mercoledì 20 maggio 2020

Forbidden Forest


Forbidden Forest - 1983 - Versione Commodore 64


Se chiedi in giro scoprirai che Forbidden Forest è un gioco molto amato da chi, negli anni 80, si dilettava col Commodore 64. Perché? E' una bella domanda alla quale non so dare una risposta convincente senza tirare in ballo il solito discorso della "nostalgia".




Sicuramente questo era uno tra giochi più diffusi, e come tale è probabile che bene o male tutti ci abbiano fatto almeno una o due partite: è facile quindi dedurre che molte persone leghino il ricordo di quello spensierato periodo della propria giovinezza, in cui era tutto bello, in cui era tutto facile, a titoli che, come questo, hanno lasciato nella memoria un'impronta piuttosto unica. Considera infatti che Forbidden Forest ha dalla sua un campionario di musiche molto caratteristico, capace di dare un'impronta molto forte e unica all'esperienza di gioco, al punto che se il gioco fosse stato muto probabilmente se lo ricorderebbero davvero in pochi. Invece, grazie all'ottimo lavoro sonoro del buon Paul Norman, è davvero sufficiente sentire anche solo le prime note uscire dal televisore perché torni alla memoria Forbidden Forest in tutto il suo "splendore".



Se infatti le musiche sono comunque molto interessanti (e in alcuni casi anche belle) non si può dire altrettanto relativamente a tutto il resto. Iniziamo dalla grafica: è pessima! Gli sfondi (anzi: lo sfondo) è sempre lo stesso per tutta la durata del gioco (cambiano solo i colori) ed è composto da caratteri ridefiniti in modo approssimativo. Se è vero che c'è un po' di "scrolling parallatico" che tenta di nobilitare il tutto, ed è pure presente una simpatica Luna che transita in cielo, la definizione globale dello sfondo appare talmente impastata da risultare fastidiosa. Anche gli "sprite" sono abbastanza poveri, si è visto decisamente di meglio in quasi tutte le produzioni successive per Commodore 64, ma tutto sommato sono funzionali e non me la sento di bocciare il lavoro fatto nelle animazioni dei mostri (ok, lo sputo del serpente è terribile, ma già lo scheletrino che ti rincorre è carino).



Al di là dell'aspetto tecnico, anche dal punto di vista della giocabilità Forbidden Forest è abbastanza triste. Fondamentalmente si tratta di un tiro al bersaglio, in cui la manovrabilità dell'omino è talmente impacciata e lenta da risultare snervante. Naturalmente con un po' di allenamento si riesce ad imparare a destreggiarsi tra spostamenti, ricarica della freccia e mira. Ma una volta che si prende la mano (salvo che non ci si rompa le scatole prima) il gioco è tutto qui: ci sono 6 diversi antagonisti, tra cui l'ultimo è visibile solo quando un fulmine illumina il cielo (e questa è una bellissima idea!), ma poi semplicemente si ricomincia da capo.
Concludendo, come avrai capito, ritengo che Forbidden Forest sia un gioco davvero mediocre. Anche io amo la sua musica, soprattutto quella del "balletto" che scatta tra un livello e l'altro (che peraltro è troppo lungo e non si può saltare), ma tra i giochi che ci arrivano da questo autore continuo a preferire Aztec Challenge. Solo per nostalgici.


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