lunedì 11 maggio 2020

Torchlight



Torchlight - 2009 - Versione PC


Avevo iniziato a giocare a Torchlight nel 2010 ma lo abbandonai dopo solo un paio d'ore di gioco, e sinceramente non so nemmeno bene perché. Per quanto mi sforzi a ricordare, tutto quello che mi viene in mente di quell'esperienza è che avevo iniziato una partita come guerriero e che finivo ucciso spessissimo; dal ché ne deduco che, probabilmente a causa di un mio approccio sbagliato nei confronti di questo titolo, abbia finito per stufarmi in fretta di un gioco che invece adesso ho scoperto essere molto valido.



Aggiungiamoci pure che magari in quel periodo - come spesso accade - avevo anche giochi che mi sembravano più interessanti per le mani, e così è capitato che Torchlight finisse nel mio dimenticatoio per tutti questi anni. Ma alla luce dell'esperienza di gioco che ho appena terminato con questo bel titolo (durata una trentina di ore), tutto queste spiegazioni mi sembrano davvero molto strane, per non dire inconcepibili. Ma andiamo con ordine.



Avendo da poco terminato per l'ennesima volta il primo Diablo (recensito qui), prima di mettermi a giocare col secondo capitolo, che è comunque pesantemente simile al primo, mi è sembrata un'idea carina ripescare il nostro povero Torchlight dalle profondità del mio hard-disk, considerando anche  che siamo di fronte a due giochi dello stesso genere e che quest'ultimo titolo deve moltissimo, da tutti i punti di vista, al buon Diablo. Pur con qualche residua perplessità mi sono quindi riapplicato su Torchlight (che misteriosamente ha funzionato al primo tentativo pur avendolo installato almeno due sistemi operativi fa), e questa volta ho selezionato come classe del personaggio la ladra, armandola di doppie pistole. Ecco come è andata.



Intanto per incominciare ho trovato la difficoltà di gioco più che gestibile, anzi direi proprio che l'ho trovato molto facile. Nelle prime dieci ore di gioco non sono MAI morto una volta, e anche nelle ore successive se ho perso la vita in qualche sporadica occasione è stato per distrazione e non certo per mancanza di risorse: il gioco è prodigo di "loot" e soprattutto di pozioni, per cui è quasi impossibile trovarsi senza la possibilità di sopravvivere. E' poi estremamente semplice ed immediato andare e venire dai dungeon, per cui non ci si trova mai in situazioni eccessivamente stressanti.



Diversamente da quanto visto in Diablo, benché anche qui i labirinti siano in gran parte generati in modo più o meno casuale, i livelli sono generalmente molto lineari, praticamente sono disegnati come lunghi corridoi con un inizio e una fine. Una filosofia completamente diversa da quella vista in Diablo 1, ma molto più simile a quanto si vedrà invece in Diablo 3 (di cui un giorno parlerò). Quello che sorprende in Torchlight non è tanto la somiglianza col primo Diablo (del resto parte del team che l'ha prodotto è proprio formato da alcuni fuoriusciti dal team originario di Diablo), ma sorprende quanto Torchlight stesso abbia invece ispirato proprio la realizzazione di Diablo 3, che uscirà soltanto 4 o 5 anni dopo: sembra davvero che le due serie si siano rincorse copiandosi durante gli ultimi 10 anni! Sono tantissimi i punti di contatto, nella grafica, nelle meccaniche, persino nel potenziamento degli equipaggiamenti!


Anche se, per lo meno usando il personaggio della ladra, è davvero molto facile andare avanti livello per livello, Torchlight mi ha appassionato tantissimo. La presenza costante di un proprio cucciolo che ci accompagna e fa sia da estensione dell'inventario che da supporto in battaglia è la ciliegina su un gameplay davvero soddisfacente, che alterna momenti pienissimi di nemici che saltano fuori da tutte le parti ad altri più esplorativi in cui fare mambassa di oro e oggetti. Oltre al labirinto principale, quello che detta la "storia" raccontata dal gioco, ci sono innumerevoli (anzi: infiniti) labirinti che possono essere creati utilizzando delle pergamene che si possono acquistare ed utilizzare quando si vuole. In questi livelli ci si può quindi potenziare con loot ed accumulare esperienza finché se ne ha voglia. Inoltre, finito il gioco principale si apre al giocatore un secondo dunegon con piani infiniti e con mostri sempre più o meno allo stesso livello del nostro giocatore, dentro il quale si può continuare il massacro fino alla noia. Noia che naturalmente arriva dopo un po' di ore, ma certamente non si può dire che Torchlight non ci metta a disposizione molta carne sul fuoco per ore e ore di sano divertimento.


La grafica è molto carina ed abbastanza varia, capace ancora oggi di svolgere egregiamente il suo dovere, e persino il sonoro è pulito, con un buon parlato e mai stancante. Insomma tecnicamente ci siamo, e anche dal punto di vista artistico il gioco è ancora molto attuale, pur avendo già 11 anni sul groppone.
Che dire qundi? Nel complesso mi è piaciuto tantissimo, mi sono divertito per ore e ore, nella perenne caccia dell'oggetto figo che potenziasse il mio personaggio (questa della corsa al potenziamento è una meccanica che mi esalta sempre). Non posso che consigliarlo a tutti, anche perché gira su qualunque PC senza problemi.



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