giovedì 28 marzo 2024

Gameloft Classics 20 Years (prima parte)

 

Gameloft Classics: 20 Years - 2020 - Versione Android  (Prima Parte)


Su suggerimento di un uccellino (sia chiaro: è solo un modo di dire, non sto alludendo a nulla di "tangibile") ho scaricato questo pacchetto di 30 giochi che fu rilasciato gratuitamente nel 2020 da parte di Gameloft per festeggiare il ventennale dell'azienda. Si tratta ovviamente di una compilation di giochi molto vecchi (diciamo in media di 20 anni fa) e sviluppati per telefoni con risoluzione grafica e potenza computazionale molto ristretta se paragonate a quelle odierne, per cui giocare con questi titoli nel 2024 è stato a tutti gli effetti come fare un tuffo nel retrogaming.
Giusto per darti un'idea di come ho goduto dei vari titoli, procedo ora con una breve recensione anche se nel post odierno tratterò solamente i primi dieci giochi. In queste microrecensioni non parlerò mai del sonoro, ma ti posso assicurare che tutti i giochi hanno suoni adeguati e spesso delle musiche stupende. In ogni caso dopo aver finito la carrellata di tutti e 30 i titoli tirerò le somme su questo e su tutti gli altri aspetti.



1. ABRACADABALL

Abracadaball è un semplice clone di Zuma, un gioco in cui si deve fermare un "treno" di palline colorate sparandoci contro altre palline in modo che, se entrano in contatto almeno tre palle dello stesso colore, esplodano arrestando la marcia del trenino prima che questo raggiunga la fine del percorso. Il gameplay è arricchito da bonus e abilità varie che si attivano colpendo particolari palline multicolore e che variano a seconda del personaggio giocante scelto, garantendo una discreta sfida e una buona varietà. Purtroppo il comandi touch, che replicano una croce direzionale analogica, sono veramente poco comodi per dosare la rotazione del nostro cannone, rendendo il gioco oltremodo ostico. La grafica invece è studiata ottimamente per risultare leggibile anche in uno schermo così minuscolo. Tutto sommato un buon titolo, peccato per i comandi che avrebbero dovuto essere riscritti.




2.ALIEN QUARANTINE

Di tutto il lotto questo Alien Quarantine (un gioco alla Commando con ambientazione spaziale)  è quello che mi è piaciuto di meno, un po' per la grafica decisamente poco ispirata, un po' per la lentezza di base con cui accade il tutto, compresi i movimenti del nostro omino e la ricarica delle armi: praticamente mi sono ritrovato a dover costantemente rotolare per lo schermo per evitare il contatto coi nemici, mentre nei momenti in cui avevo un po' di respiro sparavo disperatamente e un po' a caso all'interno di queste piccole stanze in cui è strutturato il gioco, sperando di accoppare qualche mostro che finisse sulla linea di tiro. Alien Quarantine comunque è un titolo curato, con molti livelli ed armi a disposizione. Peccato che, almeno nel presente, manchi ormai completamente di appeal.



3. AVALANCHE SNOWBOARDING

Un gioco di snowboarding con vista in terza persona, un obiettivo piuttosto ambizioso da raggiungere su un telefonino degli inizi degli anni 2000, eppure la Gameloft ci è riuscita e il risultato, al netto che oggi fa ridere, è più che buono. La grafica è molto datata ma la fluidità della pista e delle animazioni del nostro sciatore sono all'altezza delle aspettative, per cui l'unico vero limite anche di questo titolo risiede nei comandi digitali replicati su touch che non sono affatto indicati per fare veloci scarti ed eseguire trick. Tra l'altro questa compilation NON riconosce joypad esterni per cui siamo legati a questo limite.



4. BLOCK BREAKER 2 DELUXE

Altro gioco pesantemente derivativo, ma non per questo da considerarsi un gioco dozzinale, Block Breaker 2 Deluxe è il classico clone di Arkanoid pieno di livelli e bonus che cadono da raccogliere. Secondo me è un clone bellissimo e ci starei a giocarci per delle ore, anche se lo schermo è davvero minuscolo per un gioco che richiedere così tanta precisone. Ho detto però che "ci starei", perché in realtà i comandi sono davvero proibitivi: questo emulatore ha la croce direzionale che oltre ad essere ovviamente digitale (come nei telefonini originali) è minuscola e non funziona se non hai il dito proprio nel punto giusto dello schermo, cosa impossibile da mantenere visto che non c'è nulla di tattile che ti fa capire che ti sei spostato (dovresti avere sempre un occhio fisso sul dito). In definitiva, per giocare in modo non troppo frustrante mi tocca tenere la mano in una posizione innaturale per usare indice e medio praticamente perpendicolari alla croce, perché se usassi il pollice questo finirebbe per essere sempre altrove...  e la pallina cadrebbe nel vuoto!



5. BLOCK BREAKER 3 UNLIMITED

Anche per questa ennesima variazione di Arkanoid vale esattamente quanto detto per il gioco precedente, nel bene e nel male. Questo gioco ha in più una sorta di scrolling che ti fa avanzare (a grandi balzi) per il livello quando abbatti i mattoncini, ma è più una trovata scenica che altro. Con i comandi touch che permettessero di muovere sui lati semplicemente toccando lo schermo, anche questo gioco sarebbe ancora perfettamente godibile.




6. BRAIN CHALLENGE 3

Figlio dei vari Brain Training usciti a partire dal Nintendo DS, ecco uno di quei giochi/non giochi dove è richiesto sottoporsi giornalmente a piccoli esercizi che stimolano il calcolo, l'attenzione, l'intuizione, e la velocità nel fare tutto questo. Questo tipo di attività andavano molto di moda vent'anni fa, ora per fortuna si è capito che sono una palla al cazzo e, personalmente, li evito come la peste. Non toglie che molti giochini sono, per quanto banali, a loro modo divertenti per cui non mi sento di bocciare un titolo che comunque il suo lo fa molto bene.






7. BUBBLE BASH 2

Ecco un clone questa volta niente popò di meno che di Puzzle Bobble, un gioco che non necessita di presentazione. Aggiungo solo che questa versione è molto arricchita con varie cose a contorno, come una storia, un campo base e due personaggi con cui giocare. Il gioco funziona molto bene, introduce molte variazioni al concetto base e l'unico problema, anche se non insormontabile, è ancora dovuto alla maledetta croce direzionale che è imprecisa e "scappa" sempre dal pollice. Per il resto siamo di fronte ad un bel gioco realizzato con tutti i crismi.



8. CANNON RATS

Poteva mancare un clone di Angry Birds? No di certo, ed eccolo qui. Certamente come originalità questo è probabilmente il gioco con meno spunti in assoluto, ma non avendo mai giocato seriamente al titolo originale ho trovato il gameplay abbastanza fresco da appassionarmi per qualche tempo. Io però tengo per i gatti!!!



9. DATE OF DITCH 2

Date of Ditch è un simulatore di appuntamento, o meglio, è un gioco dove puoi impersonare un maschietto o una femminuccia e vivere la sua storia alla ricerca dell'anima gemella. Siccome non mi intendo di questo genere di giochi (e mi fanno anche un po' pena: è molto meglio fare cose di questo genere dal vivo che con un computer) sospendo il giudizio, ma da quello che ho visto mi sembra rivolto ad un pubblico di giovanissimi che vogliono giocare a fare gli adulti.



10. DETECTIVE RIDLEY AND THE MISTERIOUS ENIGMA

Termino la prima tornata di titoli con un gioco molto interessante, che altro non è che un clone dei vari Professor Layton. Praticamente il gioco ci guida in un'avventura costellata da dozzine di enigmi di vario genere (logica, matematica, intuizione ecc) che vanno superati per poter avanzare con la storia. Essendo un gioco molto vecchio è difficile che potrai trovare enigmi freschi e mai visti prima (anzi, ci sono tutti i classici di questo filone), ma resta una formula interessante e molto rilassante. Per me un ottimo gioco!


mercoledì 27 marzo 2024

Gran Turismo il film

 


Il film di Gran Turismo - Anno 2023 - Recensione

Il mio approccio verso i film tratti da videogiochi è un misto di timore e di perversa morbosità, tipo quella che si prova quando si guarda il luogo di un disastro o di un incidente. Tu sai che non dovresti guardarlo, che la cosa ti potrebbe turbare, ma lo fai lo stesso e, nella migliore delle ipotesi, la cosa ti lascerà indifferente. Perché i film tratti dai videogiochi possono essere divertenti o meno, ma per il sottoscritto avranno sempre qualcosa che non va.
La premessa è che secondo il qui scrivente i film devono intrattenerti raccontando una storia, mentre i giochi ti devono intrattenere facendoti giocare. Le eccezioni ci possono essere, ma un film senza trama ti lascia con l'amaro in bocca, mentre un gioco che è solo trama semplicemente non è un gioco. E ammettiamolo: quei videogame tutto trama e niente sostanza ludica che vengono acclamati come capolavori alla fine raccontano storie che come minimo sono già state raccontate (e meglio) in libri, film o fumetti. Ti sfido a dimostrare il contrario. Non parliamo poi dei telefilm, che ormai non raccontano quasi più nessuna storia se non diluita in mille puntate inutili e inconcludenti (si sente molto la mancanza di telefilm in cui ogni puntata era completa e autosufficiente). Ma questo è un altro discorso.


Dopo tutta questa premessa torniamo ai film tratti dai videogiochi. Può un film di questo tipo intrattenere anche e soprattutto raccontando una storia? Vediamo: nel caso il film seguisse per filo e per segno la trama del gioco a cui si ispira, quel film saprebbe di già visto da chi ha giocato e, probabilmente, per tutti gli altri non sarebbe una pellicola all'altezza di una sala da cinema nel raccontare una storia, visto che storie nuove che siano anche decenti ancora non se ne vedono praticamente mai sulla Playstation. Nel caso invece il film si ispirasse soltanto a personaggi e situazioni pescate dal gioco, sarebbe una visione deludente perché volenti o nolenti ci aspettiamo sempre che il film sia un adattamento di quello che abbiamo vissuto del gioco, e invece ci ritroveremmo davanti ad una cosa che saprebbe di  fanfiction. Se per finire invece facessero una pellicola anche molto fedele al gioco originale per personaggi e situazioni, ma che raccontasse una storia nuova se pur con numerosi rimandi a quanto visto nei giochi, rimarremmo comunque delusi perché (per semplificare) "insomma, sembra un po' un minestrone, potevano anche lasciare la storia originale per fare questa accozzaglia che è incoerente con quanto visto lì e là". Aggiungiamo il fatto che - esattamente come negli adattamenti di libri o altre opere letterarie - gli attori non mettono mai tutti d'accordo, perché si alzano sempre voci di chi pensa che non dovrebbero avere quella faccia lì, dovrebbero essere biondi e non "afro" e via dicendo. Insomma, a mio parere questi film sarebbe da evitare sia di vederli che anche di farli.


Gran Turismo invece non è un gioco con trama o personaggi. E' un gioco di guida e basta, per cui farci un film sembra un'idea tanto pazza quanto, potenzialmente, perfetta per evitare questo scontro tra originale e adattamento. Naturalmente il film una trama ce l'ha ed è, per quanto possa sembrare assurdo, la storia vera di un giocatore sfigato che diventa un pilota di una certa caratura. Naturalmente la narrazione è un po' romanzata, naturalmente vi è un carico di forzature presenti per tutta la pellicola. Ma il protagonista, che è dipinto come un bimbominkia bullizzato persino dai suoi famigliari (ed essere bullizzato da una ex Spice-Girl la dice tutta), rappresenta bene quell'idiota presente in tutti noi che giocando a Gran Turismo - anche senza ammetterlo a se stessi - immagina di essere un pilota vero che arriva a far mangiare la polvere a tutti. Questo è il bello di giocare a Gran Turismo, fin dal primo capitolo, anche quando non si gioca online. Questo è il sentimento che il film cerca di trasmettere.

E quindi viene ripercorsa la storia di questo pilota che riesce ad emergere grazie alle sue doti e alla sua voglia di riscatto, riuscendo a dimostrare al mondo intero che è un uomo vero, capace persino di perdere la verginità (con una fidanzata interpretata da un'attrice dal sorriso talmente ebete che ricorda Karen Allen in Animal House), che poi affronta il drammone, che è capitato davvero e che lo stava per far capitolare, ma ne emerge più forte di prima fino ad arrivare a riabilitare completamente se stesso e tutti i piloti virtuali del mondo.

Purtroppo tutto questo è raccontato in modo talmente stereotipato e carico da risultare un filo indigesto e/o imbarazzante per chi ha, facciamo, almeno venti anni o che non sia un appassionato di manga o comunque un nerd piuttosto convinto. Del resto questo film racconta di un adolescente nerd che diventa un vincente, per cui il target del film era abbastanza ovvio, mi pare. Tuttavia non è affatto un brutto film, la produzione è ottima e soprattutto l'interpretazione dei protagonisti (lasciamo perdere il doppiaggio) è dosata nel modo giusto, anche grazie alla bravura dei due interpreti "adulti", che sono attori di prim'ordine. Ma quello che mi è davvero piaciuto è la regia, che non solo nelle scene "normali" è efficace, affatto banale e tutto questo senza farsi notare (per me questo è un pregio), ma che nelle fasi di corsa fa addirittura il miracolo di mischiare scene prese dal gioco a quelle che sono (per così dire) riprese reali, in un montaggio fitto e talmente calibrato che non si capisce dove finiscano le une e inizino le altre. Questo secondo me è il vero punto di forza del film, questo fa diventare il gioco il vero protagonista della storia, più di quel pilota (che tra l'altro fa da controfigura all'attore che lo interpreta nelle scene di guida vera), più di tutti gli altri. 

Il risultato è quindi un film che è un po' infantile, come detto, ma che ha il grandissimo pregio di mettere il videogioco su un piedistallo illuminato, al punto che alla fine mi è venuta voglia di andarmi a comprare GT7 per (re)interpretare la parte dell'uomo qualunque che diventa il più grande pilota del pianeta.


lunedì 25 marzo 2024

Gradius the Interstellar Assault

 


Gradius the Interstellar Assault - 1992 - Versione Game Boy 

Sarò molto breve con questo gioco perché dal punto di vista tecnico siamo di fronte a qualcosa di ottimamente realizzato, confezionato e rifinito. La grafica è davvero notevole, la manovrabilità della navetta è inizialmente terrificante, ma non appena si prende un po' la mano diventa invece facile da gestire, il sonoro è - negli standard del Game Boy - molto carino e per finire si vede che il level design è studiato proprio per la macchina su cui gira il gioco, e che non è un porting di qualche episodio già esistente. Eppure...



Eppure non riesco proprio a capire cosa ci sia di divertente nel giocare un titolo la cui forza era nei colori, nella grafica spettacolare e, soprattutto, nell'enormità visiva di più monitor affiancati, in uno schermetto di 200x200 pixel con 4 sfumature di verde. Per tutto il tempo ho avuto una sensazione di castrazione che mi ha fatto stare male, quasi come oppresso in una scatola che causa claustrofobia. Ho giocato allora sul 55 pollici della sala ma restano le proporzioni 1:1, i colori deprimenti e si notano maggiormente come gli spazi siano proporzionati in modo fastidioso al di fuori del naturale schermetto minuscolo del Game Boy.



Certamente, mi si dirà, un gioco per Game Boy ha la sua forza nella portabilità e non di certo nella magnificenza tecnica, ma vale davvero per tutti i generi ludici? Secondo me per un bullet hell, o comunque per un titolo di questo tipo, la risposta è: no. Piuttosto che giocare con simili costrizioni, a mio parere, è meglio non giocare per nulla. In ogni caso questo Gradius non è per niente un gioco fatto male, semplicemente per me aveva poco senso trenta anni fa, meno che meno oggi.




sabato 23 marzo 2024

Dropzone

 


Dropzone - 1984 - Versione Commodore 64

Dropzone è un bellissimo clone di Defender, dal quale eredita praticamente tutto, dallo scrolling orizzontale all'ambientazione (benché fatta con grafica bitmap al posto dei vettori), dagli effetti sonori molto simili all'arcade alle meccaniche di base. Fortunatamente i comandi sono molto più semplici ed è richiesto l'utilizzo della tastiera solo per lanciare le "smart bomb", così come è molto più reattivo ai comandi il nostro astronautino (quello che in Defender invece era una navetta). L'unica differenza degna di nota in questo gioco rispetto al titolo al quale si riferisce, è che per concludere un livello non basta distruggere tutti i nemici "rapitori" (cioè quello che ti portano via gli omettini che devi difendere) ma devi anche mettere tu stesso in prima persona in salvo gli omettini, agganciandoli e mollandoli su una piattaforma.



Dropzone è quindi in gioco arcade abbastanza complicato e richiedere di pianificare un metodo per poter superare i vari livelli. Oltre a questo il gioco è davvero difficile, per cui ricordo che dopo un iniziale momento di esaltazione mi trovai a giocare sempre meno spesso a questo titolo, che è comunque molto solido dal punto di vista tecnico. Da provare se sei un fan dei giochi in stile Defender.



venerdì 15 marzo 2024

Classifica migliori band in attività negli anni '80


Classifica migliori band in attività negli anni '80

Anche se non c'entra nulla con i temi di questo blog, volevo raccontarvi della brillante idea che ho avuto di fare un sondaggio su Tiktok di quale siano stati i migliori gruppi musicali in attività negli anni '80. Pensavo prima di tutto di ricevere un centinaio di votazioni, invece sono state cinque volte tanto, per cui mi sono anche fatto un discreto mazzo per conteggiare il tutto. Avevo richiesto di indicare 5 band ordinandole per preferenza, mi modo da assegnare 5 punti alla prima e via via fino alla quinta con un solo punto. La classifica che ho ottenuto non è certo nulla di sconvolgente, ma ha riservato qualche piccola sorpresa. Segnerò in rosso le posizioni che mi sarei aspettato più in alto, e in verde quelle che invece me le sarei aspettate più indietro. Ma ovviamente è un mio giudizio assolutamente personale.

Ed ecco la classifica, limitatamente alle prime 50 classificate, ciascuna col numero di voti ottenuti.

POS - NOME -                                PUNTI

50 - JAPAN                                     14
49 - EURYTHMICS                       15
48 - INXS                                        16
47 - SCORPIONS                           17
46 - JOY DIVISION                       17
45 - TALKING HEADS                  18
44 - STYLE CUNCILS                   19
43 - MARILLION                           20
42 - EARTH WIND & FIRE           20
41 - CULTURE CLUB                    21

40 - MATIA BAZAR                       22
39 - DEEP PURPLE                        23
38 - MODERN TALKING              24
37 - FRANKIE GOES TO....           25
36 - VAN HALEN                           26
35 - PFM                                          27
34 - LITFIBA                                   27
33 - ALPHAVILLE                          28
32 - ULTRAVOX                             29
31 - KISS                                         30


30 - BON JOVI                                31
29 - SUPERTRAMP                        32
28 - CLASH                                     34
27 - LED ZEPPELIN                       37
26 - IRON MAIDEN                        38
25 - SIMPLY RED                           40
24 - EUROPE                                   48
23 - A-HA                                         50
22 - POOH                                        52
21 - WHAM!                                    58

20 - PET SHOP BOYS                    62
19 - REM                                         70
18 - TOTO                                        72
17 - METALLICA                            73 
16 - GENESIS                                  74
15 - AC DC                                       81
14 - GUNS N'ROSES                       84
13 - THE SMITH                              94
12 - TALK TALK                             111

11 - THE POLICE                            151

10 - TEARS FOR FERAS                152
9 - THE CURE                                 185

8 - SPANDAU BALLET                  212
7 - DIRE STRAITS                          238
6 - SIMPLE MINDS                         284
5 - PINK FLOYD                             296
4 - DURAN DURAN                       352
3 - QUEEN                                       364
2 - U2                                                460
1 - DEPECHE MODE                      530


giovedì 14 marzo 2024

Telengard

 


Telengard - 1982 - Versione Commodore 64


Telengard è un giochino maledetto che può essere descritto come punitivo, macchinoso, senza scopo e dalla realizzazione tecnica imbarazzante. Eppure nel lontano 1984 questa ciofeca emanava un fascino, verso il ragazzino tredicenne che ero, persino superiore a tanti giochi d'azione che giravano sul Commodore 64, colorati e pieni di musiche fantastiche. Esattamente come accadde con la mia prima avventura testuale (quel The Ring of Power di cui parlo qui) questo lento e spartano software apriva la mia fantasia verso mondi fantasy lontani e mai vissuti prima (se non leggendo qualche libro di fiabe). Insomma Telengard mi rapì totalmente.


Almeno finché non mi resi conto che il gioco non aveva uno scopo, non c'era una fine al percorso, un nemico finale da abbattere. Il gioco permetteva solo di razzolare avanti e indietro per i piani di un enorme labirinto per raccogliere oro, e a far progredire il proprio personaggio fino a farlo diventare fortissimo. Insomma praticamente era una versione acerbissima e senza boss di Diablo!



Tuttavia quella grafica così minimale, quella lentezza nel rispondere ai comandi (che faceva sembrare che il computer pensasse, quando in realtà era probabilmente solo programmato in Basic), e la bastardissima difficoltà che all'inizio ti faceva morire a raffica che in confronto Dark Souls è per bambini piccoli, mi hanno inchiodato allo schermo come ipnotizzato. Come detto però tutto questo finì, e accadde non appena elaborai una strategia che mi permettesse di evolvere un minimo il mio omino in modo che non morisse in pochi secondi, ma che potesse anzi salire di livello almeno fino ad un certo punto di tranquillità.



In questo gioco la morte è permanente, cioè se muori devi ricominciare da zero, e un personaggio nudo a livello 1 muore anche solo se un mostro gli fa "buh!". Per fortuna però non è necessario allontanarsi dalle locande (dove riacquisti tutti i punti vita) per trovare utili equipaggiamenti e mostri "gestibili", per cui con la semplice accortezza di risalire immediatamente ad una locanda dopo ogni "incontro" è possibile fare quei 4 o 5 livelli necessari per rendere il gioco meno frustrante. La fortuna è comunque richiesta perché se non riesci a fuggire dai mostri troppo forti quanto sei ancora un personaggio nei suoi primi 2 o 3 livelli, la morte è quasi certa.



A livello 8 il gioco è assolutamente gestibile: i mostri di bassa lega possono essere affrontati quasi senza affanno, e anche fuggire dagli scontri più complicati è quasi sempre una mossa sicura. A quel punto però che senso ha iniziare a mappare i labirinti? Sembrano casuali, forse lo sono anche, non hanno una logica ma soprattutto non conducono ad un fine percorso. Non so quindi cosa ci sia nell'ultimo piano (sono 50 ln tutto) ma penso che non ci sia nulla se non nemici molto più alti di livello. Davanti a questo dato di fatto Telengard perde di ogni attrattiva, perché vinta la sfida della sopravvivenza iniziale non so proprio cosa d'altro questo gioco abbia da offrire. Al netto di questo però è un gioco interessante, soprattutto perché secondo me ha ispirato tantissimi giochi di ruolo per computer venuti successivamente e, lo ammetto, oggi mi sono divertito a rigiocarci un po'.



mercoledì 13 marzo 2024

The Ascent

 


The Ascent - 2022 - Versione Playstation 5


The Ascent è un gioco strano. Stavo pigramente cercando qualcosa in stile Diablo (che è una varietà di giochi che adoro) e ho trovato questo titolo dall'impostazione tipica dei giochi di quel genere, con visuale da tre quarti, con nemici che saltano fuori da tutte le parti (e dalle fottute pareti, in questo caso ci sta a dirlo) e con tanta azione su schermo, colori ed esplosioni. Eppure fin dalle prime battute si nota che il gameplay non è proprio come me lo sarei aspettato. E non mi riferisco solo al fatto che ci sono degli elementi tipo porte da aprire, codici da trovare eccetera (che poi in realtà capita davvero poche volte di imbattersi in cose di questo tipo), quanto nel fatto che il nostro personaggio è abbastanza sottopotenziato da non permetterci di entrare e spaccare tutto come in un Diablo qualsiasi, ma viene richiesto al giocatore un approccio un minimo tattico, e soprattutto è necessario spesso ricorrere alle coperture dietro a muretti o ripari di ogni genere da cui si può sparare senza essere colpiti. 



Questo differente "passo" del gioco fa una certa differenza e potrebbe non incontrare il tuo gusto. Così come potrebbe non essere di tuo gusto dover usare uno dei due analogici per sparare in una direzione diversa da quella in cui ti muovi (ed è assolutamente necessario farlo: quante volte ho dovuto correre in una direzione sparando all'indietro a torme di mostrilli che mi inseguivano!). Nel mio caso tutto questo non mi è dispiaciuto, ma avrei preferito qualcosa di meno impegnativo (il bello dei giochi alla Diablo è proprio quello di non richiedere di pensare troppo). Parlando di "passo", tra l'altro, il nostro avatar è davvero molto lento a muoversi, e quindi per tutto il gioco arrancheremo attraverso ambientazioni enormi, e avremo grossi problemi anche a schivare i proiettili.



Un'altra differenza che non è proprio positiva risiede negli equipaggiamenti. Esistono alcuni tipi di armature ed di armi, ma sono proprio pochini e quasi tutti di fatto inutili. Si possono potenziare, ma non ci sono tante opportunità per farlo. Di conseguenza i nemici alla fine fanno cadere sempre le stesse armi. medikit e poco altro. Così come sono anche pochi i parametri che cambiano quando si sale di livello. Insomma, c'è una progressione ma non è nulla di così impattante sul gameplay, che rimane sempre uguale da inizio a fine senza alcun cambio di passo.



Detto questo, e citati diversi aspetti critici, prima ci citare l'ultimo grande difetto che mi ha fatto addirittura abbandonare il gioco quando ero a circa 2/3 del percorso, devo spendere due parole su quelli che sono invece i grandissimi pregio di questo gioco: tecnica e grafica. Su Playstation 5 il gioco è granitico, fluidissimo, pieno di personaggi su schermo (cattivi o neutrali che siano), con esplosioni e proiettili da tutte le parti, e lo scrolling non perde un frame. Le ambientazioni, come detto, sono enormi e intricatissime, al punto che è facile perdersi anche consultando la mappa automatica che sembra uscita da un Autocad vista la complessità delle strutture.



Ma soprattutto graficamente The Ascent è sbalorditivo. Ma veramente! Roba da lasciare a terra la mandibola. Che ti piacciano o non ti piacciano il Cyberpunk e le città in pieno stile Bladerunner, non puoi non rimanere impressionato dalla ricchezza di particolari presenti in ogni anfratto delle enormi mappe in cui ti muovi, con città davvero grandi e piene di vita, persone, negozi, bar, neon, stazioni della metro, palazzi abbandonati, quartieri ricchi, prigioni, strade e abitazioni piene di spazzatura e detriti, finestre illuminate che fanno intravvedere l'interno, kilometri di cavi e tubature intricatissime che corrono ovunque al punto che sembra di essere in enormi raffinerie, robot giganti e insomma tutto quello che ti aspetteresti in un cupo mondo meccanicizzato. Questo gioco ha una ricchezza grafica che lascia davvero senza parola.



Detto quindi che la grafica è davvero pazzesca e che le ambientazioni sono enormi, resta però il fatto che tutto questo involucro è sfruttato pochissimo. Ci si aspetterebbe di essere sommersi di missioni di vario tipo per spingerti a sfruttare questo bellissimo e maestoso universo, in modo da far livellare il nostro personaggio in modo divertente, e invece il gioco ci propone una serie risicatissima di cose da fare. Mi sono trovato ad un certo punto a non riuscire a passare una battaglia della missione principale perché, probabilmente, non sono ancora abbastanza livellato, e non avevo nulla da fare! Ho così cominciato a girare a zonzo tra le varie zone del gioco (anche quelle coi nemici molto più forti di me) ma senza trovare qualcuno che mi chiedesse di fare qualcosa. Che senso ha fare città enormi, intricate, piene di persone e negozi, se poi si rivelano essere involucri vuoti? E soprattutto che senso ha andare ad ammazzare gente in giro solo per salire di livello? Secondo me non ha alcun senso.



Per questo ho abbandonato il gioco. Se solo avessero inserito un centinaio di sub-quest, anche orribili, comunque mi sarei divertito ancora per delle ore, benché non ci sia questa gran varietà nel gameplay e nelle armi da provare. E invece no, The Ascent rimane per me una gigantesca occasione mancata per difetto di game design e trovo la cosa davvero incomprensibile. Mi piacerebbe che lo provassi anche tu perché magari mi è sfuggito qualcosa... mi pacerebbe insomma essere smentito nel mio giudizio. Ho comunque giocato a The Ascent per almeno una decina di ore.





lunedì 11 marzo 2024

Jigsawscape

 


Jigsawscape - Versione Android

Mi è già capitato di parlare su queste pagine della mia passione per i puzzle, intesi proprio come i classici giochi da tavolo dove bisogna ricomporre una foto attaccando i pezzettini. Mi piacciono talmente tanto (e non dite che sono un vecchio, li ho sempre amati fin da molto piccolo) che dopo averne comprati per anni di confezionati e in vendita nei vari negozi di giocattoli, da qualche tempo a questa parte ho continuato a crearne di miei ricorrendo a siti specializzati, di quelli che gli mandi una foto, ti fanno il puzzle, e te lo spediscono a casa.



Qualche volta ho anche tentato di usare del software per riprodurre il piacere di fare un puzzle sullo schermo del pc (possibilmente a costo zero), ma l'esperienza si è sempre rivelata abbastanza un incubo: oltre al fatto che già stare davanti allo schermo di un computer non è il massimo della comodità, gestire i pezzi col mouse è di una macchinosità terrificante. Per questo motivo mi ha incuriosito Jigsawscape, uno dei (credo tanti) software appositi che invece adattano il mio passatempo al telefonino, un oggetto che sulla carta permette un uso quasi tattile e per tanto molto più vicino alla realtà. E in effetti è così: benché questo software andrebbe gestito su un tablet per essere goduto appieno (cosa che proverò di sicuro), anche sull'angusto 6 pollici dello smart phone si è rivelato facile da usare e capace di fare quanto richiedo da un puzzle: lo studio di un'immagine per trovare i particolari, il gusto di scoprire le minuzie presenti su un immagine per poter collocare i pezzi al posto giusto. Certamente non è comodissimo non poter manipolare i pezzi con le proprie mani, e infatti questo programma ci facilita molto il lavoro sotto diversi aspetti: 1) mettendoci davanti agli occhi tutti i pezzi ben separati e, soprattutto, già orientati. Quindi il piacere / dolore di dover mescolare per trovare il pezzo che ci serve è quasi completamente mitigato perché i pezzi sono tutti ben visibili, mai sotto sopra, mai rovesciati. 2) facendoci ricostruire puzzle con al massimo 144 pezzi. E se ti sembrano pochi in realtà, per un utilizzo su smartphone, non lo sono affatto. Con dei puzzle non troppo grossi si arriva alla vittoria in tempi brevi (massimo un'oretta se si è skillati) e in questo modo tutto è molto più soddisfacente. E un puzzle, tira l'altro in quanto: 3) ci sono tantissime immagini tra cui scegliere e quindi tantissimi puzzle da risolvere!



In definitiva questo Jigsawscape mi è piaciuto moltissimo anche se prevedo che possa venire a noia abbastanza presto visto che comunque un puzzle reale è tutta un'altra cosa. Tuttavia pur con i limiti del caso questo gioco riesce a cogliere e replicare alcune delle piacevolezze di questa attività. per cui mi sento di consigliarti di provarlo, ovviamente se ti piacciono i puzzle (tanto è gratis con qualche pubblicità per niente invasiva).



venerdì 8 marzo 2024

Final Fantasy VII Intergrade (i capitoli di Yuffie)

 


Final Fantasy VII Intergrade (i capitoli di Yuffie) - 2021 - Versione Playstation 5

Ho giocato/finito/archiviato Final Fantasy VII Remake nel 2020 (trovi la mia recensione qui). Ora mi sono comprato il seguito, Final Fantasy VII Rebirth, ma prima di volerlo iniziare ho pensato di riportarmi in pari e colmare le lacune, andando a giocare quel capitalo supplementare della saga, uscito per PS5 nel 2021 sotto il nome di "FF7 Intergrade".



Ci sono arrivato "vergine", tutto quello che sapevo prima di iniziare a giocare era che avremmo preso le vesti di Yuffie e che l'avventura sarebbe durata non più di un paio di capitoli. Ma chissà perché mi aspettavo che le vicende si svolgessero nel suo paese natale, quindi in un'ambientazione completamente diversa da quella del gioco principale. E invece no: il primo capitolo della storia di Yuffie si svolge nei bassifondi di Midgar, mentre il secondo si svolge nel palazzo della Shinra, quindi in definitiva c'è un riciclo totale delle ambientazioni, nulla di veramente nuovo.



Il party è composto al massimo da due persone, e il gioco non presenta alcuna novità rispetto a quanto giù visto, a parte l'introduzione di un nuovo minigioco, una specie di rts in cui si deve attaccare la fazione opposta difendendosi nel contempo dai suoi attacchi. Questo giochino ricorda molto alla lontana una versione in tempo reale del gioco degli scacchi, con la differenza che per vincere una partita "basta" avere a disposizione (per averle trovate o comprate) unità più forti da dispiegare, e utilizzando un minimo di buonsenso.



Oltre a questo non c'è davvero nulla di notevole, nemmeno dal punto di vista della trama. Insomma il gioco è totalmente inutile se non per il fatto che è comunque fatto bene e può rappresentare, in alcuni frangenti, una discreta sfida. In sostanza è un semplice more of the same, un DLC classico, capace solo di reiterare lo stesso gameplay già visto nel gioco principale.



Mi è piaciuto? Sì. Te lo consiglierei? Solo se ce l'hai a disposizione gratuito, non vale assolutamente la pena spenderci dei soldi, anche se la durata non è malaccio, essendo di circa 7-8 ore (anche 10 se ti vuoi fare un po' di ginding e arrivare al boss finale senza avere affanni). In sostanza quindi un buon dlc ma che aggiunge poco o niente al gioco principale.



mercoledì 6 marzo 2024

Commodore 64: A visual Compendium

 


Commodore 64: A visual Compendium

Oggi, e credo che sia la prima volta su questo blog, parlerò di un libro a tema videoludico: Commodore 64: A visual Compendium, un librone di 500 pagine pieno zeppo di immagini (spesso a doppia pagina) relative a tutto quanto girasse intorno alla produzione ludica per il mitico CBM64. Le coloratissime pagine di questo libro non riportano pertanto solo schermate catturate direttamente dai videogiochi, ma ci mostrano anche le immagini più emblematiche tratte da copertine e pubblicità di vari giochi, nonché le immagini di alcune copertine prese da riviste di settore.



Non mancano alcune interviste agli autori di queste immagini (e/o dei giochi) così come degli approfondimenti relativamente ad alcune case di produzione ben note negli anni 80. In sostanza sul libro non ci sono (per fortuna) solo delle gran belle immagini, per quanto queste siano preponderanti e stampate molto bene, ma ci sono anche numerosi ritagli dove gli autori del libro ci raccontano qualche piccolo aneddoto relativo ai vari giochi illustrati, riportando magari brevi dichiarazione fatte dagli autori stessi dei giochi, e oltre a questo ogni tot pagine troviamo delle brevi interviste e, come detto, qualche articolo monografico.


Va detto però che per lo più questo libro non porta nulla di nuovo al lettore in merito alle informazioni che racchiude. L'intento di chi ha prodotto Commodore 64: A visual Compendium non è chiaramente quello di fare divulgazione o nemmeno di proporci un'opera di preservazione, quanto quello di cullare il lettore in un lungo percorso nostalgico attraverso quanto vissuto in gioventù, e per questo motivo non è certamente un libro diretto a chi non ha vissuto quegli anni, né a chi pratica retrogaming con regolarità (come nel mio caso).



Per quest'ultima categoria di persone il libro in oggetto è un articolo ridondante, senza alcune vera utilità ne appeal particolare. E' chiaro che è un bel libro, ed è chiaramente un bellissimo (e costoso) regalo per chi ha amato giocare con quella piccola grande macchina che fu il Commodore 64, ma non è certamente un'opera fondamentale né per chi vuole scoprire il retrogaming, né per chi lo pratica abitualmente. Insomma Commodore 64: A visual Compendium è un gran bel gadget ma non mi sento di consigliarne l'acquisto, visto che tra l'altro non è proprio regalato.



lunedì 4 marzo 2024

Retrobigini



Le opere di Retrobigini


In occasione del Megacon di Genova tenutosi lo scorso weekend, ho finalmente avuto l'occasione di vedere dal vivo le opere fotografiche del grande Retrobigini. E se già ero rimasto impressionato vedendole su Instagram (lo seguo da quasi quattro anni), devi dire che dal vivo mi hanno completamente stregato. L'artista utilizza una tecnica molto elaborata (e laboriosa) per catturare immagini raster (per lo più generate su tubo catodico) in modo che restino impressi nello scatto i singoli pixel nelle loro componenti base (tipicamente rgb), per poi ottenere attraverso una processo di stampa di gran qualità delle tavole che sembrano per resa, lucentezza e nitidezza, alla stregua di piccoli monitor che brillano di luce propria. Ma naturalmente la tecnica (comunque veramente notevole e unica al mondo) non basta per creare la magia: ci vuole anche la giusta scelta dei frame da catturare, i particolari su cui centrare l'immagine e anche uno studio della giusta angolazione tra la macchina e il monitor, che può variare a seconda della dinamicità dell'immagine.



I risultati li puoi vedere dalle tre foto che metto a corredo, tra cui l'ultima purtroppo è una mia pessima foto fatta con una luce sbagliata che non rende giustizia alla bellezza della coppia di quadretti raffiguranti Guybrush ed Elaine. In ogni caso erano anni che volevo comprare questa composizione e finalmente l'ho potuto fare... e direttamente delle mani del suo creatore! Per me è stato davvero l'incontro del giorno quello con Retrobigini, anche perché è stata una vera sorpresa trovarlo lì, quindi è stato doppiamente bello poter stringere le mani a questo geniale artista e scoprire con quanto entusiasmo e quanta perizia studia ogni sua opera. Il consiglio che posso darti è quello di cercare il suo profilo instagram ed ammirare tutto il suo catalogo: non solo ce n'è per tutti i gusti ma è anche sempre disponibile per creare opere su commissione, magari con una rappresentazione del tuo gioco preferito.