con gli sprite invertiti, cioè con muri formati da omini eccitati e con la pallina impersonata dalla donna nuda, ma il gioco resta la stessa identica schifezza. In definitiva non vale la pena nemmeno di caricarlo.



domenica 30 marzo 2025

The Elder Scrolls: Blades

 


The Elder Scrolls: Blades - 2020 - Versione Android

Ho scaricato sul cellulare questo gioco un anno fa. Ci ho giocato per una settimana, poi non l'ho mai più toccato. Ho ricominciato a giocarci ieri e mi è venuta subito voglia di smettere di nuovo. Questo dovrebbe bastare per farti capire cosa penso di questo gioco, ma te lo dirò lo stesso: non vale la pena di perderci tempo.




Tecnicamente è bello? Sì. La grafica dei dungeon è più che dignitosa, i mostri sono ben fatti, l'interfaccia su schermo e i menù sono davvero ben riusciti. Il sonoro è soddisfacente. Ovviamente il gioco non è un "open world", e su mobile la cosa ci può stare. Ma passata la libidine per l'aspetto grafico, cosa resta?



E' divertente? Solo per un po'. Al decimo dungeon ti rendi conto che la varietà non abita qui, che i loot benché numerosi sono poveri di oggetti davvero interessanti, che le missioni sono tutte molto simili tra loro, e insomma non mi sono mai sentito davvero incentivato a continuare.



I comandi sono buoni? Abbastanza, visto che con due dita si fa tutto, considerato anche il fatto che quando si combatte si resta praticamente lì impalati a parare colpi e a contrattaccare, senza possibilità di aggirare, allontanarsi, o insomma fare altro.


E quindi? E quindi sulla carta potrebbe sembrare un titolo interessante da portarsi dietro sul cellulare, tanto più che è gratis... peccato che il problema principale sia proprio questo: è un titolo gratis ma in qualche modo deve ur sostenersi, no?


Ed ecco che quindi ti sbatte in faccia ogni trenta secondi servizi a pagamento che, se all'inizio te ne puoi fregare, ad un certo punto diventano quasi necessari trasformando il gioco praticamente un "play per win". E la cosa potrebbe anche essere accettabile se non fosse che il gioco è davvero noioso. Quindi tornando all'inizio di questo articolo ribadisco che non vale la pena perder tempo con questo gioco, anche se può sembrare bello in un primo momento. E ora lo disinstallo liberando qualche prezioso giga di memoria!


 



domenica 9 febbraio 2025

Future Pinball: Goldrake

 


Future Pinball: Goldrake - 2012 - Versione PC

Future Pinball è una piattaforma gratuita che mette a disposizione decine di tavole per giocare a flipper, tutte completamente gratis, e puoi trovare dal rifacimento di famosi flipper (come quello della famiglia Addams o quello di Space Invaders) a una quantità di flipper inventati di sana pianta. L'unico scotto da pagare è che per girare bene e in modo fluido, questa piattaforma necessita di un computer con qualche cavallo sotto al cofano e che quindi non sia proprio uno da discount.


Tra queste tavole originali ne ho trovata una fatta da un programmatore francese dedicata a Grendizer o, come dicono in Francia, Goldorak. E' un flipper molto carino e divertente ma purtroppo risulta farcito da voci e da brani musicali esclusivamente francesi, e che quindi hanno poco a che fare con il mitico Grendizer come lo conosciamo noi. Non ci è voluto molto però per trovare la mod fatta in Italia: il flipper è lo stesso, con le stesse meccaniche, ma la grafica è tradotta, le voci sono quelle originali di Malaspina & C e soprattutto le sigle francesi sono state sostituite con le nostre bellissime sigle Ufo Robot e Goldrake. La prima è attiva durante l'attract mode, la seconda invece parte quando si sbloccano le palline multiple: l'effetto è davvero galvanizzante, ma devo dire che io avrei invertito la selezione.


In ogni caso il flipper non è particolarmente complesso, non come certi flipper simulati che ho visto e giocato ultimamente, ma come ho detto è molto divertente anche a prescindere dal tema proposto. Tema che comunque non potrà che esaltare chi come me è cresciuto amando Goldrake, il suo universo e il suo strepitoso adattamento italiano. Un flipper assolutamente da giocare!



venerdì 6 dicembre 2024

Bomber Bob

 


Bomber Bob - 1990 - Versione Amiga

Bomber Bob non era un brutto gioco ma non era nemmeno così bello come ce lo dipingeva la stampa italiana dell'epoca. Per iniziare Bomber Bob aveva una design già "antico" per il suo anno di uscita, con un gameplay che più classico non si può, con la classica progressione di armamenti sempre più performanti e con nemici mossi a schemi assolutamente fissi. Graficamente poteva anche sembrare interessante, con alcuni oggetti di grosse dimensioni su schermo e uno stile fumettistico piacevole, ma dal punto di vista tecnico era proprio il minimo sindacale, con elementi grafici ripetuti all'inverosimile e senza alcun effetto visivo particolarmente interessante.


Un novità, se così la si può chiamare, era che il nostro aeroplanino poteva procedere (sempre con uno scrolling verticale imposto e immutabile) a due diverse "quote", si poteva cioè passare sopra o sotto certi elementi dello scenario, elementi che in alcuni casi regalavano un discreto effetto di parallasse. Probabilmente questa possibilità apriva la strada a diverse strategie, ma alla fine della fiera si finiva solo a sparare e a evitare i proiettili nemici, e la procedura stessa per cambiare quota non era il massimo della comodità, visto che si usava sempre lo sesso tasto dello sparo.


Un'altra caratteristica interessante era rappresentata dalle fasi di intermezzo tra uno scenario e l'altro. La visuale passava in terza persona e si doveva guidare il velivolo all'interno di un tunnel rappresentato in grafica wireframe, una cosa un po' particolare e decisamente slegata dal resto dell'esperienza. Per carità, l'idea era anche buona ma difficilmente era possibile attraversare i tunnel indenni al primo volo, visto che c'era poca profondità di campo e quindi almeno per gli ultimi tunnel, senza sapere da che parte passare, era inevitabile finire per sbattere ripetutamente in vicoli ciechi. In altre parole era necessario memorizzare il percorso, partita dopo partita.


Tra un livello e l'altro era anche possibile impegnare le monete raccolte durante i livelli precedenti in un negozio dove comprare spari più ampi e altri power-up di varia natura, in modo da personalizzare un minimo l'aeroplanino. Tutto questo però impattava negativamente sul fatto evidente che i livelli erano molto corti e si potevano completare in pochissimi minuti, e pur essendo così corti ripetevano sempre gli stessi elementi. Certo, il nostro bombardiere era capace di distruggere quasi qualunque cosa fosse presente sul suolo, come ad esempio Stonehenge, ma era tutto davvero troppo poco per rendere il gioco davvero interessante. Anche l'interfaccia (HUD) era talmente minimale da sembrare un gioco per Commodore 64.


E' proprio questo il problema principale di Bomber Bob: sembra un gioco per Commmodore 64 fatto col SEUCK e adattato per l'Amiga, con un impianto tecnico appena sufficiente ma con un level design minimalissimo. Tutto è così mediocre che veramente non si capisce come si possa preferire questo gioco ad altri esponenti del genere, come Xenon 2 o Hybris, non c'è veramente confronto!


In definitiva in questo gioco c'è poco da vedere, con dei boss davvero sottotono, soprattutto quello finale. Tuttavia ci sono diversi guizzi di originalità che un po' mi ricordano il modo che avevo io di fare i giochini. Per esempio lo schermo dei titoli ha alcuni personaggi animaleschi che ballano a ritmo di una musichina. Questo brano, un classico mod del Protrekker, è stato sostituito da un brano di Francesco Salvi nell'edizione italiana: peccato che però è semplicemente uno stralcio campionato a livello infimo, senza alcun lavoro di supporto per migliorarne un po' la resa. 
Insomma non stiamo parlando di un gran gioco, e forse lo si poteva anche capire dal patetico messaggio antipirateria di apertura, una delle cose più "lamer" che abbia mai visto su Amiga (vedi sotto).



venerdì 5 febbraio 2021

Questprobe Featuring Spider-Man


Questprobe Featuring Spider-Man - 1984 - Versione Commodore 64


Secondo episodio della serie Questprobe, questa volta l'avventura testuale grafica ci porta ad impersonare Spiderman, l'uomo capace di arrampicarsi sui muri e di lanciare le ragnatele. Nel gioco effettivamente si fanno entrambe le cose, ma le si fa in maniera talmente ridotta che, almeno da questo punto di vista, il titolo in oggetto è una gran delusione.
Diversamente dal primo episodio dedicato all'incredibile Hulk, l'interfaccia è leggermente migliorata, con un "input controllato" che non ci permette di portare il cursore in giro per lo schermo. Tuttavia il resto rimane esattamente lo stesso: qualche immagine grafica, abbastanza bruttina, "parser" povero e limitato alle prime lettere digitate, mappa molto piccola, poche cose da fare, trama praticamente inesistente e, questa volta, un livello di difficoltà davvero proibitivo.

sabato 30 gennaio 2021

Megaball

 



Megaball - 1990 - Versione Amiga


Megaball è a tutti gli effetti un clone di Arkanoid, con la particolarità, almeno nella prima versione che è quella a cui ho giocato e di cui parlo qui, di essere molto spartano come grafica e di non avere quei fottuti mostrini disturbatori sullo schermo: qui si lotta solo contro il "muro" di mattoni, destreggiandoci tra bonus di varia natura che posso sì aiutare ma anche complicare la situazione.

giovedì 28 gennaio 2021

Rabbit Tranisit

 


Rabbit Transit - 1983 - Versione Atari 2600


Ricordo Rabbit Transit come uno degli ultimissimi giochi coi quali ebbi la fortuna di giocare sul mio VCS, prima di passare al Commodore 64. Il periodo era tra il settembre e l'ottobre del 1984, quello che ricordo come una delle 3 annate storiche per il videogiocatore Elder Barabba. In quel periodo ero oramai innamorato dell'home computer della Commodore, ed andavo una pomeriggio sì e uno no a giocarci a casa del mio compagno di banco del ginnasio. E il pomeriggio che non ci andavo, restavo a casa o a scrivere i miei programmi basic su un quadernetto (programmi che poi testavo a casa del suddetto amico), o a giocare col vetusto Atari 2600, anche se già potenziato col Supercharger della Starpath.

martedì 26 gennaio 2021



Mikie - 1986 - Versione Commodore 64


Mikie è un gioco arcade dell'84 che non ho mai avuto la fortuna di giocare nella sua versione da bar. In compenso ce l'avevo per il Commodore 64 ed era sicuramente annoverabile tra i titoli discreti, essendo molto ben confezionato sotto tutti i punti di vista. Quello che ricordo molto bene di questo gioco è che però mi ci annoiavo tutte le volte, trattandosi in buona sostanza di un PacMan un po' più libero nei movimenti e solo con una bella ambientazione.

lunedì 18 gennaio 2021

Prisoner of Ice

 


Prisoner of Ice - anno 1995 - Versione Pc/Ms-Dos


In un periodo in cui le avventure grafiche uscivano a dozzine era difficile che qualcosa potesse attirare la mia attenzione, anche perché, in tutta sincerità, il genere incominciava a stufarmi, e non poco. Tuttavia Prisoner of Ice aveva questa particolarità di essere "horror" e soprattutto mostrava delle animazioni fatte digitalizzando filmati di attori veri che, anche se si vedeva che queste immagini erano appiccicate alla bell'e meglio sugli sfondi, risultavano tuttavia molto superiori alla norma. Non si poteva dire che la grafica, in generale, in questo gioco fosse nulla di eccezionale, ma si notava un certo sforzo realizzativo che rendeva il gioco interessante. 

lunedì 14 dicembre 2020

Defender of the Crown su C64 è anche meglio



Defender of the Crown - anno 1987 - Versione Commodore 64


Ho già parlato di questo gioco in versione Amiga, per cui qui mi limiterò a dire che la versione per Commodore 64 l'ho giocata tantissimo... sognando l'Amigam, quell'Amiga che in realtà sarebbe arrivato da lì a pochi mesi, ma che mi pareva di avere già in casa mentre il drive 1541 gracchiava pesantemente caricando le schermate di questo gioco.



Un gioco che in sé è bellissimo anche in questa incarnazione, che se non fosse per il continuo caricare dai dischetti sarebbe anche migliore della controparte per 16-bit.


La grafica naturalmente è castrata a 16 colori, con pochi effetti ed animazioni limitate, ma tutto il gioco è rimasto quello che era, senza alcun taglio, con le stesse musiche (che non suonano nemmeno troppo diversamente da quanto si sentisse sull'Amiga), e le stesse identiche meccaniche. Sapeva già di next gen pur essendo su una macchina vecchia di 5 anni, perché Defender of The Crown era l'incarnazione della next gen, in quegli anni.


Ho un ricordo bellissimo di questo titolo, e rigiocarlo oggi mi fa sempre un gran piacere. Se ti dovessi consigliare di provarlo, ti indirizzerei comunque sulla versione Amiga, ma questa incarnazione per il piccolo Commodore 64 è davvero un gran bel pezzo di software, un gioco pieno di stile ed estremamente gradevole.




giovedì 12 novembre 2020

2048+

 


2048+ - anno 2014 - Versione Android


Non parlo mai di giochini per cellulare, ma due parole su 2048 e sul suo "seguito" 2048+ vorrei spenderle. Questo è uno dei pochi giochi che sono saldamente installati sul mio telefonino praticamente da quanto sono stati pubblicati. Il motivo è semplice: si gioca in solitaria, da soli contro se stessi, e la partita può essere interrotta e ripresa senza problemi e in maniera istantanea, rendendo questo gioco ideale anche per brevi pause di pochi secondi! 

2048 è un rompicapo semplicissimo: in una tabella di 4x4 celle (che nella versione 2048+ diventa ampia fino a 8x8) compare, ad ogni turno, un quadratino pieno con dentro un numero che normalmente è un 2, alle volte può essere un 4. I turni si svolgono con un semplice gesto che non fa altro che ammucchiare tutti i quadratini contro quel lato della tabella verso il quale li si spinge con quel movimento. Quindi tutti questi quadratini possono essere sballottati verso uno dei quattro lati, dove andranno a compattarsi. Se due quadratini con lo stesso numero si urtano scompariranno lasciano al loro posto un solo quadratino con scritta sopra la loro somma. Quindi ad esempio due quadratini con dei 4 formeranno un 8. Il gioco prosegue fintanto che c'è spazio nella griglia (ricorda che ad ogni turno compare in modo casuale un quadratino nuovo) oppure se si riesce ad ottenere, attraverso tutte queste somme, un quadratino con valore 2048.



Se giocando alla versione base le partite durano comunque pochi minuti, la tabella 8x8 si presta a partite di ore e ore visto che raggiunto il 2048 si può comunque continuare ad oltranza verso punteggi stratosferici. Come si vede dalle foto qui sopra nella mia partita attuale ho persino una casella da 65536! 

Un aspetto del gioco che a me piace molto, e che mi fa veramente sentire un nerd, è che ovviamente i quadratini hanno tutti valori che sono potenze di 2 e io so la tabella delle potenze di 2 a memoria (fino alla sedicesima) fin da quando avevo 13 anni, quindi in un certo senso mi sento a casa!

A parte quest'ultima scemenzuola il gioco, nella sua semplicità, è una piccola meraviglia e ti consiglio assolutamente di provarlo.

martedì 27 ottobre 2020

Salt and Sanctuary

 


Salt and Sanctuary - anno 2016 - Versione Playstation4 e PsVita


Riguardo a Salt and Sanctuary ci sarbbero tantissime cose da dire, ma spesso si riassume il tutto definendo questo gioco come un "Dark Souls in 2d". In effetti questa definizione ci sta tutta in quanto il gioco ha praticamente le stesse identiche meccaniche ed atmosfere del capolavoro FromSoftware. Il fatto che sia in 2d lo rende probabilmente un pochino più facile da padroneggiare, pur introducendo blande sezioni in stile piattaforme (per le quali non è richiesta quasi alcuna abilità nel salto, grazie al cielo) e diversi elementi di back-tracking (ritorno sui propri passi) come nei giochi in stile Metroid. 



Non mancano però tante ambientazioni diverse, con scorciatoie e segreti degni di quanto visto nei vari Dark Souls, così come non mancano Boss molto difficili, fiaschette e mostri che si rigenerano nei punti di ristoro, molte armi ed armature da sperimentare. Insomma se ti è piaciuto Dark Souls, questo è il gioco che fa per te, in tutto e per tutto. Non farti scoraggiare dall'impostazione 2d: io personalmente detesto i platform game, quindi credimi se ti dico che Salt & Sancturay non è affatto un gioco di piattaforme.



Tecnicamente il gioco è molto valido, con una grafica in pixel art curatissima e molto definitiva. I comandi rispondo alla perfezione e il sonoro è abbastanza elaborato (pur se le musiche sono minimali, nella migliore tradizione dei Souls). Non ho veramente appunti da muovere, di alcun tipo, verso questo gioco: tutto quello che deve dare lo fa alla perfezione. E portarlo a termine non sarà una passeggiata. Io l'ho giocato e finito su PsVita, dove - va detto - il frame rate spesso traballa. Non c'è questo problema su Playstation 4, dove invece tutto va alla perfezione. Tra l'altro se lo compri su una delle due piattaforme puoi liberamente giocarlo anche sull'altra, pur non potendo godere dei salvataggi in comune, purtroppo.

Un gioco eccellente, difficile il giusto, piuttosto longevo e ricco di sorprese. Straconsigliato.



venerdì 23 ottobre 2020

Monkey Island 2



 Monkey Island 2  - 1991 - Versione Pc VGA


Il primo The Secret of Monkey Island è stato un gran gioco, non c'è nulla da dire. Ne ho già parlato qui e ho avuto modo di dire ampliamente quanto fosse divertente, d'atmosfera ed estremamente intrigante. Persino chi, come me, non ama particolarmente questo genere di avventure (i cosiddetti "punta e clicca"), spesso ha amato questo gioco al punto da averlo rigiocato più di una volta.



Ecco, il suo seguito, di cui ti sto parlando adesso, eredita in tutto e per tutto le stesse caratteristiche dal predecessore, rivelandosi di fatto altrettanto bello. L'unica differenza che personalmente mi ha fatto storcere un po' il naso è che qui Guybrush, il protagonista, si atteggia un po' troppo ed agisce con una certa sicumera, facendolo sembrare più un Larry Laffer in salsa caraibica che un ragazzino sfigato in cerca di fortuna. Certo, questo è un cliché classico nella narrazione (la trasformazione dell'eroe che da insicuro e pasticcione acquista sicurezza in se stesso fino all'eccesso), ma personalmente amavo e mi immedesimavo di più nel Guybrush ingenuo e modesto, mentre quello che abbiamo davanti in  questo si atteggia un po' troppo da veterano e da uomo vissuto. Almeno, a me ha dato quest'impressione.



Per il resto il gioco è assolutamente spassoso e d'atmosfera, come e meglio del primo capitolo, con più location, più enigmi e soprattutto è strapieno di trovate comiche geniali: da questo ultimo punto di vista Monkey Island 2 è molto superiore al primo capitolo, e non passerà un momento in cui non ti strapperà ben più di un sorriso.



La storia è carina anche se basata eccessivamente sulla meccanica della caccia al tesoro; il finale poi è diventato un classico anche se, va detto, lascia meno dubbi di quelli che in tanti si sono posti ai tempi in cui il gioco uscì. I personaggi sono bene o male gli stessi della prima avventura, pur con qualche ovvio ricambio, ma come sempre sono  tutti caratterizzati così bene che difficilmente li potrete scordare. Non ci sono troppe chiacchiere (una piaga che invece ha colpito tantissimi giochi di questo genere), e tutto fila liscio dall'inizio alla fine, fine che arriva al momento giusto, senza inutili orpelli come labirinti e simili, di solito messi lì solo per allungare il brodo.



Monkey Island 2 è, al pari del suo predecessore, un gioco meraviglioso sotto tutti i punti di vista. Anche la grafica originale a 32 colori per Amiga (su cui ci giocai la prima volta) è ancora bella a vedersi, mentre la versione VGA che ho rigiocato in questi giorni è veramente ciò che si può chiamare a buon diritto "pixel-art".

Caldamente consigliato, ma solo dopo aver finito il primo.