mercoledì 22 gennaio 2020

Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep




Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep -A fragmentary passage - 2017 - Versione Playstation 4


Finalmente, dopo mesi di passione, posso archiviare questo "The Story so Far" (pagato ben 19 euri da Mediaword, probabilmente lo avevano prezzato male), una raccolta compendio di tutti i vecchi Kingdom Hearts pubblicati nell'arco di 15 anni, uscita nel 2017 nell'attesa del terzo capitolo ufficiale, che sto giusto iniziando in questi giorni.



In questa splendida raccolta purtroppo/per fortuna non tutti i titoli sono giocabili, ci sono ben tre giochi che in effetti non sono stati riadattati per la Playstation 4, e dei quali ci dobbiamo sorbire solamente dei filmati. Per cui non ci saranno mai le mie recensioni per questi titoli-fantasma.



L'ultimo titolo effettivamente giocabile è questo KH 0.2 che, grazie agli dei dell'Olimpo, lo si può archiviare in meno di tre ore! Il lato positivo del breve gioco è che è stato programmato esclusivamente per la PS4, per cui ha un aspetto grafico molto buono, soprattutto confrontato coi restanti titoli di questa raccolta. Il gioco è godibile perché ricco di spunti interessanti, ancorché appena abbozzati, ma capaci di regalare una certa varietà. L'aspetto generale di questo gioco è quindi quello di un breve prologo alle vicende che affronteremo in Kingdom Hearts 3, pur non rinunciando a presentare le sue peculiarità.



Non siamo quindi di fronte ad un titolo che non lascia molto, se non dal punto di vista della trama che, come ho detto più volte, è talmente incasinata da lasciarmi ormai totalmente indifferente. Tuttavia è divertente da portare a termine e gratifica anche mostrando una bella grafica. E' quindi un giochino gradevole, ma nulla di più.





domenica 19 gennaio 2020

Civilizzatevi con Civilization



Civilization - 1991 - versione Amiga


Civilization è uno di quei rarissimi giochi (si contano sulle dita di una mano) che riprendo ogni due o tre anni per farci una partita, e con "una partita" intendo tranquillamente una cosa tipo 30 ore concentrate in 6 o 7 sessioni di gioco! 



Si perché questo gioco crea veramente una specie di dipendenza, quella sindrome nota come "ancora un turno e poi smetto" che ti fa passare ore attaccato al monitor senza che nemmeno te ne renda conto. Anzi, Civilization è per antonomasia il re di questo genere di giochi ammazza-vita-sociale!



E, come detto, una singola partita può prolungarsi tranquillamente per decine di ore, anche a seconda di come si decide di affrontare il gioco. Uno dei punti di forza di questo meraviglioso gioco è proprio questo: si possono variare non solo le condizioni di partenza (facendo creare al computer un pianeta con certe caratteristiche) ma anche il modo in cui si vuole giocare (distruggendo tutto, per esempio, oppure difendendosi e basta, e così via).



Il mio modo preferito, ad esempio, è questo: creo un pianeta enorme, antichissimo così da avere poche montagne, temperato in modo da non avere troppi deserti, e con solo 7 civiltà, per evitare troppe ingerenze. Poi metto difficoltà bassa e inizio ad espandermi: ogni volta che posso creo strade e campi coltivabili, e poi stabilisco una nuova città. Nel frattempo cerco di avanzare il più possibile anche nelle invenzioni in modo da potermi difendere dai nemici ed eventualmente occupare le città che scoprirò. Ma soprattutto cerco di andare in democrazia il prima possibile, in modo da massimizzare lo sviluppo. 



Oltre a questo, gioco sempre la prima mitica versione Amiga a 32 colori, perché questa versione permetteva (anche se in modo un po' macchinoso) di eseguire la messa in opera di strade, campi e miniere in un solo turno, cosa che poi è stata vietata nelle versioni successive. 



In questo modo arrivo a ricoprire il modo intero di città e ferrovie, rendo il Pianeta Azzurro una specie di groviglio di strade metalliche, con milioni e milioni di abitanti sparsi per i continenti. Insomma, uno schifo, ma colonizzare il modo intero, credimi sulla parola, è una cosa tanto tanto gratificante. 



Alla fine lascio sempre una città nemica superstite (di solito difesa da una falange di gladiatori mentre io ho i missili nucleari) in modo da poter raggiungere Alpha Centauri e chiudere la partita in questo modo. 



Certamente anche questo gioco aveva i suoi problemi: il primo è che era sparso su ben 4 dischetti, più un quinto per salvare, per cui si passava la vita a scambiare dischi, ma per fortuna questo problema oggi non si presenta più  grazie agli emulatori. 



Il secondo problema è la lentezza dell'interfaccia di gioco, che non si riesce a migliorare nemmeno pompando la macchina emulata al massimo: Civilization sembra programmato in basic, tanto ogni operazione è lenta, tanto bisogna permere a lungo i pulsanti della tastiera o del mouse perché i comandi vengano presi dal gioco. Per far attraversare un continente ad un'unità via treno, ad esempio, ci vogliono minuti se le caselle da percorrere sono anche solo una ventina! Credo che dal punto di vista software questo gioco sia davvero pessimo, e anche la grafica, a ben vedere, tocca  punti molto bassi, ma  per lo meno questo aspetto ha davvero pochissima importanza. 



In ogni caso, il fatto che ogni due o tre anni torni a giocare proprio al primo Civilization, benché al momento sia già disponibile il quinto episodio addirittura per PlayStation 4, la dice lunga sul valore di questo titolo, che ti ricordo abbia ormai compiuto quasi trent'anni! E te lo giuro: certamente non è  solo di un attaccamento nostalgico, il mio.



Quando uscì fu una vera rivoluzione, pur trattandosi a ben vedere della somma di tanti aspetti visti in tanti altri giochi  (The 7 cities of gold, railroad tycoon e tanti giochi strategici a turni). Ma era tutto talmente ben studiato e legato insieme dall'idea di progresso tecnologico dal renderlo uno dei giochi più geniali di sempre. 



Ad oggi sono usciti millemila titoli analoghi, più moderni, più grossi, e tecnicamente più avanzati, quindi non ho dubbi che tu possa trovare di meglio, se ti piace il genere. Ma la freschezza e la leggibilità del primo Civilization restano anche nel 2020 sorprendentemente attuali, tanto che questo gioco riesce ancora ad essere più divertente ed allettante di molti titoli strategici recenti.
In definitiva vredo di poter definire questo gioco come uno dei miei favoriti di sempre. 


sabato 18 gennaio 2020

Barbarian e il C64



Barbarian, the ultimate warrior - 1987 - Versione Commodore 64


Barbarian non mi è mai piaciuto. L'ho sempre trovato lento e mortalmente noioso. Come tutti ho avuto il mio attimo di esaltazione quando ho fatto saltare la prima testa, ma a parte qualche sussulto di sadismo represso come questo, cosa rimaneva? Un barbaro lento e goffo che faceva a spadate con dei suoi cloni con la maglietta colorata. Per lo meno i karateka di The Way of The Explonding Fist (tutti uguali anche loro) erano molto più veloci e reattivi, e c'erano delle fantastiche musiche a colorare le partite!



Non ho davvero mai capito cosa ci trovasse la gente di bello in questo titolo, se non, ovviamente, la modalità a due giocatori che però non ho mai provato, come al solito. Così avevo, e mi sono tenuto, il dubbio che molto del successo di questo picchia-picchia fosse dovuto solo alle poppe della principessa stampigliata sulla confezione, perché a ben vedere questo Barbarian ha veramente poco da offrire, per lo meno per il single player.



In questa modalità, per lo meno, la difficoltà è bella alta, almeno per un profano dei picchiaduro come lo sono io. Se i primi due scontri (nella modalità storia) erano abbastanza facilmente archiviabili insistendo con la spadata alta, già si rendeva assolutamente necessario usare molte parate per arginare il terzo energumeno. Quello con la maglia nera, invece, credo di averlo superato solo due volte in vita mia, ed in entrambe le occasioni non sono sopravvissuto per più di 4 secondi contro le magie del cattivo finale.



Ebbene sì, non sono mai riuscito a finire questo gioco, nel 1987. Per fortuna ci sono riuscito adesso, ovviamente utilizzando un cheat, così mi sono potuto vedere lo sprite finale della principessa... tutta nuda (ok, è un cheat anche questo: in origine la donnina era soltanto seminuda... ma che ci volete fare, sono uno sporcaccione...).
In definitiva Barbarian è un gioco assolutamente inutile, nel 2020. Ha fatto storia? Sì. Merita di essere giocato oggi? No. Con buona pace delle puppe della principessa.


mercoledì 15 gennaio 2020

41599: Wonder Woman



Set 41599 - anno 2018 (143 pezzi)


Wonder Woman è probabilmente uno dei BrickHeadz migliori. Certamente è per il 90% uguale a tutti gli altri set, ma la caratterizzazione è bellissima, i pezzi non sono pochissimi e, soprattutto, la tipa ha in mano una spada e uno scudo: due accessori (soprattutto il secondo) davvero belli ed esclusivi.
Non c'è molto altro da dire, se non che - lo ripeto - è uno dei set migliori di questa serie.


Valutazione 9/10

Prezzo nuovo 10 euro o poco più


martedì 14 gennaio 2020

Ennesimo Kingdom Hearts: Dream Drop Distance HD



Kingdom Hearts: Dream Drop Distance HD - originale del 2012 - Versione PS4


Continuo la saga di Kingdom Hearts arrivando a questo titolo con un po' di (comprensibile) stanchezza. E infatti al primo lancio del programma, dopo essermi trovato dinnanzi al solito sistema di gioco, alla solita interfaccia, alla solita ambientazione (la Città di Mezzo) e alla novità del Fluimoto (che rende il titolo ancora più action dei suoi predecessori), mi sono ritrovato leggermente preso dallo sconforto. In realtà, perseverando, ho scoperto che è Dream Drop Distance è un titolo validissimo, molto ben fatto, con le ambientazioni che vanno migliorando di "mondo" in "mondo", alcuni dei quali arrivano addirittura ad essere migliori di quanto visto in Kingdom Hearts 2.



Sorvoliamo sulla trama, ormai completamente fossilizzata sui soliti personaggi buoni e cattivi della Square (ma non c'è più traccia di Final Fantasy), con i giusti - ma trascurabili - innesti Disney. In un tripudio di gente che è senza cuore, ne ha solo un po', individui che sono il nessuno di quell'altro, quello ha il cuore legato all'altro, mentre l'altro ancora era cattivo da vecchio ma ha parlato con il se stesso buono da giovane, e via delirando, non si capisce più una mazza di niente.



In quest'ottica adesso trovo patetico l'espediente, ormai sempre presente in questi titoli, di disseminare in giro dei "diari" da collezionare, dove vengono riassunte le trame e le relazioni dei vari personaggi nei vari giochi: una serie di nozioni assolutamente inutili che non spiegano niente, semplicemente ti dicono che si sono verificate queste o quelle vicende. Mah, sono un vera occasione sprecata!



Se solo tutto fosse un po' più chiaro (ad iniziare su cosa sia veramente Kingdom Hearts e perché la gente lo cerca, o lo vuole aprire, o lo vuole chiudere...), giocare sarebbe più interessante. In questo modo invece alla fine ci si interessa solo alle meccaniche di gioco, e le lunghissime scenette di intermezzo iniziano ad essere stucchevoli contrattempi. O magari - è sempre meglio sottolinearalo - sono idiota io.



Nello specifico, in questo gioco, c'è una caratteristica molto interessante che a volte però ha conseguenze abbastanza fastidiose: il gioco, che è diviso in 7 o 8, lo si affronta con due personaggi distinti, ciascuno con le sue vicende e le sue interazioni con i personaggi Disney. Il problema è che il passaggio da l'uno all'altro è imposto dal gioco quando finisce il tempo a disposizione. In altre parole, dopo circa 20 minuti che si gioca, ad esempio, con Sora, si è obbligati a mollare a metà quello che si stava facendo per passare a Riku. Questa meccanica è una vera menata, perché ti ritrovi a fare cose o affrontare situazioni di cui nemmeno ti ricordi, e ci vuole un po' per rituffarsi (è proprio il caso di dirlo) nuovamente nell'azione di quel personaggio abbandonato precedentemente, per portare a termine quanto lasciato sospeso.



Una meccanica invece molto particolare, e che personalmente ho largamente apprezzato, è quella relativa ai "pet". Esattamente come in Pockémon si possono collezionare ed allevare un buon numero di mostri, tra i quali se ne possono scegliere 3 per volta per metterli nel party, combatteranno cioè due alla volta col personaggio attivo del gioco, dandosi il cambio in qualunque momento. Ogni mostro, combattendo, sale di livello e può sbloccare, se lo si coccola a dovere e lo si utilizza in battaglia, delle abilità e delle azioni che vanno a potenziare Sora e Riku, oltre a poter scaricare grossi attacchi combinati.


Il sistema di potenziamento di questi mostri ("acchiappasogni") passa anche attraverso delle sezioni di "coccole", in cui i mostri vanno accarezzati o toccati nei vari punti del loro corpo, oppure si può dare loro dolci o farli partecipare a dei mini giochi, per scatenare in loro un maggior attaccamento verso di voi. La cosa è divertente per un po', ma molto lenta. In tutta la mia partita, durata 30 ore, ho massimizzato non più di 12 mostri, quando credo che ve ne siano a disposizione almeno tre volte tanto. Certo, se uno vuole può dedicarsi 200 ore in questa attività. Ma perché? Per avere i potenziamenti maggiori, per poter affrontare i boss supplementari... possibile, ma ne vale la pena?


Il gioco comunque è divertente e, come detto, alcuni mondi sono bellissimi. Anche i mostri si sono rinnovati nell'aspetto e alcuni scontri con i boss sono memorabili. Resta il problema che, in ogni caso, succedono sempre le stesse cose, ci sono sempre gli stessi discorsi, e le battaglie funzionano bene o male sempre allo stesso modo (pur con l'introduzione del Fluimoto, che rende tutto ancor più confuso), per cui la noia - da questo punto di vista - è sempre pronta a fare capolino.



In definitiva il gioco non è affatto male, ma avendolo giocato troppo a ridosso di tutto il resto, mi sono trovato ad annoiarmi un po' di fronte le ennesime scenette piene di bla bla inutili. Anche se probabilmente non è il miglior gioco della serie, mi ha comunque sorpreso per la cura con cui è stato realizzato, in particolare nella realizzazione dei mondi, ma anche nei i vari mini giochi (uno di questi si svolge durante i titoli di coda e ti permette di sbloccare un extra!). Da giocare solo se si è pronti a sorvolare sulla trama e, soprattutto, se non si è già saturi di tutto quello che riguarda Kingdom Hearts.




giovedì 9 gennaio 2020

7592: Verso l'infinito e oltre



Set 7592 - anno 2010 (205 pezzi)



Bellissima versione Lego del noto protagonista di Toy Story. E' innegabile, invero, che al prezzo che lo si trova in giro nuovo ci si può comprare un vero giocattolo con le stesse fattezze, completamente snodabile e anche parlante. Tuttavia questa versione componibile non è affatto male e può valerne l'acquisto se la si trova usata o a prezzo più basso. Intanto per incominciare condivido le scelta di fare il volto con un solo pezzo unico che riproduce alla perfezione quello del bambolotto vero. Non ci sarebbe stato altro modo per dare un volto credibile al personaggio. Il resto dell'oggetto invece è fatto di pezzi standard (ad esclusione del casco e delle mani) e ha un buon set di parti snodabili (busto, mani, piedi, gambe e braccia), anche se gomiti e ginocchia restano rigidi. Se avessero reso snodabile anche queste parti sarebbe stata una riproduzione perfetta dell'originale, ma anche così se la cava.
Altro particolare mobile sono le ali posteriori, che possono essere aperte e chiuse, anche se va detto che l'aggancio alla tuta è un po' fragile e si stacca facilmente. A parte questi piccoli difetti, lo ripeto, il set mi ha convinto e lo ritengo proprio un bell'oggettino.
Piccola nota finale: nella confezione c'è anche un omettino con le sembianze dell'alieno adoratore dell'artiglio.

Valutazione 8+/10


Prezzo nuovo 105 euro

martedì 7 gennaio 2020

Onimusha, la sua versione Tactics



Onimusha Tactics - 2003 - Versione Game Boy Advance


Onimusha Tactics è senz'altro un gioco abbastanza semplicistico sia nelle meccaniche di combattimento che nella gestione della truppa. Comparato con i vari Final Fantasy Tactics, X-Com o Disgaea sembra davvero un giochino da due soldi, visto che le battaglie normalmente si risolvono con estrema facilità semplicemente restando compatti e attirando un nemico alla volta verso il nostro gruppetto di soldati.



Che non sia richiesto un grande studio strategico sul campo di battaglia lo si capisce anche dal fatto che, per esempio, non serve nemmeno colpire i nemici da dietro o dai lati per causare maggior danno, come succede praticamente nel 100% degli altri titoli simili. Inoltre è possibile ripetere le battaglie all'infinito, conservando anche tutta l'esperienza e gli oggetti ottenuti durante lo scontro in atto, semplicemente ritirandosi dalla battaglia in un qualunque momento, anche prima di eliminare l'ultimo nemico sulla mappa: in questo modo ci si può tenere sempre livellati il giusto, anche nell'equipaggiamento, per non avere problemi di sorta nell'affrontare le battaglie che saranno proposte dalla storia. Tra l'altro, ad un certo punto del gioco, per lo stesso motivo si può anche accedere a degli scontri supplementari ripetibili a piacimento con i quali livellare allegramente.



Nonostante questi limiti, però, Onimusha Tactics è un gioco molto divertente. Le battaglie sono varie nelle situazioni che ti mettono di fronte, le mappe sono spesso grandi ed interessanti, i nemici sono un bel campionario di "cattivi" come non se ne vedono spesso. Inoltre la nostra truppa si va costantemente a rimpolpare di tanti personaggi nuovi battaglia dopo battaglia: unità dalle professioni e dalle capacità più variegate, che possono rendere gli scontri molti diversi tra loro e interessanti nello svolgimento.



Se la gestione dell'inventario e il relativo potenziamento dell'equipaggiamento di ciascun elemento della brigata è piuttosto essenziale e macchinoso, le battaglie invece scorrono via che è un piacere, con poche e chiare opzioni che permettono un flusso di turni davvero appagante. La grafica e il sonoro sono funzionali ma molto gradevoli, mentre la trama non è nulla di particolare ma sia nello svolgimento dei fatti che nella quantità di personaggi che si incontrano, e non ultimo nella sua linearità, mi ha ricordato un po' alcuni vecchi anime degli anni '80, ed è stata una sensazione davvero piacevole.



A mio parere tutti questi aspetti che ti ho illustrato concorrono nel rendere Onimusha Tactics un ottimo gioco se fruito in brevi (ed appaganti) partite, adattandosi benissimo a quella che è la modalità di utilizzo tipica su cellulare. Giocarci quindi sul telefono è un'esperienza migliore di quanto non sia affrontare il titolo sull'originale Game Boy Advance, visto che in questo modo passano in secondo piano i suoi difetti (come l'indubbia poca profondità del sistema tattico) che anzi diventano addirittura punti di forza contribuendo a rendere l'esperienza di gioco fresca e piacevole. Da questo punto di vista Onimusha Tactics resta un titolo indubbiamente valido ancora oggi.


domenica 5 gennaio 2020

Il mito Bruce Lee



Bruce Lee - 1984 - Versione Commodore 64


Come tutti gli ex utenti del Commodore 64 anche io amo alla follia questo gioco dedicato a Bruce Lee. E' vero, la grafica è povera se non addirittura scialba, ed è vero che gli effetti sonori sono veramente minimali, e anche la musichetta di introduzione, che è bellissima, dura una sola manciata di secondi. 



Ma il gioco è dannatamente divertente, sia che si giochi da soli che in due in contemporanea, modalità che - si dice - essere il massimo del divertimento, siccome il secondo giocatore può essere sia alleato che avversario. Avendoci sempre giocato da solo ricordo che mi facilitavo l'esperienza iniziando la partita in doppio e lasciando sul secondo joystick acceso l'autofire, in modo che sembrasse che ci fosse un secondo giocatore mentre in realtà il ciccione verde se ne stava in un angolo a tirare cazzotti senza impensierire il mio omino!



Il gioco è piuttosto semplice e anche breve una volta che si conoscono le varie schermate e si sa cosa fare. Non ci sono enigmi da risolvere, bisogna solo raccogliere delle lampade cercando di non fari uccidere dai due antagonisti (un ninja e il già citato ciccione verde), o da altre insidie sparse per lo schermo, come lame appuntite e scariche elettriche. Una volta arrivati in fondo, semplicemente il gioco ricomincia da capo.



E' tutto qui, eppure l'atmosfera e il divertimento si rinnovano ad ogni partita, proprio grazie alla confusione che si crea spessissimo tra i tre personaggi. Probabilmente c'è molto di nostalgico nel mio giudizio, perché questo titolo è nel complesso onesto ma modesto, tuttavia ritengo questo Bruce Lee un gioco che dopo 36 anni dalla sua pubblicazione abbia ancora qualcosa da dire.



giovedì 2 gennaio 2020

42098: la bisarca




Set 42098 - anno 2019 (pezzi 2493)


Aspettavo da tempo che la Lego si decidesse a produrre una bella bisarca in formato Technic, polifunzionale e robusta come sanno essere solo i set di questa serie, e finalmente eccola qui! Le premesse erano ottime, visto che l'altra bisarca Lego, l'eccellente set Creator n. 6753, è davvero uno dei set più belli tra quelli in mio possesso, ed era quindi lecito aspettarsi qualcosa di anche migliore sotto tutti i punti di vista. Tra l'altro questa nuova versione di quello che è un mezzo di trasporto così particolare doveva essere in grado, secondo le intenzioni dei creatori, di sostenere gli altri veicoli Lego Creator, come per esempio la Ferrari o la Mini, per cui le avevo aspettative a mille, immaginando un bel "castello" di set montati l'uno sull'altro.




Ebbene sì, la bisarca, una volta assemblata, è veramente enorme e sostiene praticamente ogni set Creator munito di ruote come, tra gli altri, anche il pesantissimo van della Volkswagen! In tutto sul suo groppone ci stanno comodamente 5 mezzi, tra cui uno viene fornito nella scatola stessa: una specie di spider blu abbastanza ben fatta, con il suo bello sterzo azionabile da una rotellina (ma il volante non gira, sigh!!), il motore con 8 rudimentali pistoncini che si muovono, e con la sua forma generale un po' abbozzata (ad esempio si notino gli specchietti retrovisori minimali o le portiere che non possono essere aperte) ma assolutamente ben fatta.
Il pezzo forte del set è però, ovviamente, la motrice. Come estetica e meccanica siamo sempre lì: i set lego tecnici ormai si assomigliano tutti per le soluzioni adottate e per i pezzi che fanno da "scocca", quindi non c'è nulla di particolarmente innovativo, ma ovviamente sono presenti sterzo, sportelli apribili, pistoni e la possibilità di accedere al motore ribaltando la cabina. Il tutto è molto bello anche se pure qui il volante non gira...



Il resto della costruzione è relativo al pianale e al rimorchio. Entrambe le parti, che si agganciano con un perno che va sfilato a mano e non ha nemmeno una catenella per non perderlo, hanno i giusti meccanismi per alzare ed abbassare la parte superiore. Il rimorchio ha anche due raccordi per il passaggio dei veicoli, uno per far entrare in contatto il pianale con la strada (dietro), e uno per mettere in contatto la parte bassa del rimorchio con il pianale della motrice (davanti). Tutte le funzionalità sono rese possibili da piccole rotelline che, invero, sono un po' scomode e se c'è del peso sui pianali può essere davvero ostico riuscire a girarle.
Insomma, non manca qualche piccolo difetto e sicuramente il mezzo non sfoggia chissà quale forma sorprendente o strabiliante. Tuttavia il modello è perfettamente riuscito, come detto è enorme, e riesce senza problemi a portarsi in giro tutte le macchine che ci metto sopra.
Inoltre, particolare non da poco, vorrei far notare che mi ci sono volute 6 ore per montare il tutto, che certamente non è poco, e non mi sono annoiato affatto.
Che dire quindi di questo set? Che è molto buono, interessante e lo consiglio a tutti. Purtroppo però continuo a considerare il set 6753 una spanna più in alto, benché sia un set più piccolo, fragile e non adatto al trasporto di auto grosse.


Valutazione 8.5/10 

Prezzo nuovo eur 200 circa