martedì 25 giugno 2024

DISCOGRAFIA JOVANOTTI prima parte (divagazione)

 


DISCOGRAFIA JOVANOTTI

Chi è della mia generazione non può aver dimenticato che Jovanotti faceva il testimonial per la Nintendo. Era una pubblicità che per l'epoca - fine anni 80 - poteva essere simpatica (soprattutto se avevi 12 anni), ma che già un diciassette/diciottenne come potevo essere io provava un certo imbarazzo guardandola. Tuttavia il Jova era carino, ci rallegrava ed era innocuo, per cui a me ispirava simpatia. Poi qualcosa è cambiato, ma questo lo vedremo in questo meraviglioso articolo (diviso in parti) in cui ti racconterò l'intera discografia del Lorenzo nazionale. Prima di fuggire disgustato però dammi l'onore al merito di essermi puppato in pochi giorni 15 cd interi tutti di fila di questo cantante/rapper, non so in quanti ce l'avrebbero fatta. Ma dovevo farlo perché sono stufo di dire che NON mi piace Jovanotti senza aver davvero ascoltato tutta la sua discografia. Per cui bando alle ciance e facciamo partire il primo LP.




- FOR PRESIDENT (1988)


Primo album, era il periodo da Dj esaltato che emetteva i primi vagiti nella musica house, quella di Pump Up The Volume e dei campionamenti funky di James Brown. Il disco mio parere è un vero disastro visto che l'unico brano con la dignità di essere chiamato canzone è Gimmi Five (il che è tutto dire, ma io comunque ho il 45 giri a casa!), mentre per il resto abbiamo solo urla, risate, versacci, tanti suoni campionati messi alla cazzo e, insomma, quanto si sente può andare bene per una festa in discoteca, dove con un semplice Akai 900 registravi i suoni e ci rappavi sopra, ma compare un disco per sentire sta roba è veramente da folli. Purtroppo la pochezza musicale e il sound tardi anni '80, un po' Beasty Boy, un house, un po' Africa Bambaata, hanno fatto invecchiare For President malissimo, un disco che oggi non lo si può non definire oggettivamente orrendo.



- LA MIA MOTO (1989)


Si cambia musica e sound. A parte qualche rimando al sound precedente nella fase finale del disco, La Mia Moto suona come un disco rock di quelli batteria/basso/chitarra elettrica, una via di mezzo tra i Queen degli anni 70 e la musica di Vasco Rossi, ma senza la classe e la ricercatezza sonora di nessuno dei due. In ogni caso questo disco ha una sua dignità, ha i suoi momenti, ha un sound ancora ascoltabile e godibile. Se fino a qualche anno fa davo la colpa a Max Pezzali e ai suoi 883 per aver distrutto la lingua italiana nelle canzoni pop, mi devo ricredere: è stato Jovanotti con questo LP a compiere il delitto, proponendo testi che sembrano scritti da quindicenni un po' stupidi in preda a crisi ormonali. Al netto di tutto però è un disco che ha una sua personalità, per cui non è da buttare e l'ascolto è gradevole.




- GIOVANI JOVANOTTI (1990)

Altra inversione a U per il buon Jovanotti che questa volta ci propone un album completamente differente da quanto fatto fino ad allora. Prima di tutto i testi: sono dei veri testi di canzoni, niente urletti scemi da DJ sotto anfetamine, niente cazzate per adolescenti. Da questo punto di vista nulla da dire quindi, il divario tra questo disco e i precedenti è enorme ed è assolutamente apprezzabile. L'aspetto musicale invece mi ha sorpreso, in quanto non mi ricordavo quanto questo disco avesse un sound elaborato ma dalle timbriche retrò, anche per il 1990. Ben inteso, questa è musica vera, suonata da fior di professionisti che sanno il fatto loro, e non c'è quasi da nessuna parte l'uso di campionatori, batterie elettroniche e sintetizzatori. Ma è proprio questa mancanza che depotenzia parecchio il sound di un disco che, a mio parere, voleva un po' copiare lo stile dello Zucchero di Oro Incenso e Birra ma che manca quasi completamente il bersaglio. La presenza annoiante di percussioni molto elaborate, ottoni squillanti e soprattutto di un organo Hammond che aveva veramente già rotto i coglioni 10 anni prima, fanno del lato musicale di questo disco un piatto colorato, ricco e elaborato ma che non conquista, sia per via di un retrogusto antico ed eccessivamente barocco, ma anche per la pochezza della scrittura musicale delle vaie canzoni, che mancano di quelle progressioni armoniche un po' elaborate necessarie per supportare questo tipo di arrangiamento. In due parole, il sound di questo disco non mi è piaciuto affatto, e pur riconoscendo il valore dei musicisti che ci hanno lavorato lo trovo completamente fuori luogo. Unica eccezione "Ciao Mamma" che invece ha una bella armonia e ricchezza timbrica. Evitiamo invece commenti su come canta il Jovanotti.





- UNA TRIBU' CHE BALLA (1991)

Nel quarto album di Jovanotti, forse accortasi della sua pochezza nel canto, torna prepotentemente al rap, dedicandosi quasi esclusivamente il rap festaiolo, quello leggero per temi trattati e quindi ricco di risate e altri versi idioti. Musicalmente il disco è molto più anni '90, e anche se conserva una certa coerenza timbrica con Giovani Jovanotti (insomma si direbbe che la produzione sia la stessa), ma il fatto che si molli un po' il cantautorato per tornare al rap, al funky e al breakbeet ha giocoforza portato a una maggior presenza di campionatori e sequenze varie che rendono Una Tribù che Balla molto più moderno e centrato sul suo tempo. Probabilmente questo disco non ha molto da dire e non credo sia ricordato come il migliore di Jova, ma ci sono due considerazioni da fare. La prima è che c'è già qualche tentativo di veicolare messaggi più profondi del semplice "facciamo casino". E' un bene? E' un male? Dipende, ma passare dalla denuncia alla propaganda il passo è breve. Vedremo come proseguirà nei prossimi dischi. La seconda cosa da dire invece riguarda il brano "Quando sarai lontana" che secondo me è proprio bello e malinconico, malgrado Jovanotti canti sempre come un cane. Ho sempre amato questo brano e credo che sia uno dei punti più alti raggiunti dal nostro rapper/cantante.





- LORENZO 1992


Lorenzo continua con una certa coerenza sonora ma presenta un disco quasi esclusivamente rap, ed ha davvero una sound e una serie di brani che rendono questo disco oggettivamente travolgente. Purtroppo inizia anche a fare una serie di minestroni alla Celentano (la cui impronta è ben percepibile) in cui predicozzi populisti, anticasta, buonisti, ambientalisti, anticlericali e addirittura antiabortisti, tutti assolutamente non richiesti e parecchio ingenui, iniziano a fare capolino in testi comunque dosati e formulati bene (se li confronti con i testi dei trappetari di oggi, Jovanotti sembra il Leopardi). In definitiva un disco un po’ invecchiato nei temi, ma ancora molto piacevole da ascoltare.





- LORENZO 1994


Questo sesto album prosegue nella più completa continuità, con il buon Lorenzo che sembra però prendersi un po’ più sul serio rispetto a prima. Questo si riflette in una minore spontaneità e con testi ormai indirizzati verso il predicozzo in maniera non più tanto misurata, anzi il nostro si schiera apertamente. Secondo me si nota anche poca coesione tra un brano e l'altro, come se questo (lunghissimo) disco fosse più una raccolta di pensieri e idee nate in momenti diversi, raccolte, musicate e sequenziate un po’ alla rinfusa. Ottima la produzione musicale,  e non mancano momenti alti (“Piove”, e la commovente “Io ti Cercherò”) e altri un po’ imbarazzanti (come quando canta “affacciati alla finestra bella mia, ooh yeah all right…”), ma in generale il disco precedente è a mio parere migliore, e so bene che la maggior parte della gente la pensa esattamente all'opposto.


[continua...]

sabato 22 giugno 2024

Fishdom

 


Fishdom - 2008 - Versione Nintendo Ds

Ormai si è capito che mi piacciono i giochi in stile match-3, per cui ogni tanto mi cimento con qualche giochino di questo tipo perché è rilassante e dà soddisfazione facilmente. Ne esistono tanti "nativi" per cellulare, ma hanno tutti il difetto che alla fine ti spingono a pagare, e questo è stressante. Per questo li cerco altrove.



Fishdom non offre nulla di particolarmente originale, anzi rientra in tutti i canoni del genere, ma ti premia consentendoti di collezionare acquari che potrai popolare acquistando pesci tropicali, articoli decorativi e attrezzature varie. Mentre giochi poi, uno dei due schermi mostrerà sempre il tuo acquario corrente mentre prende vita, e la cosa è veramente molto carina e rilassante. 



Come detto il gioco in sé non ha nulla di diverso da tutti gli altri titoli dello stesso tipo, tuttavia per lo meno la versione per Nintendo Ds non richiede al giocatore di sborsare moneta sonante per acquistare dei potenziamenti, cosa che invece diventa indispensabile fare nelle versioni per telefonino se si vuole sperare di superare i livelli avanzati. Per questo motivo ritengo che, almeno nella sua versione Ds valga assolutamente la pena di essere provato.





giovedì 20 giugno 2024

South Park - Il bastone della Verità

 


South Park - Il bastone della Verità - 2014 - Versione Xbox360 e Playstation 4

Avrei tante cose da dire di questo gioco, ma cercherò di essere il più breve possibile: South Park - Il bastone della Verità è un signor gioco di ruolo, fatto con tutti i crismi, ricco di meccaniche, abilità, evocazioni, magie, attacchi speciali, attrezzature e armi potenziabili. Insomma c'è tutto quello che un amante dei più classici GDR a turni può volere.


La caratteristica maggiore del titolo è però, inevitabilmente, il suo setting, South Park, e i suoi protagonisti che sono gli stessi della serie tv. Dal punto di vista visivo e dell'audio il gioco sembra in tutto e per tutto lo show televisivo, ma lo sembra anche e soprattutto nei contenuti: turpiloqui, situazioni demenziali, dissacrazione di tutti i temi che ormai vengono affrontati solo secondo i dettami del politicamente corretto, comprese le religioni, l'omosessualità, la pedofilia eccetera.



Insomma giocare a South Park - Il bastone della Verità è come vivere in un episodio di quella serie tv, un'esperienza per adulti con pelo sullo stomaco. Io ne ho, ma qualche volta, lo ammetto, ho vacillato! Se invece conosci bene la serie, e magari l'apprezzi pure, questo gioco è persino meglio di una puntata dello show!



In realtà la versione europea di questo gioco ha subito persino delle censure, soprattutto nei minigiochi che implicavano scene di penetrazione anale, ma la risposta degli sviluppatori alla mannaia della censura è arrivata con una certa ironia, attraverso simpatiche schermate che illustrano a parole quello che "ci siamo persi" (vedi qui sotto).


Personalmente non ho mai seguito la serie televisiva, quindi personaggi e gag ricorrenti mi erano abbastanza ignote prima di iniziare a giocare. Questo non ha impedito però che il gioco mi divertisse e appassionasse. L'umorismo demenziale è gradevole, i costanti riferimenti agli escrementi e ad altri liquidi corporali magari lo sono un po' meno, ma nell'insieme la "genialità" degli autori è notevole e non si può non rimanere affascinati dal continuo bombardamento di situazioni e dialoghi al limite dell'assurdo (e della decenza).



L'avevo già iniziato una decina di anni fa, ma poi - forse perché non conoscevo bene il setting - l'avevo abbandonato dopo poche ore per qualche altro gioco che probabilmente all'epoca mi attirava maggiormente. Non avevo ben inteso le meccaniche e mi trovato leggermente in difficoltà in un punto preciso del gioco, che invece adesso ho affrontato in scioltezza.



L'ho quindi portato a termine solo nel 2024 eppure mi è sembrato ancora un titolo fresco, veloce e nemmeno troppo impegnativo. Insomma è un gioco che per lo più da allegria e divertimento, e questo secondo me è il suo maggior pregio.


Chiaramente questo titolo non è un gioco per tutti, ma anche se non ami la serie (o non la conosci) merita di essere almeno provato in quanto la storia è capace di appassionare. La realizzazione di prim'ordine rende l'esperienza di gioco quanto mai appagante, per cui te lo consiglio quasi senza riserve.



martedì 18 giugno 2024

Loop Hero



Loop Hero - 2021 - Versione Android

L'arrivo su android di Loop Hero è stata una buona occasione per provare una buona volta questo gioco di cui avevo già tanto sentito parlare. Del resto Loop Hero rientra in un genere che sembra perfetto per questa tipologia di dispositivi, essendo tutto gestibile con semplici click (o tap), e non trattandosi di un titolo che richiede chissà quale tipo di risorse tecniche.



Ed effettivamente una delle prime sensazioni che questo gioco trasmette è quella che Loop Hero lo si sarebbe potuto tranquillamente sviluppare su un home computer com l'Amiga, se non addirittura sul Commodore 64. E il gioco sembra saperlo perché oltre a regalarci una grafica quasi a livello 8bit, ci mette a disposizione un filtro CRT che riproduce non solo le scanline ma persino la bombatura dello schermo, il tutto per restituirci la più genuina delle sensazioni anni '80!



Al di là di questo, andiamo al sodo: in Loop Hero passerai la maggior parte del tempo osservando il tuo omino arrancare per un sentiero chiuso a "loop", per fermarsi solo a fare combattimenti automatici ogni qual volta un mostro gli sbarri la strada. Il tuo intervento si limita nell'equipaggiare gli oggetti che mano a mano otterrai da queste battaglie, come nel posizionare "carte location" lungo percorso (foreste, paludi, cimiteri ecc) o elementi di sfondo esterni (montagne, paludi, deserti ecc). Ciascuno di questi elementi da posizionare ha ripercussioni sulle statistiche del nostro eroe o dei nemici che ci sbarreranno la strada, così come ci fornirà risorse o nuovi mostri contro cui combattere.



Quando si ritiene di aver accumulato abbastanza risorse (o ci si rende conto di non essere abbastanza forti per continuare nella nostra passeggiata) è il momento di ritornare al villaggio dove queste risorse accumulate possono essere spese per ingrandire o potenziare la nostra base. Altrimenti, scegliendo di proseguire, ad un certo punto diventa possibile affrontare il boss del livello che, se sconfitto, ci renderà possibile passare allo stage successivo.



Tutto questo sembra semplice, e infatti lo è, ma le variabili sono talmente tante da rendere Loop Hero a tratti davvero avvincente. Purtroppo e ironicamente c'è una certa carenza di varietà proprio nel "loop" di gioco, cosa di cui gli autori sono ben consci visto che ci permettono di accelerare enormemente la velocità in cui si svolgono movimenti e battaglie, e questa è una cosa che ti ritroverai a fare molto presto. 


Anche la mancanza di una seppur minima varietà grafica tra un livello e l'altro mina l'appeal di questo gioco che soffre di una evidente ripetitività. I lentissimi progressi a cui ti conduce ogni nuova scorribanda mitigano solo fino ad un certo punto la sensazione di noia che inevitabilmente si fa strada all'ennesima reiterazione dello stesso identico schema di gioco. E questo è il più grande limite di un titolo che per certi versi è geniale e che ce la mette tutta per gettare carne sul fuoco. Per cui preparati al fatto che, dopo una fase in cui non riesci a scollarti dallo schermo, potresti iniziare a trovare sempre meno stimoli nel reiniziare l'ennesima partita contro gli stessi mostri e posizionando le stesse carte. In ogni caso Loop Hero è un gioco assolutamente da provare.



venerdì 14 giugno 2024

The Hitchhiker's Guide to the Galaxy

 



The Hitchhiker's Guide to the Galaxy - 1984 - Versione on line
(raggiungibile qui) 

Da quando ho scoperto questa avventura testuale (parliamo del 1988, con l'Amiga) il libro "La Guida Galattica per Austostoppisti" è diventato uno dei miei preferiti. Infatti dopo tante ore di morti costanti (quest'avventura è davvero cattiva e difficile) all'epoca pensai bene di procurarmi il libro per capire bene cosa fare e come andare avanti e... fu amore! L'umorismo demenziale del buon Douglas Adams mi conquistò al punto che poi mi lessi anche gli altri libri della serie. E per quanto riguarda l'avventura testuale: un videogioco tratto da un libro, scritti entrambi dallo stesso autore! Una cosa pazzesca, più unica che rara. Come non lo si poteva amare?


Anche dopo la lettura il gioco rimase di una difficoltà proibitiva, ma fu comunque divertente per quel poco che riuscii ad avanzare (circa metà), in quanto nel gioco furono introdotti molti particolari in più, battute e anche qualche piccola differenza nella trama, il tutto ovviamente per rendere il gioco più interessante. Secondo me vale quindi la pena di provarlo, anche se la difficoltà, lo ribadisco è eccessiva. Si muore facilmente e soprattutto si può rimanere bloccati in ogni momento, se si dimentica di raccogliere qualche oggetto prima che diventi impossibile farlo... insomma l'opposto da quello che ci aspetteremmo oggi.


In ogni caso è possibile giocare alla versione del 2015 raggiungibile al link indicato sopra, che aggiunge un'interfaccia simpatica e tante illustrazioni che rendono la lettura anche più bella da godere, mentre la versione originale aveva solo del puro e semplice testo. Secondo me resta quindi un gioco assolutamente da provare, ma sia la lingua inglese che la sua difficoltà intrinseca rendono The Hitchhiker's Guide to the Galaxy un titolo davvero ostico da risolvere. Peccato.




giovedì 13 giugno 2024

ISOS: A Tale of Equilibrium

 


ISOS: A Tale of Equilibrium - 202? - Versione Android

ISOS: A Tale of Equilibrium è un gioco in cui devi prendere delle decisioni. Vieni posto come Governatore di un pianeta Terra del 2200 in cui i terrestri convivono con gli alieni che hanno colonizzato in massa il nostro pianeta, ma la cui integrazione è abbastanza problematica. In sostanza la situazione in cui vieni posto dal gioco non è dissimile a quella di una qualsiasi società multirazziale, come ad esempio quella USA, in cui la politica (cioè tu) si deve destreggiare prendendo decisioni che non scontentino, o non accontentino troppo, le varie fazioni composte dagli indigeni un po' conservatori, gli alieni che pretendono di integrarsi però introducendo le loro tradizioni e religioni, e l'AI, l'intelligenza artificiale, colei che ci ha posti nella nostra posizione di potere e che potremmo assimilare a quei "poteri forti" (principalmente economici) presenti nella nostra realtà, quelle entità sovranazionali che prosperano se si mantiene uno stato di equilibrio e pace tra i popoli.


Ci vengono quindi presentate delle "carte" che rappresentano problematiche o richieste di vari personaggi facenti parte di quella realtà, e a seconda di come decideremo di reagire causeremo uno spostamento del grado di soddisfazione di queste tre "fazioni" in positivo o in negativo. Sì, ISOS è esattamente un clone di Reigns, ambientato però nel futuro, e ne riprende quindi le stesse identiche meccaniche. Ed esattamente come in Reigns se una fazione risulta troppo scontenta, o troppo felice, il nostro alter ego finirà molto male! 

Il gioco è divertente ma ben presto si riscontrano alcuni problemi, a mio parere. Il primo è che diventa davvero facile, dopo poche partite, capire come mantenere l'equilibrio, e al netto di qualche malus imprevedibile, diventa quasi automatico saper scegliere la giusta risposta per non favorire o sfavorire eccessivamente qualcuno. Questo va a discapito della volontà del giocatore di essere davvero giusto, e e quindi si troverà spesso e volentieri a prendere decisioni di merda solo per tenersi stretta la sedia sotto il culo. 



Secondo problema è che capita troppo spesso di incontrare più volte lo stesso evento anche durante la stessa partita, e questo personalmente mi ha annoiato non poco. E' necessario provare risposte diverse, siamo d'accordo, se si vuole sbloccare altri personaggi ed eventi, ma la sensazione di noia, come detto, è sempre dietro l'angolo. Stempera un po' la situazione la grande ironia che fa da sfondo ad ogni accadimento, grazie alla quale il gioco ci mette davanti agli occhi quelli che sono i drammi della nostra società attuale, che vengono rappresentati con delle parodie agrodolci un po' sopra le righe ma dannatamente facili da decifrare.


In definitiva il gioco è consigliatissimo a chi ama il genere e ancora non si è stufato di questa formula. La leggerezza di tutto quello che viene raccontato in modo così fantasioso e a volte demenziale, si basa però su situazioni problematiche reali, e questo ti lascia anche spazio per pensare. E' una cosa positiva o negativa? Dipende da quello che stai cercando. Certamente ISOS può regalarti una bella esperienza.





venerdì 7 giugno 2024

Tunic

 


Tunic - 2022 - Versione Playstation 5

Tunic può essere definito come un action-advenutre con elementi ruolistici sulla falsariga dei primi capitoli della saga di Zelda, dove esplorazione, enigmi ambientali e combattimenti piuttosto semplicistici si susseguono per tutte le circa 10 ore necessarie per portare a termine il gioco. La grafica è volutamente schematica, si capisce che è composta da tasselli proprio come eravamo abituati a vedere in titoli com a Link To the Past, ma la rappresentazione è in 3d, vista di tre quarti. Il gioco quindi si snoda con questi dettami in livelli labirintici che si sviluppano molto anche in verticale, oltre che nel sottosuolo, creando un enorme mondo da esplorare, con ogni sua zona interconnessa da passaggi e scorciatoie.



L'aspetto innovativo non sta quindi tanto nei combattimenti o nello sviluppo del personaggio, ma nel fatto che questo gioco eredita degli aspetti fortemente darksoulsliani. Sparsi per i livelli ci sono degli altari che, proprio come accade con i falò del gioco From Software, ripristinano energia e fiaschette di vita, oltre a riportare in vita tutti i nemici già sconfitti. Quando si muore si ritorna all'ultimo altare toccato e nel punto in cui si sono lasciate le penne sarà possibile recuperare quel minimo della valuta (il corrispondente delle "anime") che il nemico ci aveva sottratto uccidendoci (per fortuna non si perde tutto, ma solo una piccola parte). Per questo motivo le varie aree del gioco hanno sempre dei passaggi che possono essere sbloccati e che ci permettono successivamente di raggiungere velocemente, partendo da un altare, il boss della zona, e per fortuna la maggior parte dei nemici possono essere anche bypassati semplicemente correndo... insomma proprio come accade nei migliori soulslike.



Graficamente il gioco è solo discreto, con la sua visuale praticamente fissa a tre quarti come in Diablo, ma alle volte il mondo si mette a ruotare e devo dire che in questi casi il risultato mi ha affascinato non poco. Le musiche invece sono brani essenzialmente ambientali, non le migliori che abbia sentito, ma fanno il loro lavoro. Là dove invece Tunic spacca è nel gameplay, con lunghe fasi esplorative (benché costantemente interrotte da fasi di combattimento) che regalano al giocatore un senso di scoperta continuo.



Ad iniziare dalle istruzioni di gioco: al giocatore non viene detto né spiegato nulla, persino le scritte che leggono in giro nel gioco sono composte da ideogrammi incomprensibili. Bisogna usare un po' di intuito per capire cosa ci viene detto, così come anche semplicemente per imparare ad usare usare le armi, gli oggetti e insomma come orientarsi in ogni aspetto del gioco. Quando si iniziano poi a rinvenire le pagine del libretto di istruzioni sparpagliate nei quattro angoli del mondo di Tunic, si capisce che questo gioco ha davvero uno spessore inatteso. Alcune pagine fanno da mappa, altre spiegano l'interfaccia di gioco o cosa sono certi oggetti, altre ancora ti danno indizi sugli innumerevoli segreti sparsi per il gioco. Il tutto viene sempre fatto ricorrendo a queste scritte misteriose (anche se intervallate con parole italiane, così da aiutarti ad intuire il significato di quello che c'è scritto), il tutto quindi condito con un bellissimo senso di mistero.



In ogni caso perseverando e sperimentando si riesce a progredire e il gioco va avanti che è una bellezza. Arrivare al finale normale, quello dove affronti il boss finale, è quindi bene o male alla portata di tutti. Raccogliere invece tutte le pagine del manuale ed accedere così al finale "bello" è invece tutta un'altra storia, così come riuscire a sbloccare tutti i segreti. Alcuni, semplicemente, sono quasi impossibili da capire da soli, per cui una guida esterna è quasi indispensabile. E questo, a mio parere, è l'unico difetto del gioco: risolvere tutti i misteri è stato al di fuori delle mie capacità, e siccome ho una certa esperienza e non sono un completo idiota, penso che abbiano esagerato nel rendere le soluzioni così cervellotiche.



Cosa altro posso dire di Tunic? E' un gioco che richiede un minimo per ingranare: se arrivi vergine all'inizio può risultare poco accattivante, mentre sei sballottato dagli eventi e non sai se e come far progredire il tuo personaggio. Quando invece si incominciano a capire tutti i meccanismi, il gioco diventa bello come un soulslike, dove si esplora raccogliendo ogni oggetto, entrando in ogni stanza, sbloccando ogni potenziamento, fino ad arrivare al cospetto del boss della zona e sconfiggerlo godendo.



Per concludere ho amato questo gioco, e non posso che consigliarlo a tutti. All'inizio è molto poco guidato, e questo sicuramente può spaventare e mi ha spaventato, ma perseverando ha saputo regalarmi anche tante soddisfazioni, mi è bastato solo avere un po' di pazienza. Te lo consiglio senza riserve.



martedì 4 giugno 2024

Tales of Arise

 


Tales of Arise - 2021 - Versione Playstation 5 

In questi ultimi 10 anni ho iniziato a giocare diversi titoli della serie "Tales of..." ma ogni volta mi sono sempre annoiato a metà. E non ti so spiegare il perché, semplicemente in questi titoli, che hanno comunque tutti quanti un loop di gioco molto simile tra di loro, non ho mai visto probabilmente nulla di così innovativo od interessante da tenermi legato al gioco per più di una dozzina di ore. Parto sempre con buoni propositi, all'inizio mi diverto pure, ma poi inesorabilmente... mollo!



Prendiamo per esempio questo Tales of Arise, l'ultimo arrivato della serie su Ps5. Ha una grafica strabiliante? No proprio. Ha un sonoro indimenticabile? Nemmeno. La direzione artistica però spacca? In realtà non c'è nulla di così bello o mai visto prima. Allora la trama è interessante? In questo caso potrebbe anche esserlo, con personaggi non scontatissimi e con dialoghi veloci (anche se un po' troppo presenti)... ma a me questo è un aspetto che interessa poco. I combattimenti allora sono epici e giocabilissimi? 



Sì e no, siamo sempre sull'action con possibilità di passare da un personaggio all'altro per attivare combo o abilità, mentre "il computer" si occupa di far agire gli altri secondo i nostri dettami: la cosa funziona ma sono sempre i soliti scontri che la serie ci propina da anni, secondo me, ed è vero che mano a mano che sviluppi i personaggi diventi più forte e spazzi via i nemici deboli, ma alla fine si capisce poco di quello che accade su schermo e si finisce solo per concatenare attacchi speciali mano a mano che si rende possibile attivarne uno. Insomma, dopo qualche ora anche le battaglie mi vengono a noia.



Comunque il gioco c'è, e pur senza eccellere in nulla è comunque un prodotto fatto dignitosamente. Ma non ho mai trovato in questa serie nulla che mi facesse venire voglia di giocare ancora. Anzi, spesso trovo fastidio per particolari che normalmente riterrei poco rilevanti. I cliché, le mappe che vogliono essere 1:1 ma che finiscono per creare distanze ridicole tra una città e l'altra, i paesaggi che comunque sono scarni e abbastanza ripetitivi, e i personaggi che pur non scontatissimi sono comunque ben lungi da essere interessanti.




Il gioco ha ricevuto voti altissimi, quindi si tratta sicuramente di un bel gioco e di un must per gli amanti della serie. Chi invece, come me, se è sempre stufato in fretta dei vari Tales of... allora lascino perdere, non sarà certo Tales of Arise a fargli cambiare idea.




lunedì 3 giugno 2024

Podcast videoludici (parte 14)

 

Podcast videoludici (parte 14)

Rieccomi con il nostro appuntamento, ormai a cadenza annuale, con i podcast che ascolto e che quindi ti consiglio almeno di provare. Oggi abbiamo due prodotti molto simili negli intenti (ma molto diversi nel risultato): divulgare la cultura dei videogiochi ad un pubblico più ampio, e non solo agli appassionati nerdoni come noi! Ecco quindi cosa vi propongo:


COORDINATE PODCAST

Il modestissimo conduttore ci introduce il suo podcast preannunciando, convinto, che "qui troverai solamente contenuti di altissimo livello", che è un'affermazione da bimbominkia, non credo che vi siano dubbi al riguardo. Quando poi lo senti parlare l'impressione è confermata. Per carità non lo voglio bullizzare, anzi io apprezzo il suo programma e lo ascolto sempre, ma è innegabile che si esprima come un ragazzino e che dia l'impressione che si senta molto figo, uno di quelli che fa salotto a casa sua, un salotto esclusivo e frequentato solo da un ristretto circolo di persone dell'ambiente che conta. Tutto questo non è proprio un bel biglietto da visita, me ne rendo conto, ma gli riconosco l'abilità di fare un podcast che tratta sempre argomenti interessanti, grazie ad una buona scelta degli ospiti che spesso e volentieri mettono il conduttore sullo sfondo. Mi piacerebbe che lo ascoltassi anche tu per sapere cosa ne pensi.




VIDEOGAME - MOLTO DI PIU' IN GIOCO

Questo podcast è gradevole in quanto Emilio Cozzi è un giornalista molto capace e simpatico, riesce a trattare sempre con la dovuta leggerezza l'argomento, senza però cadere in quella approssimazione tipica della divulgazione giornalistica "non settoriale". Infatti Videogame - molto più in gioco è un podcast professionale prodotto da Radio 24, e la cosa si sente dal primo all'ultimo minuto. Il conduttore è un professionista, gli argomenti trattati sono molto ben delineati, gli interventi sono confezionati con tutti i cliché tipici delle trasmissioni di inchiesta, sia nelle tempistiche che nelle domande che vengono poste agli interlocutori, che da parte loro sono sempre molto seriosi (al netto del conduttore che grazie al ceilo cerca di dare sempre un tono leggero), mentre in altri podcast ho sentito le stesse persone fare i cazzoni. Il risultato comunque è gradevole e, soprattutto, interessante, anche se la sensazione di ascoltare 2024 o gli altri seriosi podcast della stessa emittente, con tutte le retoriche che si portano dietro, è sempre presente.