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domenica 4 agosto 2024

R4: Ridge Racer Type 4

 


R4: Ridge Racer Type 4 - 1999 - Versione Playstation

Secondo il mio modestissimo parere R4: Ridge Racer Type 4 è uno dei migliori giochi di corsa per la gloriosa Playstation, subito dietro i Gran Turismo e i Colin McRea Rally: grafica veloce e varia, musiche interessanti, replay degni di Gran Turismo, 8 circuiti e oltre 300 vetture (tutte inventate ma che spesso ricordano modelli reali), telecronaca non eccessivamente invadente ma d'effetto, e tutto un contorno che fa di questo titolo uno dei giochi più curati della sua categoria.


Secondo Piermarco la guida, cioè il perno della giocabilità di questo titolo, non è accurata, eccessivamente ingessata dai controlli digitali (che poi erano i tipici di tutta la serie), in una parola: scadente. Certamente il gioco non vuole simulare in alcun modo la guida di un mezzo reale, ma nella sua logica di "anticipo curva, sgasata, drift" io l'ho trovata di una precisione eccelsa, e mi sono genuinamente divertito a superare una dopo l'altra tutte le auto che mi trovavo davanti nel circuito.


Per concludere, al netto della solita grafica Ps1 che è ovviamente invecchiata in modo imbarazzante, soprattutto se gestita da un tv enorme di quelli moderni che orami abbiamo tutti, RR4 è davvero un buon gioco di guida per il periodo in cui è uscito, che mi diverte ancora oggi.



domenica 21 aprile 2024

Activision Tennis




Activision Tennis - 1981 - Versione Atari 2600    

Activision Tennis non è altro che il vecchio Pong con una visuale dall'alto al basso e con dei rudimentali tennisti al posto delle bacchette. Tutto qui, non ci sono altre caratteristiche particolari se non giusto il punteggio che ricalca quello reale del tennis. Tutto quello che è richiesto fare è premere il tasto per servire e poi muovere l'omino verso la palla, che sarà rimbalzata automaticamente indietro con un angolazione pari alla posizione della racchetta al momento dell'impatto. L'aggiunta della possibilità di muoversi anche verso la rete aggiunge una maggiore libertà nell'anticipare il colpo, che può fuorviare l'avversario ma ti mette nello stesso tempo anche di fronte a maggiori rischi di non riuscire a coprire tutto il campo in caso di risposta.
In definitiva questo Tennis l'ho sempre considerato un gioco deludente che non valeva assolutamente l'elevato costo necessario per acquistarlo. Probabilmente è il titolo peggiore mai prodotto da Activision per l'Atari Vcs, per grafica, meccaniche, profondità e longevità.



giovedì 11 maggio 2023

Riviste storiche: Commodore Computer Club

 



Riviste Storiche: Commodore Computer Club (1982-1991)

Come ho già detto in altre occasioni le riviste sono parte integrante, anzi fondamentale, nella mia personale accezione di retrogaming. Certe volte sento più il bisogno di rileggere le recensioni presenti sulle riviste degli anni '80 di quanto non senta la necessità invece di giocare a quei titoli per davvero. Può sembrare strano, magari lo è, ma per me è così, per cui mi tengo stretta la mia collezione di riviste (la maggior parte delle quali in digitale, purtroppo). Tra queste riviste, per lo più incentrate sui videogame, ce ne sono alcune che invece i giochi li trattavano pochissimo o quasi per niente. Una di queste, la mia preferita in assoluto, è Commodore Computer Club.



Questa rivista era incentrata sugli home computer Commodore, con ovvia preferenza (visto il periodo di pubblicazione) per il mitico Commodore 64. Solo dal 1986 la rivista inizia a trattare sempre più ampliamente anche l'Amiga, senza però mai abbandonare il fratellino minore, per fortuna. Su queste pagine scrissero anche diverse persone di nota levatura, ad iniziare dal mio carissimo amico Andrea Fasce (noto anche come Executor), Carlo Santagostino (che ho avuto la fortuna di conoscere di recente) e tante altre personalità piuttosto note, come Valentino Spataro. Questi nomi dovrebbero darti un'idea sulla qualità della rivista che per gli hobbisti dell'epoca (come il fu teenager Barabba) era una vera e propria Bibbia che ogni mese si attendeva in edicola con malcelata impazienza.


E infatti ogni mese le pagine di Commodore Computer Club ci portavano in casa milioni di idee sulle cose da fare con i nostri amati computer. Grazie a questa rivista abbiamo imparato come sfruttare davvero al meglio le nostre macchine (ovviamente il discorso vale solo per quelli che come me non le riteneva solo come mere macchine per giocare), ad esempio come raffinare la programmazione in basic e anche come implementare certe funzioni in linguaggio macchina. Ci venivano spiegate tutte le funzioni presente sul workbench dell'Amiga, come manipolare file, fare stampe creative, ottenere cose originali e simpatiche usando il compute e tante altre cose di questo genere. Insomma CCC era davvero una fucina di idee e spunti per chi avesse voglia di usare l'home computer in modo creativo.


Non mancavano tanti listati, un must per le riviste dell'epoca, ma erano sempre spiegati e funzionali ad illustrare funzioni importanti nascoste nei nostri computer. I giochi, come detto, venivano tratti molto saltuariamente, essendo la pubblicazione incentrata appunto sull'uso creativo/produttivo dei nostri computer (e va detto: utilizzare in modo creativo/produttivo i nostri computer era divertente quanto giocare coi videogame). Chiaramente CCC era una rivista figlia di un'epoca irripetibile, e come tale resta irripetibile. Già all'inizio degli anni '90 stava diventano proibitivo per un comune hobbista poter studiare l'architettura di un computer, carpirne i segreti, e scrivere qualcosa di interessante: se prima una persona da solo poteva fare tutto, con l'arrivo di macchine sempre più complesse (e di montagne di software a basso costo) di fatto ha perso ogni senso "lavorare sul metallo", per cui si è passati ad utilizzare software già confezionato, già pronto per qualunque necessità, sia esso un linguaggio ad alto livello o un vero programma produttivo (ad esempio per fare grafica, tabelle, musica, stampe ecc). Allo stesso modo la pratica della programmazione è passata dall'appassionato al professionista, non tanto per l'impossibilità fisica nel dedicarsi all'arte della programmazione, ma per il semplice motivo che questa - a livello hobbistico - è diventata una pratica inutile. Non c'è nulla che si può ottenere che qualche applicazione, spesso gratuita, non faccia già, e meglio di quanto possiamo fare noi impiegando prezioso tempo e fatica.




Detto questo Commodore Computer Club resta come una meravigliosa testimonianza di quell'epoca. Una rivista fatta col cuore, con calore e partecipazione, che inevitabilmente conquistava e si faceva amare. Ringrazio De Simone e tutti gli altri artefici di questa piccola stupenda pubblicazione, grazie alla quale ogni mese ci si spalancava una finestra creativa su ciò che percepivamo come il futuro. Ora però scusami, devo caricare l'emulatore di C64 per digitare quel listato che mi permette di scrivere in overscan!


venerdì 17 marzo 2023

Road Runner


Road Runner - 1985 - Versione Commodore 64

Questa è un'altra di quelle conversioni per macchina casalinga di un gioco uscito originariamente in versione arcade, versione di cui io non ho mai visto traccia dalle mie parti. Non ho quindi mai giocato al bar o in sala giochi a questo titolo per cui ne conosco solo la povera versione per Commodore 64.


Anche in questo caso non ho un buon ricordo di questo titolo, per una serie di motivi. Per iniziare il gioco in sé non ha, oggettivamente, un gran mordente, visto che sullo schermo alla fine ci sono solo il nostro personaggio e il solito coyote idiota che non fa null'altro che correrci dietro a piedi o utilizzando qualche strano apparato. Qualche veicolo, sasso rotolante e poco altro rendono l'azione un po' varia, ma è davvero poca cosa, anche per un gioco del 1985.


Inoltre graficamente il gioco è abbastanza povero ed è sempre uguale dall'inizio alla fine, così come le meccaniche di gioco: una volta capito come evitare di essere acciuffati o come saltare i proiettili che di tanto in tanto ci sbarrano la strada, il tutto diventa quello che è effettivamente è: una passeggiata. Non che sia facilissimo, anzi, ma ci vuole poco ad entrare in sintonia con le povere meccaniche di questo gioco, al netto di una pur difficilissima gestione dei movimenti: il nostro struzzo ha la maledetta tendenza ad incastrarsi negli angolini, ed ovviamente il tutto ha un esito disastroso!



Dulcis in fundo la mia versione di questo gioco spesso caricava male (una costante nei giochi con fast multiload) e capitava più di una volta di trovarsi con gli sprite sminchiati(tm) o con i fondali devastati... insomma questo gioco ce la metteva tutta per non farsi amare, e infatti lo ricordo abbastanza con fastidio. In realtà non è un titolo bruttissimo, ma c'è (e c'era) decisamente di meglio.



domenica 22 gennaio 2023

SSX

 


SSX (Snoboard Super Cross) - 2000 - Versione Playstation 2

Quando mi sono preso la Ps2 ho speso una fortuna: tra console e i due giochi che ho preso (Ridge Racer V e Dead Or Alive 2) avrò sborsato più di un milione di lire, per cui almeno per un po' non ho potuto giocoforza comprare altri titoli, anche perché la console era nuovissima e giochi usati non ce n'erano in giro. In tutta questa congiuntura astrale mi ritrovai quindi ad accontentarmi di giocare con i "demo" che erano presenti nella confezione del gioco, e tra questi c'era SSX.


Ricordo quindi di avere fatto migliaia di partite alla demo di questo simulatore di snowboard, partite che potevano essere svolte su una sola pista e, se non erro, anche solo entro un tempo limite piuttosto stretto... una vera pena! Ma la grafica era talmente incredibile (abituati come eravamo alla grafica in bassa risoluzione della prima Playstation) veloce e colorata che non potevo smettere di giocare e giocare. Alla fine NON ho mai comprato SSX, ma successivamente invece acquistai SSX Tricky di cui però parlerò in un'altra occasione.


Oggi SSX rimane un gioco divertente e nemmeno così brutto a vedersi, dal punto di vista grafico non è invecchiato così male. Pure il gameplay, dopo tutti questi anni, si è conservato abbastanza solido e non presenta ingenuità troppo marcate. Personalmente non ho mai trovato SSX così irresistibile come gioco, ma l'atmosfera che mi trasmetteva (un po' natalizia viste le presenze di neve e le luci colorate) mi aveva completamente conquistato e ancora oggi trovo divertente buttarsi in qualche discesa a rotta di collo. Un buon titolo quindi, ottimo rappresentante di un genere ormai scomparso.




domenica 15 gennaio 2023

Yabba Dabba Dooo!

 


Yabba Dabba Dooo! - 1986 - Versione Commodore 64

Questo simpatico giochino dedicato ai Flintstones mi faceva già abbastanza schifo a 15 anni, ma siccome era anche difficile da capire cosa fare, come farlo o anche semplicemente come girare per la mappa (provaci: ti sembra di girare a caso senza sapere come tornare indietro o semplicemente come andare altrove dalle prime location iniziali), allora accettai la sfida e cercai di "domare" il mostro!



"Mostro" non è una parola che ho scelto a caso, visto che graficamente questo gioco è abbastanza orrendo, soprattutto nella rappresentazione delle varie case che si riesce piano piano a ricostruire, un sasso alla volte... e un paio di caratteri rettangolari ridefiniti alla volta. Insomma, questo gioco graficamente faceva sanguinare gli occhi e ti faceva anche impazzire nel tentativo di evitare i per lo più inevitabili mostri vaganti.



Dulcis in fundo il gioco spesso mi caricava male (da cassetta) e quindi capitava che diversi elementi grafici fossero invisibili o formati da ammassi di pixel. A tale proposito non dimenticherò mai la prima volta che vidi l'automobile di Fred su schermo: completamente sputtanata ma incredibilmente più bella degli sfondi che invece erano stati caricati bene. 
In ogni caso questo è un gioco da evitare perché è talmente brutto che il suo ricordo mi perseguita ancora! 

sabato 18 dicembre 2021

Lotus 2

 


Lotus Turbo Challenge 2 - 1991 - Versione Amiga

Mi fu mostrato questo gioco dal mio amico Executor un pomeriggio che ero in visita a casa sua,  e quando raggiunse il livello della nebbia capitò uno di quei momenti storici nella vita di un giocatore, quelli che restano nella memoria indelebili per sempre. 



Lotus 2 è più simile ad Outrun e a tutti i giochi di corsa coi checkpoint di quanto invece non lo sia col suo predecessore, e per un single-player come me questo non è affatto un difetto. Tecnicamente  è talmente valido da essere ancora molto divertente e bello da giocare oggi. La già citata nebbia è talmente rappresentata bene (nella sua semplicità) da farmi lo stesso effetto evocativo ancora oggi. 



Non mancano altri tocchi di classe, come il sono del motore più ovattato in galleria, o i tronchi da evitare o da sfruttare come trampolini... insomma Lotus 2 è un gran gioco, completo, fluido, divertente.  Assolutamente consigliato, al netto di caricamenti un po' troppo lunghi per un giocatore odierno.



giovedì 3 giugno 2021

Breakdance - precursore dei rythm game?

 


Breakdance - 1984 - Versione Commodore 64


Siccome mi stavo accingendo a registrare una puntata del mio podcast Retrogaming Lives relativamente ai giochi ritmici (rythm games), ho deciso di rispolverare questo vetusto Breakdance. Titolo prodotto dalla Epyx, e che quindi potenzialmente dovrebbe essere di un gioco tecnicamente curato, in realtà non ha nulla di notevole, e anzi tradisce una direzione artistica abbastanza disastrosa. Gli sfondi, iniziando anche dallo schermo dei titoli, sembrano disegnati da un bambino piccolo, con prospettive, colori ed elementi che definire "naif" sarebbe un complimento. Gli omini sono in grado di fare una quindicina di evoluzioni, che non è male, e sono anche fatte abbastanza bene, ma sono talmente veloci e brevi che non te le godi nemmeno. Che dire poi della musica? Banale, realizzata mediocremente, e non va a ritmo con gli omini.

giovedì 14 gennaio 2021

Crack - il gioco per Amiga

 


Crack - credo 1987 - Versione Amiga


Crack può essere considerato come un gioco emblematico. Essendo tra i primissimi giochi che mi arrivarono (ovviamente copiati) su Amiga, aveva ai miei occhi il fascino incredibile della next-gen, ma mentre con altri titoli (su tutti Defender of The Crown) mi ero già fatto un'idea sulla bellezza delle schermate grafiche che l'Amiga era capace di mostrarci, così come mi ero lasciato rapire dalla novità dell'utilizzo del mouse come mezzo di fruizione, con Crack avevamo finalmente un vecchio concetto (praticamente un clone di Arkanoid) declinato in salsa 16 bit.