Wizardry: Proving Grounds of the Mad Overlord
Avevo giochicchiato con la versione originale del primo Wizardry nei primi anni '90, e già in quell'epoca (si parl di trenta anni fa) quel gioco mi appariva troppo essenziale, scarno e punitivo per meritare troppe attenzioni. Questo gioco richiedeva davvero lacrime e sangue anche solo per progredire di un piano (sui 10 presenti), con avvelenamenti e personaggi morti continuamente che per essere resuscitati richiedevano tra l'altro un botto di denaro, oltre il fatto che se ci mettevi troppo - con riposi continui alla locanda - i personaggi invecchiavano e livellando oltre a guadagnarne perdevano anche punti nelle loro caratteristiche! Ricordo che avevo fatto 3 party e mandavo i 18 personaggi a rotazione nel dungeon in modo che fossero più o meno tutti dello stesso livello, cosicché nel caso un party fosse stato spazzato via, potevo recuperare i resti usando un altro gruppo (e la spedizione di recupero andava fatta in fretta, perché altrimenti rischiavi di non trovare più niente!). Tutto questo "sbatti" aveva un senso? Secondo me no: grafica terribile, nessuna ricompensa degna di nota che ti facesse venire voglia di continuare... insomma il primo Wizardry per me era tempo sprecato.
Finalmente in questi giorni ho giocato un poco con il remake del 2023 e devo dire che, almeno dal punto di vista della grafica e del sonoro, il gioco è notevole ed ora è proprio un bel vedere! E' sempre possibile fare un confronto con l'originale in qualunque momento visto che la versione originale del 1981 è sempre in esecuzione (ed è rapprenentata in sovraimpressione in un angolo o, volendo, a schermo pieno). Ma davanti a tutto questo, pur essendo state aggiunte un sacco di opzioni per personalizzare le partite, Wizardry resta sempre il buono vecchio Wizardry, con tutti i suoi limiti di gameplay e con quella difficoltà che, oggi come ieri, mette in forte dubbio la volontà anche di un giocatore di ferro come me. Non mi sento di consigliarlo a nessuno, a meno che non fosse un fan dell'originale.



Il gioco è infatti rimasto lo stesso, l'ho provato anche io all'uscita ma non mi ci sono dedicato molto conoscendo la sua "fama", prima o poi comunque mi ci metto di buzzo buono...
RispondiEliminaNon nego che possa essere esaltante il momento in cui "ingrani", cioè quando capisci come sopravvivere in modo non frustrante, quando capisci come rispondere a tutte le avversità che ti tira dietro in modo implacabile questo gioco. Però ci vuole davvero troppa pazienza (e devi anche mappare a mano, perché la mappa automatica c'è ma si cancella ogni volta che entri nel dungeon) per quello che ti dà indietro, secondo me.
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